Da Cuba. San Kilobyte

Yoani Sanchez
Notizie Radicali

 Per quanto sia ancora in buona parte clandestina, la tecnologia ha portato un cambiamento nella società cubana. I controlli per impedire ai cittadini di accedere ad alcune aree della vita politica nazionale hanno perso la loro efficacia di fronte all’avanzata di reti spontanee. Seguendo la stessa logica del mercato nero, qualsiasi individuo può diventare una fonte di notizie.

 

Il cambiamento più significativo degli ultimi anni è stata la perdita del monopolio informativo da parte dello stato. Anche se il centralismo domina ancora l’economia, nel campo della diffusione delle notizie perde potere ogni giorno. Migliaia di famiglie non vedono più i programmi televisivi ufficiali ma si rifugiano nelle antenne paraboliche illegali, nei cd e dvd masterizzati o nei computer. Si tratta di cittadini su cui la propaganda politica ha poco effetto: sono pecorelle smarrite a cui la voce del pastore e il suo bastone fanno sempre meno paura.

 

Ma non bisogna farsi ingannare dall’ottimismo: le autorità cubane non hanno alcun interesse ad aprirsi a una stampa libera o a un dibattito pubblico. Un sistema basato sul silenzio non sopporta l’acido corrosivo della libera espressione. La situazione attuale è il risultato diretto del coraggio dei cittadini e della nascita di una tecnologia che lo ha materializzato in blog, tweet, sms e reti wireless. Il kilobyte è intrufolato tra le fessure del muro della censura e si è trasformato nell’unità primigenia della libertà d’informazione.