"CENTROSINISTRA ANCHE IN FRANCIA"

Francesco Bei
La Repubblica

ROMA - Si parla di Parigi ma e all'Italia che tutti pensano commentando il primo turno delle presidenziali. I centristi segnalano che senza i voti di Bayrou non si vince, i "democratici" - Prodi in testa - vorrebbero che Ségolène si alleasse con il leader Udf importando così il modello italiano, mentre gli auruspici di An leggono nel successo di Sarkozy un segno della leadership futura che attende il loro capo. Un'alleanza fra Segolene Royal e François Bayrou "è la mia speranza", confessa infatti Romano Prodi da Bologna, perché "sarebbe un fatto di chiarezza, di ordine nello schema politico francese. E' chiaro che sarebbe anche una scelta simile a quella italiana". D'accordo con il premier si dice Massimo D'Alema, per il quale nel secondo turno "si misurerà la capacita dei socialisti non solo di unificare la sinistra ma anche di aprire un ponte al centro e ai moderati che non hanno voluto votare Sarkozy". Il ministro degli Esteri apprezza intanto "la novità" di una candidatura femminile che ha saputo conseguire "un risultato straordinario al primo turno, meglio di quanto seppe fare Mitterand". Novità che "rompe con un certo dominio maschilista della politica, così forte in particolare nell'Europa latina". La rottura vincente con la tradizione maschile è del resto sottolineata anche da Anna Finocchiaro, una donna che è emersa dal cantiere democratico come possibile leader del nuovo partito: "Il risultato di Ségolène conferma che c'è una potenzialità femminile che, se lasciata esprimere, può arrivare a competere anche in politica ai massimi livelli".
Se il voto francese divide le coalizioni (prova ne sono Mastella, che voterebbe Sarkozy al secondo turno, o il Dc Rotondi, che non si riconosce in nessuno dei due contendenti), anche all'interno delle singole forze politiche si registrano curiose prese di posizione. I Radicali ad esempio riescono da soli a coprire l'intera gamma delle opzioni. Così se il Emma Bonino tifa la Royal perché "è una che ha deciso di giocare in proprio", Daniele Capezzone non nasconde di preferire un Sarkozy "più moderno e innovativo". Marco Pannella invece, che al primo turno avrebbe votato Bayrou, resta in mezzo e ironizza sul sorgere dell'ala neo sarkozista nell'area radicale.
Nel centrodestra le cose sono più semplici perché nessuno - Rotondi a parte - si discosta dal sostegno a Sarkozy. "Noi, naturalmente, tifiamo per Sarkozy - annuncia Silvio Berlusconi - se vincerà la sua presidenza si unirà a quella di Angela Merkel e farà una Europa più occidentale e più atlantica". Il sostegno del Cavaliere al suo alleato francese non è sfuggito a Ségolène Royal, che ha preso di mira l'avversario accusandolo di volere "un'Europa alla Berlusconi, ultraliberale". La più appassionata difesa di Sarko viene ovviamente da Gianfranco Fini, che in Italia firmò la prefazione del suo libro "Testimonianza". Il leader di An vede nel successo dell'amico un segno di quanto potrebbe accadere in Italia: "Parlo per interesse politico personale, ma la conseguenza di una vittoria di Sarkozy in una realtà come quella italiana, sarebbe la dimostrazione concreta che si possono dare, con valori di destra, risposte convincenti ai problemi che la sinistra fa fatica a risolvere".