CONFERENZA SU “LA SITUAZIONE NEL TURKESTAN ORIENTALE DOPO MEZZO SECOLO DI OCCUPAZIONE COMUNISTA CINESE”: LETTERA APERTA ALLA PRESIDENTE DEL PE


Bruxelles, 9 Ottobre 2001. Malgrado il “nihil obstat” dei servizi consolari competenti, forze oscure continuano ad operare in seno al Parlamento europeo per silurare la tenuta, il 17 Ottobre prossimo, di una Conferenza organizzata dall’ “East Turkestan National Congress”, dal Partito Radicale Transnazionale e dai deputati radicali al Parlamento europeo, sulla “situazione nel Turkestan orientale dopo mezzo secolo di occupazione comunista cinese”. Al fine di mettere ciascuno di fronte alle proprie responsabilità e di porre fine agli argomenti pretestuosi, Olivier Dupuis, segretario del Partito Radicale Transnazionale e deputato europeo, ha fatto pervenire a Nicole Fontaine, Presidente del Parlamento europeo, la seguente lettera aperta:


All'attenzione dell'On. Nicole Fontaine
Presidente del Parlamento europeo


Bruxelles, 9 ottobre 2001


Onorevole Presidente,

apprendo dai servizi competenti del nostro Parlamento che la Conferenza su "La Situazione nel Turchestan Orientale dopo 50 anni di occupazione comunista cinese" che stiamo organizzando per la settimana prossima in seno al Parlamento susciterebbe delle preoccupazioni in materia di sicurezza.

A questo proposito vorrei attirare la Sua attenzione sul fatto che lavoriamo all'organizzazione di questa conferenza ormai da alcuni mesi e che abbiamo avviato le procedure di richiesta dei visti lo scorso mese di agosto. In seguito ai terribili attentati dell'11 settembre le competenti autorità belghe hanno, in maniera perfettamente comprensibile, proceduto a delle ulteriori verifiche relativamente all'identità delle persone invitate, comunicandoci infine il loro "nihil obstat" lo scorso 27 settembre.

Per quanto riguarda la sicurezza interna del nostro Parlamento, fino ad ora non mi è stato fornito alcun elemento serio capace di corroborare il fatto che i servizi di sicurezza del nostro parlamento non sarebbero in grado di assumere le responsabilità che incombono loro, a fortiori dopo l'attivazione delle nuove misure per il rafforzamento della sicurezza del Parlamento.

A pochi giorni solamente dalla tenuta della Conferenza, comprenderà che il suo annullamento comporterebbe numerosi problemi, anche di carattere finanziario, per molti partecipanti.

Credo che sarà d'accordo con me che proibire questa conferenza per motivi, falsi, di sicurezza non costituirebbe certo un segnale particolarmente positivo rispetto al mondo musulmano. Sarebbe tanto più incomprensibile e inopportuno in quanto abbiamo avuto l'occasione di vivere nel corso delle nostre ultime sedute plenarie molti momenti di "alta" polemica da parte di certi colleghi che insorgevano contro qualsiasi tentativo di porre i momenti estremamente difficili che stiamo vivendo sotto il segno di un "conflitto di civiltà" tra l'Islam ed il mondo cristiano, dimenticando allo stesso tempo e per uno strano fenomeno di amnesia selettiva che un conflitto di civiltà esiste davvero tra il mondo della democrazia e quello della non-democrazia, dell'autoritarismo e del totalitarismo.

Non La stupirà quindi troppo il fatto di apprendere, Onorevole Presidente, che questo meccanismo di amnesia selettiva è all'opera anche nel caso che ci sta occupando. Non è infatti un segreto per nessuno - come testimoniato in maniera informale da eminenti rappresentanti della Commissione, del Consiglio e del nostro Parlamento - che l'Ambasciata della Repubblica Popolare di Cina (paese del resto poco conosciuto per le sue caratteristiche democratiche) si adopera da alcune settimane, con il concorso un po' servile dei piccoli Kiesling in servizio permanente preso il Parlamento, per far sabotare una conferenza che rischia di mettere in luce una politica di occupazione, di umiliazione e di distruzione altrettanto grave ma molto meno nota di quella attuata in Tibet.

Con la viva speranza, Onorevole Presidente, che il nostro Parlamento dimostrerà attraverso la Sua voce, che non intende sottomettersi al diktat della Repubblica Popolare di Cina e considerare come "terroristi" quanti uno Stato terrorista definisce tali, ignorando allo stesso tempo le valutazioni delle autorità consolari competenti dell'Unione o quelle dei democratici europei, e che non intende rinunciare a farsi portavoce dei "dimenticati" e dei "massacrati" della terra, La prego di gradire i miei più cordiali saluti.


Olivier Dupuis

Tel. 02 - 284.71.98
Fax. 02-284.91.98
Email: odupuis@europarl.eu.int