CINA: ARRESTO DI UN VESCOVO DELLA CHIESA CATTOLICA CLANDESTINA. INTERROGAZIONE ALLA COMMISSIONE EUROPEA


Bruxelles, 2 Ottobre 2002. Il 9 settembre 2002 il vescovo della Chiesa cattolica clandestina cinese Wei Jingyi, già segretario della Conferenza dei vescovi cinesi rimasti legati al Vaticano, è stato prelevato dalle forze di polizia della città di Qigihar. L'arresto sembrerebbe rientrare in quello che appare un rafforzamento della morsa repressiva voluta dalle autorità cinesi nei confronti della guida spirituale della Chiesa cattolica rimasta affiliata al Vaticano che conta oltre 8 milioni di cinesi, rispetto ai 5 milioni associatisi alla Chiesa cattolica di Stato.
Secondo fonti indipendenti tutti i circa 50 vescovi della Chiesa cattolica clandestina si trovano a oggi in prigione, agli arresti domiciliari, sotto stretto controllo di polizia o si nascondono.

Interrogazione di Olivier Dupuis, deputato europeo, radicale, alla Commissione europea

“La Commissione è al corrente di questo ultimo arresto ? Dispone di altri elementi che inducono a vedere delinearsi un inasprimento delle misure repressive ai danni delle Chiese "non-ufficiali" ? E se sì, quali iniziative intende prendere la Commissione perché le autorità cinesi rispettino la libertà di religione?”