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Candidatura del Venerabile Thich Quang Do al Premio Nobel per la Pace 2007
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"La società civilizzata non dovrebbe mai consentire ad alcun governo, di qualsivoglia ideologia o credo politico, di derogare ai diritti umani universali e di isolare la propria gente dietro ad una Cortina di ferro con il pretesto della “non ingerenza” nelle questioni interne della nazione” .
Thich Quang Do
Il molto venerabile THICH QUANG DO (al secolo Dang Phuc Tue), è uno dei più eminenti dissidenti vietnamiti. Monaco buddista e numero due della Chiesa Unificata Buddista del Vietnam (UBCV), dichiarata fuorilegge, ha passato oltre 25 anni in detenzione per aver difeso pacificamente la libertà religiosa, la democrazia e i diritti umani. Attualmente è detenuto nel Monastero Thanh Minh Zen di Saigon. Thich Quang Do è anche un importante studioso, docente di filosofia orientale e di studi buddisti, e un noto scrittore. Ha pubblicato oltre una dozzina di opere, che includono romanzi, poesie, traduzioni e studi sul buddismo vietnamita.
Nato il 27novembre 1928 nella Provincia di Thai Binh (un tempo Vietnam del Nord), diventato monaco ai 14 anni, nel 1945 Thich Quang Do presenziò l’esecuzione sommaria del suo capo spirituale da parte di un Tribunale rivoluzionario del Popolo. Profondamente scosso da questo avvenimento, decise di dedicare la sua vita al perseguimento della giustizia, avvalendosi degli insegnamenti buddisti sulla non violenza, la tolleranza e la compassione.
Le sue idee lo condussero in carcere sotto diversi regimi politici succedutisi. Negli anni ’60, fu imprigionato per essersi opposto alle politiche anti-buddiste del regime di Ngo Dinh Diem nel Vietnam del Sud. Ma fu nel 1975, dopo l’unificazione del Vietnam sotto un governo comunista, che Thich Quang Do iniziò un ciclo di detenzioni quasi sistematiche a causa della sua difesa della libertà religiosa, dei diritti civili e della democrazia: nel 1977 passò oltre 20 mesi in cella di isolamento per aver denunciato violazioni dei diritti umani; nel 1982 fu mandato al confino per oltre 10 anni per aver contestato la messa al bando, da parte del governo, dell’indipendente UBCV e la creazione di un’organizzazione buddista appoggiata dallo Stato; nel 1995 fu condannato a 5 anni da scontare in un campo di rieducazione in seguito ad un giudizio iniquo a Saigon, con l’accusa di “aver abusato delle libertà democratiche per nuocere agli interessi dello Stato” per aver inviato un saggio critico ai vertici del Partito Comunista ed aver organizzato una Missione di Soccorso a favore delle vittime dell’inondazione nel 1994.
Liberato in seguito ad un’amnistia governativa il 2 settembre 1998, rimase agli arresti domiciliari - “Ho lasciato una prigione ristretta solo per passare ad una più grande”, disse. Ma proseguì comunque la sua lotta pacifica, redigendo appelli allo scopo di stabilire un dialogo con i vertici vietnamiti per far rispettare i diritti umani, ottenere la liberazione dei prigionieri di coscienza, l’abolizione della pena di morte, la riconciliazione nazionale tra vietnamiti che esprimono opinioni diverse… Ma lanciò anche azioni concrete: nel 2000, guidò una missione umanitaria per prestare soccorso alle vittime dell’alluvione del Delta del Mekong. A seguito di questa azione, fu nuovamente arrestato, interrogato, abusato e accusato di “aver violato la sicurezza nazionale”. Nel 2001, Thich Quang Do lanciò un “Appello per la Democrazia in Vietnam”, un programma radicale di transizione per il cambiamento democratico, che ricevette il pieno supporto di oltre 300.000 vietnamiti e di centinaia di personalità internazionali. Dopodiché fu nuovamente arrestato e detenuto in isolamento nel Monastero di Thanh Minh Zen per 2 anni, privato persino di cure mediche. Liberato nel giugno 2003, subì un nuovo arresto nell’ottobre 2003 per aver organizzato un raduno pacifico per i buddisti della UBCV. Sebbene non fosse mossa alcuna accusa formale nei suoi confronti, il governo lo accusò di “trovarsi in possesso di segreti di stato”. Fu quindi messo sotto il rigido controllo della polizia, sottoposto a interrogazioni periodiche e a minacce. Nel novembre 2006, Thich Quang Do ricevette il Premio Rafto 2006 da parte della Fondazione Norvegese Rafto per la sua attività a favore dei diritti umani, e per rappresentare una “forza di unificazione” e un “simbolo del crescente movimento vietnamita a favore della democrazia”.
La sicurezza di Thich Quang Do è in pericolo. Il Premio Nobel per la Pace aiuterebbe a garantire la sua sicurezza. Ma, soprattutto, costituirebbe un incoraggiamento senza precedenti per la causa dei diritti umani e della democrazia in Vietnam. Per questo, appoggio la candidatura di Thich Quang Do al Premio Nobel per la Pace 2007.
Lista dei deputati firmatari:
1. Hon. Marco Beltrandi (Rnp)
2. Hon. Salvatore Buglio (Rnp)
3. Hon. Enrico Buemi (Rnp)
4. Hon. Daniele Capezzone (Rnp)
5. Hon. Sergio D’Elia (Rnp)
6. Hon. Giacomo Mancini (Rnp)
7. Hon. Bruno Mellano (Rnp)
8. Hon. Donatella Poretti (Rnp)
9. Hon. Maurizio Turco (Rnp)
10. Hon. Lanfranco Turci (Idv)
11. Hon. Roberto Villetti (Rnp)
12. Sen. Giorgio Benvenuto (Ulivo)
13. Hon. Gerardo Bianco (Ulivo)
14. Hon. Giuseppe Caldarola (Ulivo)
15. Hon. Cinzia Dato (Ulivo)
16. Hon. Massimo Fiorio (Ulivo)
17. Hon. Gabriele Frigato (Ulivo)
18. Hon. Roberto Giachetti (Ulivo)
19. Hon. Franco Grillini (Ulivo)
20. Hon. Maria Leddi Maiola (Ulivo)
21. Hon. Claudio Maderloni (Ulivo)
22. Hon. Ermete Realacci (Ulivo)
23. Hon. Giuseppina Servodio (Ulivo)
24. Hon. Angelo Zucchi (Ulivo)
25. Undersecretary Stefano Boco (Verdi)
26. Hon. Grazia Francescato (Verdi)
27. Hon. Tommaso Pellegrino (Verdi)
28. Hon. Luana Zanella (Verdi)
29. Hon. Pietro Folena (Prc-Se)
30. Hon. Gino Capotasti (Udeur)
31. Hon. Dante D’Elpidio (Udeur)
32. Hon. Michele Pisacane (Udeur)
33. Hon. Giuseppe Astore (Idv)
34. Hon. Felice Belisario (Idv)
35. Hon. Sandra Cioffi (Idv)
36. Hon. Egidio Pedrini (Idv)
37. Hon. Angelo Picano (Idv)
38. Hon. Antonio Razzi (Idv)
39. Hon. Margherita Boniver (FI)
40. Hon. Enrico Costa (FI)
41. Hon. Benedetto Della Vedova (FI)
42 Hon. Ida D'Ippolito Vitale (FI)
43. Hon. Elisabetta Gardini (FI)
44. Hon. Giuseppe Marinello (FI)
45. Hon. Filippo Misuraca (FI)
46. Hon. Patrizia Paoletti Tangheroni (FI)
47. Hon. Antonio Buonfiglio (AN)
48. Hon. Roberto Salerno (AN)
49. Hon. Marco Zacchera (AN)
50. Hon. Stefano Allasia (Lnp)
51. Hon. Matteo Brigandi (Lnp)
52. Hon. Giancarlo Giorgetti (Lnp)
53. Hon. Alessandro Forlani (Udc)
54. Hon. Michele Vietti (Udc)
Campaign coordinated by Que Me: Action for Democracy in Vietnam, BP 63, 94472 Boissy Saint Leger (France) – Tel + 33.1.45.98.30.85 – Fax: + 33.1.45.98.32.61 – E-mail: queme@free.fr - Website: http://www.queme.net
Thich Quang Do
Il molto venerabile THICH QUANG DO (al secolo Dang Phuc Tue), è uno dei più eminenti dissidenti vietnamiti. Monaco buddista e numero due della Chiesa Unificata Buddista del Vietnam (UBCV), dichiarata fuorilegge, ha passato oltre 25 anni in detenzione per aver difeso pacificamente la libertà religiosa, la democrazia e i diritti umani. Attualmente è detenuto nel Monastero Thanh Minh Zen di Saigon. Thich Quang Do è anche un importante studioso, docente di filosofia orientale e di studi buddisti, e un noto scrittore. Ha pubblicato oltre una dozzina di opere, che includono romanzi, poesie, traduzioni e studi sul buddismo vietnamita.
Nato il 27novembre 1928 nella Provincia di Thai Binh (un tempo Vietnam del Nord), diventato monaco ai 14 anni, nel 1945 Thich Quang Do presenziò l’esecuzione sommaria del suo capo spirituale da parte di un Tribunale rivoluzionario del Popolo. Profondamente scosso da questo avvenimento, decise di dedicare la sua vita al perseguimento della giustizia, avvalendosi degli insegnamenti buddisti sulla non violenza, la tolleranza e la compassione.
Le sue idee lo condussero in carcere sotto diversi regimi politici succedutisi. Negli anni ’60, fu imprigionato per essersi opposto alle politiche anti-buddiste del regime di Ngo Dinh Diem nel Vietnam del Sud. Ma fu nel 1975, dopo l’unificazione del Vietnam sotto un governo comunista, che Thich Quang Do iniziò un ciclo di detenzioni quasi sistematiche a causa della sua difesa della libertà religiosa, dei diritti civili e della democrazia: nel 1977 passò oltre 20 mesi in cella di isolamento per aver denunciato violazioni dei diritti umani; nel 1982 fu mandato al confino per oltre 10 anni per aver contestato la messa al bando, da parte del governo, dell’indipendente UBCV e la creazione di un’organizzazione buddista appoggiata dallo Stato; nel 1995 fu condannato a 5 anni da scontare in un campo di rieducazione in seguito ad un giudizio iniquo a Saigon, con l’accusa di “aver abusato delle libertà democratiche per nuocere agli interessi dello Stato” per aver inviato un saggio critico ai vertici del Partito Comunista ed aver organizzato una Missione di Soccorso a favore delle vittime dell’inondazione nel 1994.
Liberato in seguito ad un’amnistia governativa il 2 settembre 1998, rimase agli arresti domiciliari - “Ho lasciato una prigione ristretta solo per passare ad una più grande”, disse. Ma proseguì comunque la sua lotta pacifica, redigendo appelli allo scopo di stabilire un dialogo con i vertici vietnamiti per far rispettare i diritti umani, ottenere la liberazione dei prigionieri di coscienza, l’abolizione della pena di morte, la riconciliazione nazionale tra vietnamiti che esprimono opinioni diverse… Ma lanciò anche azioni concrete: nel 2000, guidò una missione umanitaria per prestare soccorso alle vittime dell’alluvione del Delta del Mekong. A seguito di questa azione, fu nuovamente arrestato, interrogato, abusato e accusato di “aver violato la sicurezza nazionale”. Nel 2001, Thich Quang Do lanciò un “Appello per la Democrazia in Vietnam”, un programma radicale di transizione per il cambiamento democratico, che ricevette il pieno supporto di oltre 300.000 vietnamiti e di centinaia di personalità internazionali. Dopodiché fu nuovamente arrestato e detenuto in isolamento nel Monastero di Thanh Minh Zen per 2 anni, privato persino di cure mediche. Liberato nel giugno 2003, subì un nuovo arresto nell’ottobre 2003 per aver organizzato un raduno pacifico per i buddisti della UBCV. Sebbene non fosse mossa alcuna accusa formale nei suoi confronti, il governo lo accusò di “trovarsi in possesso di segreti di stato”. Fu quindi messo sotto il rigido controllo della polizia, sottoposto a interrogazioni periodiche e a minacce. Nel novembre 2006, Thich Quang Do ricevette il Premio Rafto 2006 da parte della Fondazione Norvegese Rafto per la sua attività a favore dei diritti umani, e per rappresentare una “forza di unificazione” e un “simbolo del crescente movimento vietnamita a favore della democrazia”.
La sicurezza di Thich Quang Do è in pericolo. Il Premio Nobel per la Pace aiuterebbe a garantire la sua sicurezza. Ma, soprattutto, costituirebbe un incoraggiamento senza precedenti per la causa dei diritti umani e della democrazia in Vietnam. Per questo, appoggio la candidatura di Thich Quang Do al Premio Nobel per la Pace 2007.
Lista dei deputati firmatari:
1. Hon. Marco Beltrandi (Rnp)
2. Hon. Salvatore Buglio (Rnp)
3. Hon. Enrico Buemi (Rnp)
4. Hon. Daniele Capezzone (Rnp)
5. Hon. Sergio D’Elia (Rnp)
6. Hon. Giacomo Mancini (Rnp)
7. Hon. Bruno Mellano (Rnp)
8. Hon. Donatella Poretti (Rnp)
9. Hon. Maurizio Turco (Rnp)
10. Hon. Lanfranco Turci (Idv)
11. Hon. Roberto Villetti (Rnp)
12. Sen. Giorgio Benvenuto (Ulivo)
13. Hon. Gerardo Bianco (Ulivo)
14. Hon. Giuseppe Caldarola (Ulivo)
15. Hon. Cinzia Dato (Ulivo)
16. Hon. Massimo Fiorio (Ulivo)
17. Hon. Gabriele Frigato (Ulivo)
18. Hon. Roberto Giachetti (Ulivo)
19. Hon. Franco Grillini (Ulivo)
20. Hon. Maria Leddi Maiola (Ulivo)
21. Hon. Claudio Maderloni (Ulivo)
22. Hon. Ermete Realacci (Ulivo)
23. Hon. Giuseppina Servodio (Ulivo)
24. Hon. Angelo Zucchi (Ulivo)
25. Undersecretary Stefano Boco (Verdi)
26. Hon. Grazia Francescato (Verdi)
27. Hon. Tommaso Pellegrino (Verdi)
28. Hon. Luana Zanella (Verdi)
29. Hon. Pietro Folena (Prc-Se)
30. Hon. Gino Capotasti (Udeur)
31. Hon. Dante D’Elpidio (Udeur)
32. Hon. Michele Pisacane (Udeur)
33. Hon. Giuseppe Astore (Idv)
34. Hon. Felice Belisario (Idv)
35. Hon. Sandra Cioffi (Idv)
36. Hon. Egidio Pedrini (Idv)
37. Hon. Angelo Picano (Idv)
38. Hon. Antonio Razzi (Idv)
39. Hon. Margherita Boniver (FI)
40. Hon. Enrico Costa (FI)
41. Hon. Benedetto Della Vedova (FI)
42 Hon. Ida D'Ippolito Vitale (FI)
43. Hon. Elisabetta Gardini (FI)
44. Hon. Giuseppe Marinello (FI)
45. Hon. Filippo Misuraca (FI)
46. Hon. Patrizia Paoletti Tangheroni (FI)
47. Hon. Antonio Buonfiglio (AN)
48. Hon. Roberto Salerno (AN)
49. Hon. Marco Zacchera (AN)
50. Hon. Stefano Allasia (Lnp)
51. Hon. Matteo Brigandi (Lnp)
52. Hon. Giancarlo Giorgetti (Lnp)
53. Hon. Alessandro Forlani (Udc)
54. Hon. Michele Vietti (Udc)
Campaign coordinated by Que Me: Action for Democracy in Vietnam, BP 63, 94472 Boissy Saint Leger (France) – Tel + 33.1.45.98.30.85 – Fax: + 33.1.45.98.32.61 – E-mail: queme@free.fr - Website: http://www.queme.net
Iscritti e contribuenti 2013
| Giuseppe R. Roma | 590 € |
| Salvatore P. Capistrello | 200 € |
| Giancarlo B. Torino | 30 € |
| Marco B. Merano | 20 € |
| Davide B. Prato | 50 € |
| Giuseppe P. Grottammare | 50 € |
| Maurizio T. Roma | 1.000 € |
| Rosa A. Firenze | 590 € |
| Giuliano G. Sondrio | 590 € |
| Sergio Pasquale R. Cremona | 500 € |
| Totale | 326.746 € |
Iscrizioni e contributi (online) 2013
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2012-11-25 17:00:00 Conversazione settimanale con Marco Pannella
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