DICHIARAZIONE DEL MINISTRO DELLA DIFESA RIGUARDO L`ABOLIZIONE DEL RECLUTAMENTO: NEVER SAY NEVER… MA PER TUTTA L`OPPOSIZIONE DEMOCRATICA L`ABOLIZIONE DELLA SCHIAVITU` DEL RECLUTAMENTO DEVE DIVENTARE LA QUESTIONE NUMERO UNO DELL’ORDINE DEL GIORNO POLITICO


Il reclutamento alla leva militare in Russia non sarà mai abolito - lo ha dichiarato il ministro della difesa Serghej Ivanov. Ha annunciatO che non esiste lo scopo di passare interamente al sistema del completamento del esercito a " contratto". In Russia è stato scelto il sistema misto del completamento dell`esercito. Nello stesso tempo il ministro ha dichiarato che dal 2008 il termine della leva sarà accorciato da due anni fino ad un`anno. (Radio "Eco di Mosca", 2 giugno 2004).


Dichiarazione di Nikolaj Khramov, segretario di "Radicali Russi"

Mosca, 2 giugno 2004

Il reclutamento alla leva militare in questo paese non sarà abolito mai. Il numero dell’esercito rimarra` allo stesso livello - circa un millione di persone. Il termine della leva sara` accorciato fino ad un`anno, ma non ora, ma dopo le dimissioni della carota (leggi le dimissioni di Putin) nel 2008. E, cioè, per mantenere questo numero dell’esercito, la leva militare non potra` non diventare universale. Cosi, secondo le dichirazioni di ieri del ministro della difesa Ivanov, il Cremlino pensa di trattare l’urna, ove giace la cenere della riforma militare. Lo Stato non può permettersi di mantenere un’esercito professionale - ha aggiunto il ministro.

La posizione politica annunciata dal ministro e` difatti completamente antistatale, condanna l`eserciro russo a una morte che durerà a lungo e sarà dolorosa. Ma nonostatante tutto il ministro dovrebbe ricordarsi il nome del film con la partecipazione di James Bond. La verità è che i cittadini russi, la parte assoluta dei quail secondo tutte le inchieste sociologiche senza eccezione chiede l`abolizione immediata della schiavitu` del reclutamento, non possono e non vogliono mantenere l’esistenza di un’esercito millionario di schiavi malati di distrofia sotto il commando del corpo di generali di parquet tutt’ora in preparazione alla guerra accaduta ancor prima della guerra precedente. I generali e gli impiegati dello stato pensano, mentre le reclute dispongono. Ed hanno a loro disposizione un tale strumento che funziona: la possibilita di rifiutare il servizio militare e scegliere in cambio il servizio alternativo, lasciando i generali con la mostruosità dei loro piani.

Ma anche il servizio alternativo, il più megacivile, in sua essenza continua ad essere la stessa cosa che il servizio militare: una forma di schiavitù moderna legalizzata che senza dubbi deve essere abolita. E fin quanto è unito il parere pubblico del paese in questa questione, nello stesso modo è contraria la posizione consolidata della classe politica al potere. Sono certo che proprio riguardo questa questione avverrà il primo scontro serio della società russa con la classe russa degli impiegati dello Stato al potere che tutt`ora purtroppo riceve l’ amore cosi indifferente degli elettori.

Ma per rendere questo scontro di carattere pacifico e costituzionale, bisogna fare l’impossibile, ma l’unica cosa che ci rimane da fare: il referendum statale "da sotto". E` certo che quest’iniziativa sarà resa ancor piu`difficile dopo l’entrata in breve in vigore della legge di Putin contro i referendum approvata oggi in prima lettura dalla Duma. Ma anche in queste condizioni il referendum continua ad essere teoricamente effettuabile con la condizione che si riuscirà a formare una vasta coalizione nazionale di tutti i partiti, movimenti sociali, organizzazzioni non-governative, che si pongono lo scopo di abolire la servitu` del reclutamento nel nostro paese. E’ proprio questa questione dovrà diventare la numero uno dell’ordine del giorno politico non solo dei radicali, ma di tutta l’opposizione democratica, iniziando dai Comitati delle madri dei soldati.