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Commissione dei Diritti Umani – 59a sessione – Ginevra. Punto 11: Diritti civili e politici. Intervento di Vanida Thephsouvanh
Commissione dei Diritti Umani – 59a sessione – Ginevra
Punto 11: Diritti civili e politici
Intervento del Partito Radicale Transnazionale
Sig.ra Vanida Thephsouvanh
Grazie Signora Presidente.
Parlo a nome del Partito Radicale Transnazionale e mi chiamo Vanida Thephsouvanh. Nella Repubblica Democratica Popolare Lao la negazione della libertà di espressione, gli arresti arbitrari, la tortura, le persecuzioni e la repressione delle minoranze religiose, i disfunzionamenti dell’amministrazione giudiziaria rimangono le preoccupazioni primarie del Partito Radicale Transnazionale.
Un anno fa il Partito Radicale Transnazionale aveva già esposto davanti a quest’assemblea la situazione dei diritti umani e delle libertà nella Repubblica Democratica Popolare Lao (RDPL). Un anno è passato, ma nulla è cambiato in questo Paese, dove la libertà di espressione è inesistente e il sistema giudiziario ben al di sotto delle norme internazionali minime. Nulla dunque è cambiato in questo regime totalitario dove il Partito unico, al potere da ben 28 anni, controlla con mano ferrea i media e dove l’opposizione è vietata.
Membro dell’ONU – avendo ratificato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e firmato il Patto Internazionale Relativo ai Diritti Civili e Politici così come quello sui Diritti Economici, Sociali e Culturali – la Repubblica Democratica Popolare Lao non ha presentato alcun rapporto relativo ai diritti umani dal 1984.
Se gli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione del regime garantiscono i diritti fondamentali dei laotiani, l’articolo 3, al contrario, riconosce, istituisce e impone il monopolio di un Partito Unico, il Partito Popolare Rivoluzionario Lao, dimostrando una incompatibilità evidente con i valori democratici e le Convenzioni Internazionali che il Laos ha firmato.
Allo stesso modo, gli articoli 59 e 66 del Codice penale sono ampiamente utilizzati per giustificare gli arresti arbitrari dei democratici, dei difensori dei diritti umani, delle minoranze religiose, delle minoranze etniche e degli oppositori al Partito unico. Tutto ciò che costituisce un ostacolo per il Partito unico è considerato una grave minaccia contro la sicurezza nazionale e passibile di una pena che può raggiungere i 14 anni di prigione.
Le testimonianze di ex prigionieri laotiani o stranieri, senza eccezione, denunciano lo stato di arresti arbitrari, di torture, di corruzione sistematica, rivelando così l'inesistenza di un sistema giudiziario degno di questo nome. Delle persone possono essere detenute per più anni, talvolta più di dieci, senza processo, spesso ignorando la ragione stessa del loro arresto.
Sotto questo regime gli appelli e le iniziative pacifiche per la libertà e il rispetto dei diritti umani – in particolare le lettere aperte e le manifestazioni pacifiche – sono sistematicamente sanzionate da arresti, imprigionamenti o sparizioni.
Il Partito Radicale Transnazionale resta profondamente preoccupato per la sorte dei cinque leader della manifestazione pacifica del 26 ottobre 1999, arrestati e da allora scomparsi.
Sebbene la libertà di religione sia garantita dall’articolo 29 della Costituzione, le pratiche religiose sono strettamente inquadrate e controllate dal Fronte Lao della Costruzione Nazionale, un organo satellite del Partito Unico; e il “decreto 92”, del luglio 2002, ha ulteriormente rafforzato la sorveglianza delle attività e della vita quotidiana delle congregazioni religiose.
Le continue pressioni e la repressione contro le minoranze religiose, in particolare i cristiani, sono sempre attuali in Laos. Tra gli esempi più recenti, tra il 24 dicembre 2002 e il 16 gennaio 2003, 38 cristiani sono stati arrestati nella provincia di Savannakhet per aver celebrato il Natale. Nel febbraio 2003, dopo persecuzioni, intimidazioni e minacce di ogni tipo, 31 cristiani di una provincia del sud del Laos hanno ricevuto l’ordine ufficiale dalle autorità di lasciare la loro casa, il loro villaggio, le loro risaie per l’unica ragione di aver persistito nel praticare la loro religione. Da quel giorno, nessuno sa dove siano stati deportati.
Signora Presidente,
alla luce di queste azioni gravi e ripetute, il Partito Radicale Transnazionale
Grazie Signora Presidente.
Punto 11: Diritti civili e politici
Intervento del Partito Radicale Transnazionale
Sig.ra Vanida Thephsouvanh
Grazie Signora Presidente.
Parlo a nome del Partito Radicale Transnazionale e mi chiamo Vanida Thephsouvanh. Nella Repubblica Democratica Popolare Lao la negazione della libertà di espressione, gli arresti arbitrari, la tortura, le persecuzioni e la repressione delle minoranze religiose, i disfunzionamenti dell’amministrazione giudiziaria rimangono le preoccupazioni primarie del Partito Radicale Transnazionale.
Un anno fa il Partito Radicale Transnazionale aveva già esposto davanti a quest’assemblea la situazione dei diritti umani e delle libertà nella Repubblica Democratica Popolare Lao (RDPL). Un anno è passato, ma nulla è cambiato in questo Paese, dove la libertà di espressione è inesistente e il sistema giudiziario ben al di sotto delle norme internazionali minime. Nulla dunque è cambiato in questo regime totalitario dove il Partito unico, al potere da ben 28 anni, controlla con mano ferrea i media e dove l’opposizione è vietata.
Membro dell’ONU – avendo ratificato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e firmato il Patto Internazionale Relativo ai Diritti Civili e Politici così come quello sui Diritti Economici, Sociali e Culturali – la Repubblica Democratica Popolare Lao non ha presentato alcun rapporto relativo ai diritti umani dal 1984.
Se gli articoli 29, 30 e 31 della Costituzione del regime garantiscono i diritti fondamentali dei laotiani, l’articolo 3, al contrario, riconosce, istituisce e impone il monopolio di un Partito Unico, il Partito Popolare Rivoluzionario Lao, dimostrando una incompatibilità evidente con i valori democratici e le Convenzioni Internazionali che il Laos ha firmato.
Allo stesso modo, gli articoli 59 e 66 del Codice penale sono ampiamente utilizzati per giustificare gli arresti arbitrari dei democratici, dei difensori dei diritti umani, delle minoranze religiose, delle minoranze etniche e degli oppositori al Partito unico. Tutto ciò che costituisce un ostacolo per il Partito unico è considerato una grave minaccia contro la sicurezza nazionale e passibile di una pena che può raggiungere i 14 anni di prigione.
Le testimonianze di ex prigionieri laotiani o stranieri, senza eccezione, denunciano lo stato di arresti arbitrari, di torture, di corruzione sistematica, rivelando così l'inesistenza di un sistema giudiziario degno di questo nome. Delle persone possono essere detenute per più anni, talvolta più di dieci, senza processo, spesso ignorando la ragione stessa del loro arresto.
Sotto questo regime gli appelli e le iniziative pacifiche per la libertà e il rispetto dei diritti umani – in particolare le lettere aperte e le manifestazioni pacifiche – sono sistematicamente sanzionate da arresti, imprigionamenti o sparizioni.
Il Partito Radicale Transnazionale resta profondamente preoccupato per la sorte dei cinque leader della manifestazione pacifica del 26 ottobre 1999, arrestati e da allora scomparsi.
Sebbene la libertà di religione sia garantita dall’articolo 29 della Costituzione, le pratiche religiose sono strettamente inquadrate e controllate dal Fronte Lao della Costruzione Nazionale, un organo satellite del Partito Unico; e il “decreto 92”, del luglio 2002, ha ulteriormente rafforzato la sorveglianza delle attività e della vita quotidiana delle congregazioni religiose.
Le continue pressioni e la repressione contro le minoranze religiose, in particolare i cristiani, sono sempre attuali in Laos. Tra gli esempi più recenti, tra il 24 dicembre 2002 e il 16 gennaio 2003, 38 cristiani sono stati arrestati nella provincia di Savannakhet per aver celebrato il Natale. Nel febbraio 2003, dopo persecuzioni, intimidazioni e minacce di ogni tipo, 31 cristiani di una provincia del sud del Laos hanno ricevuto l’ordine ufficiale dalle autorità di lasciare la loro casa, il loro villaggio, le loro risaie per l’unica ragione di aver persistito nel praticare la loro religione. Da quel giorno, nessuno sa dove siano stati deportati.
Signora Presidente,
alla luce di queste azioni gravi e ripetute, il Partito Radicale Transnazionale
invita la Commissione dei Diritti Umani a inviare una missione in Laos per osservare e indagare all’interno del Paese;
invita la Commissione dei Diritti Umani a chiedere alla RDP Lao di aprire il Laos alle organizzazioni non governative per i diritti umani;
chiede alla Commissione dei Diritti Umani di adottare misure urgenti per indurre le autorità della RDP Lao a modificare la sua legislazione e l'applicazione della stessa al fine di renderla conforme alle Convenzioni internazionali;
chiede alla Commissione dei Diritti Umani di prendere disposizioni appropriate per indurre la RDP Lao a firmare e ratificare la Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti; a rispettare la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che ha ratificato; a rispettare il Patto Internazionale relativo ai Diritti Civili e Politici e il Patto Internazionale Relativo ai Diritti Economici, Sociali e Culturali che ha firmato.
Grazie Signora Presidente.
Gli iscritti e contribuenti 2012
| FRANCESCA T. MILANO | 200 euro |
| EUFEMIA T. MUGGIO' | 200 euro |
| AMBROGIO S. CASSINA DE' PECCHI | 200 euro |
| PIER PAOLO S. FROSINONE | 200 euro |
| DAVIDE R. MILANO | 200 euro |
| LORENA P. MONZA | 200 euro |
| DAVIDE L. MANTOVA | 200 euro |
| PAOLO G. ROMA | 200 euro |
| MARTA G. ROMA | 200 euro |
| ANNA MARIA D. ROMA | 200 euro |
| Total SUM | 397.572 euro |
Iscrizioni e contributi 2012
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2008-11-10 09:33:24 Seduta 82ª (XVI legislatura)
2008-10-30 09:35:14 Sedute 82ª e 83ª (XVI legislatura) 










