Cecenia/Italia: interpellanza dei deputati Mancuso, Boato e Pisicchio


INTERPELLANZA
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro degli Affari esteri, per sapere - premesso che:

1. il 13 ottobre 2003 l’on. Gennaro Malgeri della Casa delle libertà presentava una interrogazione a risposta in Commissione, nella quale venivano rilevati i seguenti fatti:
a. <>;
b. <>;
c. << le autorità russe non hanno offerto collaborazione alla ricerca degli autori della morte del giornalista Antonio Russo e del rapimento nel 2002 del capo missione di Medici senza frontiere, Aryan Erkel>>;
d. <>;
2) il successivo 28 ottobre 2003 il Sottosegretario agli Esteri on. Mario Baccini rispondeva a tale interrogazione, confermando i seguenti dati di fatto:
a. <>;
b. <>;
c. <>;
3) senonché, il Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi, nel corso della conferenza stampa del 6 novembre 2003, conclusiva del Vertice UE a Roma, tacitando e sostituendosi d’imperio al Presidente Putin, si assumeva, quale asserito suo “avvocato difensore”, la responsabilità di evadere lui, senza aver consultato o ascoltato l’interpellato, una domanda del giornalista francese Laurent Zechini di Le Monde, riguardante proprio la situazione interna della Cecenia, ed esternava questi concetti, assolutamente inediti per l'Italia: << le cose non stanno come la stampa racconta>>, dal momento <>, così come appunto sulla questione della Cecenia, << piccola repubblica cui è stata data la possibilità di fare elezioni democratiche, democraticamente svolte>>, affermando che egli, Berlusconi, é in grado di smentire le tesi inesatte della stampa internazionale sull’argomento, tesi inesatte – aggiungeva - quanto quelle diffuse sulla situazione italiana e contro l’azione del nostro Governo;

4) tali dichiarazioni, devianti per la forma e nella sostanza, dell’on. Berlusconi facevano seguito le seguenti reazioni. La stampa europea e internazionale immediatamente le stigmatizzava, sprezzandole addirittura come una “smargiassata” e qualificandole come parole in libertà e ingiustamente “assolutorie” da parte di un “difensore a spada tratta”, e, in particolare, essa notava che “ non era mai successo che uno statista, parlando a nome dell’Unione, difendesse posizioni diametralmente opposte a quelle preventivamente concordate in sede comunitaria” (tra gli altri, Corriere della Sera, Repubblica, Europa, Giornale, del 7 novembre). Nello stesso giorno 6 veniva diramata una drastica smentita ufficiale da parte della Commissione europea, la quale confermava infatti che la sua posizione e quelle degli Stati membri su questo tema <>. Ancora, la conferenza plenaria dei Ministri degli Esteri dell’Unione Europea, riunita il 17 novembre a Bruxelles, unanimemente (tranne il Ministro Italiano) non solo contestava il modo con cui era stato condotto il summit italo – russo di Roma da parte del Presidente Berlusconi, giudicato egli stesso "inadeguato" in prima persona, ma anche denunciava come infondate le di lui dichiarazioni sul caso Cecenia, considerate come abusive nel metodo ed erronee nei fatti. In questi giorni, lo stesso Parlamento europeo ha approvato una mozione con la quale si "deplorano le dichiarazioni fatte dal presidente di turno del Consiglio europeo alla fine del vertice Ue-Russia, quando ha espresso il suo appoggio alla posizione del governo russo circa la situazione dei diritti umani in Cecenia e lo stato della democrazia nella federazione russa" -:

A. quale concetto dei diritti e dei doveri, inerenti ai suoi ruoli internazionali e nazionali, abbia il Presidente Berlusconi, tali da autorizzarlo all’arbitrio di licenziare, fra le risa oltretutto, quelle tassative assicurazioni in perfetta contraddizione con la posizione fino allora del nostro Governo, quella cioè risultante tra l’altro della succitata risposta del 28 ottobre, con le informazioni della stampa e con l’orientamento dei governi dell’Unione, ed anche fuori l’Unione: tutti ben diversamente consapevoli e documentati sulla negativa situazione in Cecenia, purtroppo artefatta dal Presidente Berlusconi;
B. di quali dati, obiettivi, dimostrabili e di quale fonte, lo stesso sarebbe in possesso, cosifatti da autorizzarlo ad assumere, in sede ufficiale, una simile cinica, fatua e bugiarda presa di posizione, tenuto conto che le successive imbarazzate dichiarazioni del Ministro Frattini, assolutamente generiche e verbalistiche, non hanno chiarito o smentito alcunché delle scorrette asserzioni dell’on. Berlusconi;
C. in particolare, in base a quale senso di rispetto e di opportunità storica e politica quest’ultimo ha potuto istituire un collegamento fra pretesi atteggiamenti menzogneri della stampa internazionale sul caso Cecenia e quelli da lui nello stesso senso attribuiti a quella nazionale, sul piano interno, per il meschino scopo di strumentalizzarlo in funzione di una pretestuosa polemica a difesa delle proprie attività in Italia, tema del tutto estraneo a quella occasione;
D. considerato che la surriferita inopinata “novità” nella posizione italiana sulla grave questione ha nociuto al nostro prestigio internazionale, ne ha svilito la Presidenza nazionale ed europea, oltre ad aver fortemente turbato la sensibilità del pubblico, in sostanza determinando l’isolamento del nostro Governo in Europa e anche fuori, in una materia per la quale era ed è unanime l'opposto orientamento degli Stati e della coscienza collettiva, quali urgenti iniziative si vogliano adottare per porre rimedio agli effetti negativi di questo avvilente abuso, e ciò anche per dovere di correttezza verso l’Unione Europea e verso la stessa Federazione russa;
E. quale, in definitiva, sia l’attuale, ufficiale e reale posizione del Governo italiano in ordine alla situazione in Cecenia, con particolare riferimento alle drammatiche e sanguinose problematiche della osservanza della legalità, del rispetto dei diritti umani e della volontà popolare. Precisamente: se tale posizione corrisponda a quella mantenuta ancora fino al 28 ottobre scorso, cioè di sostanziale disapprovazione e preoccupazione, ovvero se corrisponda a quella, assolutoria e compiacente ad arte, pubblicamente fatta intendere dal Presidente del Consiglio nella conferenza stampa del 6 novembre successivo, con la destabilizzante sua esternazione.

(MANCUSO)
(BOATO)
(PISICCHIO)