CECENIA / LA LIBERTÀ DEI RADUNI: SONO STATE SPOSTATE LE DISCUSSIONI DEI CASI DEI MANIFESTANTI ARRESTATI IERI SULLA PIAZZA LUBJANSKAYA


Mosca, 24 febbraio 2004. Oggi alle ore 12 nel tribunale Basmannij di Mosca doveva essere discusso il caso di violazione amministrativa effettuato da parte degli arrestati ieri sulla piazza Lubjanskaya, gli arrestati erano organizzatori e participanti del raduno dedicato al 60/o anniversario della deportazione del popolo ceceno da parte di Stalin.

Per primo è stato discusso il caso di Lev Ponomaryov, direttore del movimento "Per i diritti dell’uomo". Ponomaryov ha chiesto di avere piu’tempo per studiare il suo caso. La richiesta è stata accolta e la nuova discussione è stata fissata per domani, 25 febbraio, alle ore 15:00.

Dopo questo, è stato il momento del caso del secondo organizzatore del raduno - segretario del movimento "Radicali Russi" Nikolaj Khramov. Questo caso è stato trasmesso al tribunale Meschanskij, perchè la piazza Lubjanskaya, dove si doveva svolgere il raduno proibito dalla Prefettura, appartiene al territorio del tribunale Meschanskij. L’ora nella quale il caso di Khramov sarà discusso deve ancora essere comunicata all’interessato.

A Evgenij Frumkin, attivista dell’Unione Democratica, è stato detto, da parte della segretaria del tribunale, che lui è da considerarsi "assente" e quindi non possono comunicare niente a proposito dell’ora della discussione del suo caso e se questo sarà preso in considerazione o meno.

Mikhail Kukobaka, attivista del Partito Radicale Transnazionale ed ex-prigioniero sovietico per ragioni politiche, ha chiesto di poter esaminare il suo caso alla presenza del proprio difensore, il famoso avvocato Karina Moskalenko, che è attualmente in viaggio d’affari a Strasburgo.


La dichiarazione del segretario del movimento "Radicalli Russi" Nikolaj Khramov:

"Quello che è accaduto oggi in tribunale Basmannij era abbastanza prevedibile: i giudici non vogliono prendere in considerazoine questo caso. Dal punto da vista giuridico non ci sono dubbi che abbiamo ragione: il diritto per la libertà di raduni e riunioni è garantito dal’articolo 31 della Costituzione e, secondo l’articolo 55 della Costituzione, può essere limitato soltanto dalla legge federale che, in questo caso, non esiste. Lo Statuto che regolamenta la metodologia con la quale si informano le autorità di Mosca della presenza di raduni non è una legge federale, e quindi non può limitare il nostro diritto costituzionale.

Devo dire, che per noi questo caso è molto di più che l’episodio di ieri sulla piazza Lubjanskaja. Si tratta delle garanzie per tutti cittadini di questo paese, del diritto costituzionale per la libertà dei raduni, il quale non è l’ultimo dei principali diritti e libertà garantiti dalla Costituzione e dalla Convenzione Europea. La situazione ora è analoga a quella in cui noi abbiamo lavorato durante alcuni anni, promuovendo la realizzazione del diritto costituzionale dei cittadini per il rifiuto del servizio millitare per convinzione personale e sostituzione del servizio millitare con il servizio alternativo civile.

Perciò, con l’esempio di questo caso concreto, cerchiamo di ottenere una valutazione giuridica di alta qualità (estremamente importante per lo stato di diritto in Russia) delle nostre azioni e delle azioni della polizia e delle autorità municipali. Abbiamo intenzione di proseguire fino alla fine e, se sarà necessario, anche al tribunale Europeo dei diritti dell’uomo a Strasburgo. Per il momento, l’ostacolo piu’ importante e’ la chiara intenzione dei giudici di prolungare la discussione del caso per almeno due mesi fino a quando sarà scaduto il tempo per prendere in considerazione il caso di violazione. Perciò intendo usare tutti i mezzi possibili (fino alle azioni nonviolente dirette) per discutere il mio caso il più presto possibile".