Cuba, Partito Radicale: prendiamo atto liberazione condizionata del dissidente e iscritto radicale Francisco Chaviano da parte del governo cubano


La liberazione di tutti i prigionieri politica sia condizione per dialogo con Unione Europea e Italia


Roma, 11 agosto 2007
• Comunicato Stampa del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito
“ Il Partito Radicale prende atto della liberazione condizionata da parte delle autorita’ cubane, del prigioniero politico cubano e iscritto al Partito Radicale Francisco Chaviano avvenuta ieri a Cuba, dopo 13 anni di carcere.

Francisco Chaviano, era stato condannato nel 1995 a 15 anni di galera per la propria attivita’ in difesa dei diritti umani a Cuba ed oggi gli viene concessa la liberta’ condizionata dopo 13 anni di uro carcere – a due anni dalla fine della pena - durante i quali le sue condizioni di salute sono molto peggiorate. La liberazione condizionata sarebbe gia’ dovuta avvenire alcuni mesi fa in base alla legge sullo sconto di pena vigente a Cuba.

Lo scorso 18 marzo il Partito Radicale ha manifestato con Maria Fida Moro, MaurizioTurco, Matteo Mecacci, Marco Cappato ed Elisabetta Zamparutti all’Havana a fianco delle Damas de Blanco per chiedere la liberazione di tutti i prigionieri politici a Cuba, segnalando il particolare la vicenda di Francisco Chaviano (link al comunicato del 18 marzo http://coranet.radicalparty.org/pressreleases/press_release.php?func=det... ). Il 20 aprile la moglie di Francisco Chaviano, Aguililla Saladrigas, ha scritto agi esponenti radicali confermando la volonta’ di Francisco Chaviano e sua, di continuare a iscriversi al Partito Radicale e ringraziandoli per l’iniziativa presa a favore della liberazione del marito (segue il testo completo della lettera in coda al comunicato).

Il Partito Radicale, nel prendere oggi atto della decisione del Governo cubano di mettere in liberta’ condizionata Francisco Chaviano - come ha preso atto del fatto che sia stato consentito a prori esponenti di manifestare pubblicamente all’Havana lo scorso 18 marzo – ribadisce che la liberazione degli oltre 200 prigionieri politici attualmente detenuti a Cuba deve essere condizione centrale nell’ambito della politica di dialogo che l’Unione Europea e il Governo italiano intendono instaurare con l’Havana.

(testo della lettera di Aguililla Saladrigas, Moglie di Francisco Chaviano)
L'Havana - Roma, 20 aprile 2007

Onorevoli
Maurizio Turco, Vicepresidente del Senato del Partito Radicale e Parlamentare europeo
Maria Fida Moro, Ex Senatrice Italiana
Marco Cappato, Eurodeputato
Matteo Mecacci e Elisabetta Zamparutti, membri del Partito Radicale Transnazionale

Egregi signori

Sono la moglie di Francisco Chaviano Gonzàles, il prigioniero di coscienza a Cuba che ha dovuto trascorrere il più lungo periodo di prigionia (ad ora tredici anni).
Desidero innanzitutto ringraziare del gesto bello, coraggioso e solidale che è stato da parte vostra quello di marciare sul nostro suolo per un significativo richiamo al nostro governo per la libertà di mio marito e degli altri prigionieri di coscienza. Avete scritto con questo una pagina unica e molto bella nella nostra storia che non potrà mai essere dimenticata.


Chaviano ha 55 anni, soffre di problemi di ischemia e di un tumore ai polmoni con rischio per la sua vita. Secondo le riduzioni di pena di un mese per ogni anno trascorso, già dovrebbe essere liberato, però per il momento il tribunale non ha dato risposta alla nostra petizione. Ogni domanda che voi farete al Governo di Cuba per la liberazione di mio marito sarebbe di estrema importanza.
Francisco Chaviano è membro del partito Radicale Transnazionale con sede a Roma dal 1992 quando segretaria generale era Emma Bonino.


Dopo il suo incarceramento mi sono iscritta acnh'io intorno al 1996 essendo stata visitata da tre dei suoi membri: Begonia Rodriguez Antiguedad Zarras, Sandro Ottoni e Tanja Rizman.
A Chiaviano e a me piacerebbe continuare ad essere membri di questo prestigioso partito che segue la via della lotta pacifica per i diritti civili iniziata da Gandhi.


Appartengo anche a un gruppo di donne che iniziò la propria lotta nel 1995 quando mio marito era in sciopero della fame chiedendo la riapertura del suo caso e che si costituì come tale il 14 maggio del 2000. Si chiama Comitato delle Madri per la Libertà dei Prigionieri Politici “ Lenor Pèrez”. Ai nostri inizi ci riunivamo nella Chiesa di S. Rita e marciavamo per la 5a Av. alla fine della messa, però al costituirsi delle Damas de Blanco (delle quali abbiamo fatto parte) decidemmo di spostarci in altre chiese perchè le altre comunità conoscessero il nostro dolore, benché in alcune occasioni ci uniamo a loro. Il nostro gruppo è piccolo però preghiamo per la libertà di tutti i prigionieri politici di Cuba e si uniscono sporadicamente altre donne parenti dei prigionieri o che si identificano con la nostra lotta.


Non volendo perdere l'essenziale di questa lettera vi saluto ringraziandovi una volta di più per la vostra recente partecipazione senza precedenti alla nostra battaglia per la libertà dei prigionieri politici e in particolare di mio marito Francisco Chaviano Gonzàlez.
Non sono sufficienti le parole per esprimere la mia gratitudine per tanta solidarietà emotiva.

Ana B. Aguililla Saladrigas (moglie di Francisco Chaviano Gonzalez)