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DEMOCRACY, FREEDOM AND THE INTERNET: HOW DIGITAL TECHNOLOGIES EMPOWER OR UNDERMINE CIVIL LIBERTIES - INTERVENTO DI GIANFRANCO DELL'ALBA
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Vi voglio fare partecipi dell'impegno, di Marco Cappato e di noi Deputati radicali, che abbiamo assunto in Parlamento con un testo che Cappato ha diffuso tra i colleghi del PE e accolto da più di 60 Parlamentari; l'abbiamo depositato, l'abbiamo anche inviato al Presidente e a tutti i Membri della Convenzione, che si riunisce proprio domani e dopo domani in questo edificio.
Questo testo comporta, quello che noi riteniamo essere il cardine del modo nel quale intendiamo l'applicazione di e-democracy all'interno delle Istituzioni;
In questo testo affermiamo che la Cittadinanza europea dovrebbe implicare il diritto di accesso a tutti i documenti e a tutte le riunioni attraverso Internet, una sorta diritto civile e politico di nuova generazione che noi riteniamo debba poter figurare nei documenti che concluderanno il percorso costituzionale nel quale l'Europa si è impegnata.
A partire da questo principio, noi chiediamo che i Trattati vengano emendati in modo da comportare la nozione che tutte le riunioni delle Istituzioni dell'Unione Europea, ed i loro organi vengano trasmesse in diretta audio video ed archiviate in Internet e che ogni cittadino europeo possa godere dei suoi diritti di cittadinanza anche attraverso Internet, cioè possa manifestarsi per quanto riguarda le sue petizioni al Parlamento Europeo, i suoi ricorsi alla Corte di Giustizia, le sue denunce al Mediatore Europeo etc, appunto anche attraverso lo strumento elettronico; ed in terzo luogo chiediamo alle istituzioni dell'Unione Europea e agli Stati Membri, di promuovere il voto elettronico ed in particolare un progetto in stazioni sorvegliate di voto elettronico per le elezioni europee del 2004.
Questi sono punti che abbiamo sollevato e che mi paiono molto interessanti perché come abbiamo già avuto modo di sentire in altri interventi sempre di più, la scienza giuridica ha sviluppato il concetto, la differenza fra norme ordinatorie e norme perentorie, cioé norme sancite in un testo di legge ma che non rivelano poi applicazione concreta e norme invece che sono applicate concretamente; purtroppo spesso in Italia ci rendiamo conto che le norme siano meramente ordinatorie e che spesso restano li', e che una Costituzione materiale si sostituisca a quella effettiva.
E' indubbio quindi che quando al Parlamento Europeo in tutti i nostri documenti ufficiali noi proclamiamo la pubblicità di tutte le nostre riunioni di Commissione, di aula etc, è chiaro che questa è sempre di piu' una norma ordinatoria, che non ha un contenuto effettivo, perchè il cittadino europeo non puo' oggi accedere alla pubblicità che pure è garantita sulla carta dal Regolamento del Parlamento Europeo, dal Trattato stesso, naturalmente questo é artificio anche perchè evidentemente esistono oggi problemi che vi erano anche negli anni scorsi.
Internet é certamente la possibilità di rimuovere l'ostacolo fisico perché é vero come avviene in Italia, in altri contesti è possibile invece che questa norma diventi norma effettiva
E' su questa strada che noi ci siamo impegnati, avendo incardinato una serie di risultati interessanti che volevo comunicarvi nel contesto di questa nostra assemblea.
Noi abbiamo iniziato con una serie di emendamenti ad una comunicazione della Commissione sulla politica di informazione e poi concretamente abbiamo incardinato soprattutto all'interno del Parlamento Europeo, questa idea.
Nel mese di marzo abbiamo fatto adottare dall'Assemblea plenaria un emendamento per gli orientamenti del bilancio del Parlamento Europeo per il 2003, che considera che la trasmissione in diretta delle sue sedute plenarie, e delle riunioni di Commissione su Internet, come é già avvenuto per l'elezione del Presidente Cox nel mese di gennaio, e come sta avvenendo per i lavori della Convenzione, cosi' come la creazione di archivi e di un motore di ricerca che permetta l'accesso dei cittadini a queste registrazioni, evidentemente non solo in diretta ma anche successivamente, e deve essere una priorità delle Istituzioni; questo è stato votato dal Parlamento.
Si invita il suo Segretario Generale a valutare il costo di un tale progetto, per cominciare questa trasmissioni in Internet, al più tardi nel 2003 quindi con l'esercizio finanziario 2003.
Due mesi dopo il Parlamento è tornato a discutere del suo bilancio e anche in quel caso siamo riusciti ad ottenere che il Parlamento nuovamente tornasse sull'argomento riproponendo questa idea, quindi considera che la trasmissione in diretta delle sue sedute plenarie è primordiale e chiede, questa volta fissando una data, al suo Segretario Generale di produrre uno studio di fattibilità per il primo settembre 2002 che preveda la creazione di archivi e di un motore di ricerca in modo di valutare durante la lettura definitiva del bilancio del Parlamento ad ottobre, i crediti che saranno necessari per questa nuova spesa del Parlamento.
Quindi questo mi pare già una piccola vittoria, aspettiamo adesso lo studio di fattibilità ma abbiamo lanciato il principio, che è stato accettato, della necessità di dotarsi in tempi rapidi di una forma di pubblicità che preveda appunto, come sta avvenendo in questa nostra riunione, grazie a Radio Radicale, che tutte le riunioni del Parlamento siano pubbliche.
In parallelo abbiamo lanciato la stessa procedura per tutte le altre Istituzioni, io lo sto facendo in seno alla Commissione Affari Costituzionali, dove sono relatore per il bilancio di questa Commissione, che ha voce in capitolo sull'insieme delle altre Istituzioni. Nella procedura di bilancio di quest'anno, cercheremo di far passare questo principio.
Vi sono Istituzioni che hanno una pubblicità naturale come il Parlamento Europeo, il Comitato delle Regioni, il Comitato Economico e Sociale, la Corte di Giustizia, vi sono Istituzioni dove la pubblicità è una delle caratteristiche, direi di base, del lavoro stesso dell'Istituzione e ve ne sono altre come la Commissione ed il Consiglio dove in un primo tempo queste pubblicità potrebbero prevedere per esempio la trasmissione su Internet delle conferenze stampa che comunque quotidianamente vengono organizzate dalle Istituzioni che hanno un carattere non plenario in cui non è prevista questa pubblicità anche se come sapete tra i punti in discussione alla Convenzione Europea vi è proprio quello di chiedere che quando il Consiglio dei Ministri opera in quanto legislatore, quelle sedute siano pubbliche.
Questo nostro impegno è sostenuto da vari Deputati, non a caso la proposta Cappato ha avuto un significativo numero di adesioni, e in autunno avremo la fase di voto del bilancio del Parlamento, poi avremo i risultati, e mi auguro che cosi' come avverrà per il Parlamento Europeo anche per le altre Istituzioni noi potremmo arrivare nel 2003 al massimo, ma mi auguro anche prima, per l'anno delle elezioni e per il rinnovo della Commissione il 2004, a questa piccola conquista che a me pare molto importante, come mi pare importante che a questa conquista per vie interne, possa congiungersi la conquista legislativa e di principio, di iscrivere in qualche modo un diritto di accesso alle informazioni attraverso Internet nei testi costitutivi dell'Unione Europea, che costruiremo in questi mesi, anche a partire dall'adesione di nuovi Paesi dell'Est europeo.
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