Croazia e balcani occidentali verso l'Unione Europea – le prospettive durante la presidenza belga
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La Croazia e' «entrata negli ultimi 500 metri della maratona dei negoziati di adesione nell'Ue» con queste parole la premier croata Jadranka Kosor ha commentato l'apertura a Bruxelles degli ultimi tre capitoli del processo di negoziati per l'adesione all'Ue. Si tratta di una tappa estremamente impegnativa, ha detto la Kosor dopo che finalmente, alla conferenza intergovernativa dello scorso 30 giugno a Bruxelles, sono stati aperti i rimanenti tre capitoli: quello delicatissimo della Giustizia e diritti fondamentali, Competizione di mercato e il capitolo relativo alla politica estera, di sicurezza e di difesa. Sono stati chiusi al tempo stesso altri due capitoli. Allo stato attuale, il bilancio e' 33 capitoli aperti di cui 20 sono stati chiusi.
Secondo i vertici croati, innnanzitutto secondo la presidente del Governo, l'intero lavoro dovrebbe essere concluso entro la fine dell'anno, almeno per quanto riguarda la conclusione tecnica dei negoziate e che all'inizio del 2011, l'anno in cui per i primi sei mesi tocchera' all'Ungheria di presiedere all'Ue, verra' firmato il Trattato di adesione. E' previsto inoltre che nel corso di questo mese si potrebbe tenere un'altra conferenza di adesione alla quale Zagabria prevede di chiudere ancora alcuni capitoli.
La premier Kosor ha annunciato che il Governo istituira' all'interno del gruppo di lavoro per i negoziati dei sottogruppi che lavoreranno intensamente in alcuni settori relativi al capitolo 23, quello della giustizia e diritti fondamentali. Come momento cruciale per lo sblocco del processo di negoziati, Kosor ha indicato l'inizio dei colloqui con il premier sloveno Borut Pahor e l'accordo raggiunto per la soluzione della contestata questione del cofine tra Croazia e Slovenia.
A termine della presidenza spagnola all'Ue, il ministro degli esteri spagnolo Miguel Anhel Moratinos ha voluto assicurare che l'ingresso della Croazia nell'Ue non chiudera' le porte alla Serbia e agli altri paesi dei Balcani occidentali, replicando cosi' ai diversi articoli della stampa nella regione in cui si e' affermato che in particolare la Germania ma anche altri paesi dell'Ue, dopo l'adesione di Zagabria, chiuderebbero l'ingresso ad altri paesi che in questo momento guardano con molte aspettative alle loro integrazioni europee. «Le porte dell'Ue dopo l'ingresso della Croazia non saranno chiuse, bensi' ancora piu' aperte, per la Serbia e per gli altri paesi della regione» ha detto Moratinos commentando cosi' la recente dichiarazione del presidente serbo Boris Tadic che i paesi dell'Ue devono dire chiaramente ai Balcani occidentali se vogliono questi paesi nelle loro fila. Moratinos ha sottolineato che «non ci sono dubbi o perplessita'» quando si tratta della prospettiva europea della regione e della Serbia. A proposito delle affermazioni di alcuni media croati che la Germania ha chiesto ai 27 dell'Ue di fermare l'ingresso di altri paesi dei Balcani occidentali dopo l'adesione della Croazia, Moratinos ha rilevato che ogni paese nel suo cammino verso l'Ue «ha un suo calendario nella misura in cui soddisfa gli obblighi necessari». Moratinos ha risposto anche alla domanda se l'assenza del dialogo tra le autorita' serbe e Pristina influenzera' sul processo generale dell'allargamento dell'Ue nei Balcani occidentali. «Quando abbiamo iniziato la presidenza spagnola all'Ue c'era abbastanza sfiducia per quanto riguarda la questione Kosovo, vale a dire che si pensava che in questo periodo non ci sara' un vero avanzamento e iniziative nei Balcani occidentali» ha detto il capo della diplomazia spagnola e ha aggiunto che in questo senso «adesso i Balcani occidentali possono valutare quale e' stato l'effetto della presidenza spagnola all'Ue».
E dal 1 luglio, la bacchetta condutrice dell'Ue e' passata dalla Spagna al Belgio. Questo membro ormai con una lunga esperienza nell'Unione, assume l'incarico di presiedere per la 12-esima volta, pero' questa volta con un governo dimissionario che condurra' i lavori fino alla composizione del nuovo governo che dovra' essere formato in base ai risultati delle elezioni parlamentari anticipate svoltesi lo scorso 13 giugno. La presidenza belga ha annunciato che si impegnera' a far funzionare definitivamente le istituzioni e le regole dell'Accordo di Lisbona.
A solo pochi giorni dopo che a Bruxelles sono stati aperti gli ultimi tre capitoli del processo di negoziati di adesione della Croazia all'Ue, si e' compiuta a Zagabria la prima visita ufficiale del presidente del Consiglio europeo Herman van Rompuy, una visita questa nell'ambito del suo mini tour per la regione balcanica, che ha avuto come prima tappa Ljubljana e l'incontro con il premier Borut Pahor, per proseguire poi a Belgrado, Zagabria e infine a Pristina. Nella capitale croata, l'ospite di Bruxelles, ha incontrato lunedi' sera la premier Jadranka Kosor e durante i colloqui ha espresso apprezzamento per gli sforzi croati nel processo di negoziati ma ha sottolineato che per l'adesione nell'Ue devono essere soddisfatte tutte le rimanenti condizioni, tra cui in particolare la cooperazione con il Tribunale dell'Aja. Dall'altra parte, Rompuy ha rilevato che il successo della Croazia sulla via verso l'Ue e' un segnale positivo per l'intera regione e dimostra che l'ingresso e' possibile se vengono adempiuti tutti gli importanti criteri. Il presidente del Consiglio europeo si e' detto consapevole che la crisi finanziaria globale ha danneggiato la Croazia ma ha comunque espresso speranza che questo non avra' un impatto negativo per l'ingresso del Paese nell'Ue. Parlando di relazioni tra i paesi vicini, il leader dell'Ue ha plaudito il miglioramento dei rapporti nella regione, in particolare quelli tra Croazia e Slovenia nonche' con la Serbia. Secondo la premier Kosor, Zagabria adempiera' tutte le misure necessarie entro i primi del 2011, chiudera' tutti i capitoli e nella prossima primavera sara' pronta per la firma del trattato di adesione con l'Ue.
Nel corso del suo incontro con il pesidente Rompuy, il capo dello stato croato, Ivo Josipovic ha riconfermato che l'Ue e le relazioni nella regione sono la priorita' croata. L'interesse nazionale – ha sottolineato Josipovic – e' di aderire al piu' presto nell'Ue ma anche aiutare i paesi vicini ad integrarsi nella famiglia europea sia per motivi di sicurezza che per lo sviluppo economico. Il presidente croato si e' detto molto soddisfatto che il presidente del Consiglio dell'Ue ha nuovamente appoggiato la via croata nell'Ue e che proprio la sua presenza nella regione dimostra che tutti i paesi hanno una prospettiva europea, ovviamente se soddisfano tutte le condizioni necessarie.
Va sottolinato che in vista dell'inizio della presidenza belga all'Ue, il premier dimissionario Yves Leterme ha dichiarato che il Belgio si impegnera' ad assicurare un proseguimento liscio dei negoziati di adesione con la Croazia aggiungendovi un «pero'». Il premier belga ha precisato: «i negoziati si avvicinano alla fine, ma non possiamo assumerci l'impegno che il processo sara' concluso entro la fine di quest'anno e non possiamo garantire alcuna data». Ha ricordato che alcune settimane fa, durante la sua visita a Zagabria, aveva detto che la cornice del tempo e' molto stretta e che le cose bisogna guardarle cosi' come sono. «La nostra logica non si basa sul calendario, bensi' sui raggiungimenti» ha detto il ministro degli esteri belga Stevene Vanackere. Il Belgio, ha precisato Vanackere, nel processo di allargamento che include i Balcani occidentali, la Turchia e l'Island, si impegnera' ad essere «un negoziatore onesto» tra i paesi candidati e i membri dell'Ue.
Nel corso del suo mini tour nei Balcani, Herman van Rompuy ha visitato anche Belgrado, per la prima volta da quanto lo scorso 1 dicembre 2009 e' diventato presidente del Consiglio europeo. I media serbi scrivono che i rappresentanti del Belgio hanno confermato, annunciando il programma della loro presidenza, che le integrazioni europee e l'allargamento dell'Unione restano una delle priorita' della politica europea e che il Belgio svolgera' la sua presidenza di turno nell'ombra di Van Rompuy e dell'alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza, Catherine Aschton. Cio' significa, afferma la stampa serba, che in effetti sara' Van Rompuy, ex premier del Belgio e sostenitore del processo di allargamento dell'Ue verso i Balcani, a condurre l'Ue. Ivan Vejvoda, direttore esecutivo del Fondo balcanico per la democrazia, una prominente organizzazione serba, valuta per il quotidiano 'Blic' che la visita di Rompuy e' molto importante per la Serbia. Vejvoda aggiunge che la politica dell'Ue dal 2003 e dal vertice di Salonicco non e' cambiata e che l'allargamento balcanico e' la priorita' dell'Ue. Secondo questo analista politico serbo, le dichiarazioni che negli ultimi tempi arrivano dall'Ue in cui si dice che il processo di allargamento verra' fermato, non possono essere la base per interpretazioni che si tratta di un cambiamento della politica dell'Ue. «Noi non siamo nemmeno vicino (all'adesione) e invece di speculare sulle date – 2014, 2015 oppure 2017, e discorsi sulla pausa del processo di allargamento, per noi il piu' importante e' di continuare il lavoro sulle riforme» sottolinea Vejvoda. Secondo il vicepresidente del Governo serbo, Bozidar Djelic, e' indicativo il fatto che il presidente del Consiglio dell'Ue per la sua prima visita all'estero, al di la' del consueto calendario europeo, ha deciso di recarsi nei Balcani occidentali. Il vicepremier serbo afferma che si tratta di un segnale che nonostante le difficolta' reali, il processo di allargamento continua e che sta' ai paesi della regione indicare i possibili danni e conseguenze che il rallentamento di questo processo potrebbe causare.
Ed e' proprio in occasione della visita del presidente del Consiglio europeo a Belgrado, che il presidente Tadic ha espresso insoddisfazione per «il rallentamento del processo delle integrazioni europee perche' ritiene cruciale per il futuro dei Balcani occidentali il loro ingresso piu' veloce possibile nell'Ue. «Qualsiasi altra soluzione non e' utile ne' per i Balcani occidentali ne' per l'Ue» ha detto Tadic. La prima visita di Rompuy a Belgrado capita in un momento assai delicato per quanto riguarda le relazioni tra la Serbia e il Kosovo, dopo l'incidente tragico a Kosovska Mitrovica dove una persona e' morta e altre 11 sono state ferite. Precedentemente, a Ljubljana, prima tappa di questo mini tour nella regione, Rampuy e il suo ospitante, il premier sloveno Borut Pahor, hanno espresso preoccupazione per le nuove vicende al nord del Kosovo. Pahor ha sottolienato che non e' ancora chiaro se si tratta di incidenti isolati oppure di «una politica consistente», rilevando che la Slovenia, in ogni caso, si impegna per il dialogo. Alla domanda dei giornalisti se vede una soluzione per la questione del Kosovo che soddisferebbe sia Belgrado che Pristina e avvicinerebbe la Serbia e il Kosovo all'Ue, nonostante il fatto che 22 stati membri considerano il Kosovo uno stato indipendente mentre cinque no, il presidente del Consiglio dell'Ue ha risposto che tutti i 27 dell'Ue condividono chiaramente la prospettiva europea dei Balcani occidentali. In questo senso, ha precisato Rompuy, l'Ue ha sempre incorraggiato il dialogo come l'unico modo per muovere le cose e per trovare soluzioni pratiche che possano migliorare la vita quotidiana delle persone che vivono in questo territorio. Precisando di sostenere personalmente i messaggi incorraggianti sull'allargamento dell'Ue nei Balcani occidentali, Rompuy ha aggiunto che sta alla presidenza belga ad aprire la questione di trasmettere la candidatura serba. Ha ribadito inoltre, che la piena collaborazione della Serbia con il Tpi dell'Aja e' fondamentale per completare il processo di riconciliazione nella regione. «L'arresto e l'estradizione degli imputati latitanti sono elementi cruciali per la stabilita' e riconciliazione. La lotta contro la criminalita' organizzata e corruzione, l'attuazione delle riforme economiche e politiche nonche' l'adattamento agli standard europei, sono gli elementi chiave per la prospettiva europea della Serbia. Questo lavoro svolgeremo nel processo di partenariato e nel processo di stabilizzazione e associazione» ha concluso Rompuy.
Iscritti e contribuenti 2013
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| Maurizio T. Roma | 1.000 € |
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| Giuliano G. Sondrio | 590 € |
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radioradicale.it
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2012-02-28 17:06:45 Seduta 681ª (XVI legislatura)
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2012-02-15 15:01:18 Seduta 586ª (XVI legislatura) 










