CASO KADIJEVIC/SENATORI RADICALI PRESENTANO INTERROGAZIONE: “I MINISTRI FRATTINI E ALFANO SUPPORTINO AUTORITA’ CROATE PER OTTENERE DA MOSCA ESTRADIZIONE EX GENERALE SERBO”.


Questa mattina i senatori radicali/PD Donatella Poretti e Marco Perduca hanno presentato un’interrogazione al ministro degli Esteri e a quello della Giustizia sul “caso Kadijevic”: Veljko Kadijevic, ex generale serbo ed ex ministro della Difesa della Federazione Yugoslava, è ricercato dall’Interpol, su impulso delle autorità croate, che hanno spiccato contro di lui mandato di cattura internazionale per “crimini di guerra contro la popolazione civile” compiuti dai suoi sottoposti, nel 1991, nelle località di Bjelovar, Vukovar e Osijek. Dal 2005 Kadijevic vive a Mosca, con lo status di rifugiato politico; il 13 agosto scorso il presidente russo Medvedev gli ha concesso la cittadinanza russa.

Poretti e Perduca hanno dichiarato:

“La nostra interrogazione si inserisce nel solco dell’iniziativa politica portata avanti dal Partito Radicale Nonviolento transnazionale (e da “Non c’è Pace senza Giustizia”), dall’inizio degli anni ’90 ad oggi: iniziativa tendente a contrastare fin dal suo nascere i disegni egemonici di Slobodan Milosevic e poi a creare gli strumenti giuridici (il Tribunale Penale Internazionale dell’Aja, ICTY) per punire i responsabili dei crimini compiuti nell’ex-Jugoslavia. I crimini di guerra sono per loro natura imprescrittibili: le autorità croate, che continuano a fornire piena collaborazione al Tribunale dell’Aja, hanno tutto il diritto di vedere soddisfatta dalle autorità russe la loro richiesta di estradizione.

Inoltre, il generale Kadijevic potrebbe fornire una testimonianza preziosa all’ICTY per comprendere la genesi delle guerre d’aggressione della Serbia di Slobodan Milosevic prima alla Slovenia (giugno 1991) e poi alla Croazia (luglio 1991); in particolare, Kadijevic ebbe un ruolo fondamentale nel rinforzare le forze dell’esercito federale (JNA), decimato dalle diserzioni, con gruppi paramilitari che si resero protagonisti di efferate violenze contro la popolazione civile, prima in Croazia e poi in Bosnia.

Infine, Kadijevic era ancora ministro della Difesa il 7 gennaio 1992, quando due MIG 21 dell’esercito federale abbatterono nei cieli di Varazdin (Croazia) un elicottero della Comunità europea, uccidendo il pilota di nazionalità francese e quattro osservatori italiani; il giorno dopo Kadijevic si dimise da ministro della Difesa “per ragioni di salute”. I piloti serbi sono stati condannati ma non è stata fatta luce su eventuali responsabilità dei vertici della catena di comando.”.


Roma, 8 ottobre 2008


http://www.radicalparty.org/milosevic/processo_4.htm