Carceri: fermare subito il massacro, garantire le cure.


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Carceri: fermare subito il massacro, garantire le cure. Sciopero della fame di Rita Bernardini. Prosegue il Satyagraha di Marco Pannella, anche a sostegno di questa nuova fase. 150 cittadini si aggregano. Ora è anche l’ONU a chiedere all’Italia un provvedimento di amnistia e indulto: dà ragione ai radicali e al Presidente Napolitano so ogni aspetto. Aderisci anche tu.

L’emblematico caso di Bernardo Provenzano.

Dichiarazione di Rita Bernardini, Segretaria Nazionale di Radicali italiani

Nel dossier di 56 pagine che il 22 maggio scorso, con le firme di Laura Arconti, Deborah Cianfanelli e mia, Radicali italiani ha trasmesso al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, un capitolo fondamentale riguardava la salute in carcere. Il Comitato dei Ministri, chiamato a valutare l’esecuzione della condanna inflitta all’Italia dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (sentenza Torreggiani), il 5 giugno scorso si è espresso in modo positivo – seppure rimandando il giudizio definitivo al giugno 2015 - incentrando la sua valutazione sulla questione dei 3 metri quadrati a testa per ogni detenuto, segno evidente che la sentenza della CEDU non l’abbia presa in considerazione.

Così come non ha potuto prendere in considerazione il ponderoso dossier inviato il 22 maggio da Radicali italiani al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa: la burocrazia europea ha, infatti, illegalmente omesso di consegnarlo, con meschine azioni di occultamento, ai 47 delegati degli Stati favorendo così un esito benevolo verso la tesi difesa dal Governo italiano, che successivamente – dopo averla “sfangata” - ha ammesso la forzatura, dichiarando “sulle carceri, per ora, ci abbiamo messo una pezza”.

Detto questo, chi si occupa di carcere è letteralmente subissato da casi di detenuti non curati e troppo spesso lasciati morire. Nelle ultime ore, grazie a Ristretti Orizzonti, abbiamo avuto la notizia di due suicidi (uno a Firenze/Sollicciano e un altro a Cagliari/Buoncammino) e di un settantenne detenuto presso la casa circondariale di S. Maria C.V, morto all’ospedale Melorio dopo che, 15 giorni fa, il Tribunale di Sorveglianza di Napoli gli aveva negato i domiciliari.

I dati che avevamo trasmesso in Europa anche sulla “salute” in carcere, provavano che la violazione dell’articolo 3 della Convenzione EDU (trattamenti inumani e degradanti) era sistematica nel nostro sistema carcerario, anche sotto questo profilo.

È per questa situazione che, a partire dalla mezzanotte di lunedì 30 giugno 2014, ho iniziato un Satyagraha nella forma dello sciopero della fame per richiedere a Governo e Parlamento che si faccia chiarezza e si intervenga immediatamente:

1) per scongiurare le morti in carcere

2) sulle cure negate ai detenuti, molti dei quali incompatibili con lo stato di carcerazione

3) sulla tortura del 41-bis inflitta perfino a detenuti, come Bernardo Provenzano, per i quali le Procure della Repubblica di Palermo, Caltanissetta e Firenze hanno dato parere favorevole alla revoca del 41 bis.

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ANCHE L’ONU CHIEDE AMNISTIA E INDULTO! 

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