Breve nota sulla Comunità delle Democrazie



Introduzione

Nel gennaio 1999 Madeleine Albright, Segretario di Stato durante la Presidenza Clinton, dichiaro’ al Los Angeles Times che la sua priorita’ principale prima di lasciare il mandato era la creazione di una comunita’ mondiale di democrazie. Questo obiettivo e’ diventato realta’ il 25-27 giugno del 2000, quando 106 nazioni si sono incontrate a Varsavia, in Polonia, dove hanno fondato la Comunita’ delle Democrazie (CD) e si sono impegnate a rispettare i principi di democrazia e di diritti umani contenuti nella “Dichiarazione di Varsavia”. Con questa dichiarazione le nazioni si sono impegnate “a rispettare e sostenere il fulcro dei principi e delle pratiche democratiche”, incluse, tra le altre, elezioni libere e imparziali, liberta’ di parola ed espressione, pari accesso all’istruzione, stato di diritto e liberta’ di libera associazione.

L’iniziativa e’ partita dagli Stati Uniti e da altri sei paesi convocatori, tra cui i governi di Polonia, Cile, Repubblica Ceca, India, Mali e Repubblica di Corea. Nel settembre del 2000 il Gruppo Convocatore e’ stato esteso a 10 paesi, con la partecipazione di Messico, Portogallo, Sud Africa e, alla terza Conferenza Ministeriale di Santiago svoltasi nell’aprile del 2005in Cile il Gruppo Convocatore si e’ allarga ulteriormente a 16 paesi, inclusi, tra gli altri, Filippine, Mongolia, Marocco, El Salvador, Capo Verde ed Italia. Durante l’ultima riunione ministeriale della Comunita’ delle Democrazie, tenutasi a Bamako lo scorso novembre, si e’ deciso di istituire un Segretariato Permanente della CD a Varsavia.

La CD e’ formata sia da una componente governativa composta da rappresentati governativi, sia da una componente non governativa composta da organizzazioni della societa’ civile che si riuniscono come gruppo alle conferenze ministeriali biennali.
Il Partito Radicale Non-Violento, Transnazionale e Transpartito (Partito Radicale) e’ uno dei promotori e dei membri della coalizione di ONG “International Steering Committee” a sostegno della Comunita’ delle Democrazie.

Il Congresso di Tirana e il coinvolgimento del Partito Radicale Non-Violento, Transnazionale e Transpartito

Nella seconda sessione del suo 38º Congresso, tenutasi a Tirana dal 31 ottobre al 3 novembre 2002, il Partito Radicale ha adottato una mozione generale mirante a promuovere la creazione di un’Organizzazione Mondiale della Democrazia e delle Democrazie, il cui mandato sarebbe stato la promozione del rispetto, da parte degli Stati, delle norme e dei principi contenuti nei trattati internazionali, nelle convenzioni e nei patti che hanno ratificato e che costituiscono la base delle istituzioni democratiche.

A Tirana il Partito Radicale ha proposto alla Comunita’ delle Democrazie di stabilire formalmente un Segretariato della Comunita’ delle Democrazie e l’istituzione dei “Democracy Caucuses”, vale a dire di gruppi di paesi democratici all’interno del sistema delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni regionali internazionali, come il Consiglio d’Europa e l’Organizzazione degli Stati Americani. Inoltre, e’ stata proposta la presentazione, sia presso la Commissione ONU dei Diritti Umani che presso l’Assemblea Generale, di risoluzioni miranti all’istituzione di una Commissione Preparatoria il cui compito sarebbe stato quello di dar vita all’Organizzazione Mondiale della Democrazia e la promozione di iniziative in sede ONU che -attraverso le risoluzioni adottate dall’Assemblea Generale - riconoscano la competenza del Consiglio di Sicurezza in situazioni in cui la sistematica violazione dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto e’ considerata una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale.

Incontri della Comunita’ delle Democrazie

Dopo la prima Conferenza a Varsavia, la presidenza della CD e’ stata assunta dalla Corea del Sud, dal Cile e dal Mali, che hanno ospitato rispettivamente la 2ª, la 3ª e la 4ª conferenza ministeriale a Seul (novembre 2002), Santiago (aprile 2005) e Bamako (novembre 2007). Dopo l’incontro di Bamako la Presidenza e’ stata affidata al Portogallo. Nel corso della Conferenza Ministeriale di Seul, a cui ha partecipato una delegazione del Partito Radicale, i 97 paesi partecipanti hanno adottato il Piano di Azione il quale, oltre a confermare i punti emersi a Varsavia, stabili’ che il “Gruppo dei convocanti continuera’ ad incontrarsi periodicamente e incoraggera’ la formazione, tra le altre cose, di coalizioni e gruppi per la promozione di risoluzioni internazionali e altre attivita’ inerenti la democrazia.”

A Santiago, in Cile, nell’aprile del 2005, la Comunita’ delle Democrazie si e’ incontrata per la terza volta. Il documento finale approvato dai governi in quella sede includeva un impegno a “cooperare per la democrazia” e a promuovere e proteggere i diritti umani e le liberta’ fondamentali, per incoraggiare il rafforzamento di una vitale societa’ civile e l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione e di intolleranza. Ha inoltre riconfermato l’impegno nel rafforzare il UN Democracy Caucus” come un forum chiave per i governi democratici per coordinare posizioni comuni sulla democrazia e sui temi di diritti umani presso gli organi delle Nazioni Unite. All’incontro il Partito Radicale ribadi’ la propria prroposta di istituire un Segretariato Permanente che fu ripresa nel documento finale, il cosiddetto “Santiago Commitment” che istitui’ una task force governativa con questo obiettivo.

Nel novembre del 2007 la Conferenza della Comunita’ delle Democrazie ha avuto luogo a Bamako, in Mali. Il Partito Radicale Nonviolento ha partecipato a tale incontro ove si e’ deciso di stabilire un Segretariato Permanente in Polonia.

I criteri di partecipazione

La Dichiarazione Finale di Varsavia ha previsto alcuni criteri per la partecipazione nella Comunita’ delle Democrazie, che dovrebbero riflettere un chiaro legame tra la partecipazione e l’osservanza dei principi democratici fondamentali accettati universalmente. Con lo scopo di determinare quali Stati invitare al secondo incontro ministeriale, il Gruppo Convocatore ha steso la carta dei “Criteri di partecipazione” a Seul 2002 e ha creato una nuova categoria di stat, quella degli “osservatori”. In questo senso, gli Stati che intendono partecipare alla Comunita’ delle Democrazie dovrebbero rispettare standard democratici quali ad esempio:

Liberta’, equita’ ed elezioni periodiche, sistema multipartitico, stato di diritto, separazione dei poteri, assicurandosi che l’apparato militare resti responsabile di governi civili eletti democraticamente, il rispetto dei diritti umani, delle liberta’ fondamentali e l’inerente dignita’ dell’essere umano.

Il Gruppo Convocatore ha stilato una lista di partecipanti e di osservatori sulla base del rispetto dell’adesione dello Stato a questi principi. Negli anni seguenti il Gruppo Convocatore ha esaminato il rispetto di ogni partecipante, osservatore e non partecipante ai requisiti per determinare la partecipazione. Gli osservatori a Bamako nel 2007 erano soprattutto stati africani come per esempio Egitto, Algeria, Ruanda, Sierra Leone o stati dell’Est Europa come Russia, Armenia e Azerbaijan. E’ da notare che i 16 paesi “convocatori” vengono ritenuti d’ufficio pieni partecipanti.

Il Democracy Caucus

La Comunita’ delle Democrazie e lo UN Demoracy Caucus sono raggruppamenti di stati democratici con funzioni complementari che lavorano per la promozione dei valori della democrazia e dei diritti umani come definiti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e dalla Dichiarazione di Varsavia. La Comunita’ delle Democrazie si impegna per rafforzare i valori democratici e le istituzioni sia all’interno dei propri paesi sia all’estero.
Gia’ nel dicembre del 2000 e’ stato fatto il primo sforzo dalle Nazioni Unite per convocare un’assemblea di Stati partecipanti al processo della Comunita’ delle Democrazie. Circa sessanta stati hanno mandato un rappresentante all’incontro. Piu’ tardi, quell’anno, con l’attivo supporto di alcuni stati, l’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato una risoluzione sulla Promozione e il Consolidamento della Democrazia (Ris. A/55/96).
Volendo sfruttare questo momentum, una coalizione di ONG convocata dal Partito Radicale, dal Democracy Coalition Project e da Freedom House ha cominciato a spingere per la creazione formale del “Democracy Caucus” alle Nazioni Unite. Attraverso appelli diretti fatti dal Gruppo Convocatore della Comunita’ delle Democrazie, cosi’ come attraverso l’ampliarsi della coalizione ad altri gruppi della societa’ civile, parlamentari e media, la “Campaign for a UN Democracy Caucus” raggiunse alcuni obiettivi.
In particolare, nel settembre del 2004, si e’ svolto il primo incontro ufficiale dei Ministri degli esteri del Democracy Caucus alle Nazioni Unite durante i lavori dell’Assemblea Generale dell’ONU, presiedtuto dal Cile, seguito anche dal primo incontro a livello di delegazioni permanenti e di esperti ONU. Il Democracy Caucus si era concentrato particolarmente sulla composizione e sulle attivita’ della Commissione ONU dei Diritti Umani, poi sostituita poi col Consiglio per i Diritti Umani, e del Consiglio Economico e Sociale, come sulle decisioni prese dall’Assemblea Generale dell’ONU e dal Consiglio di Sicurezza su questi temi.

Il Partito Radicale ha proposto di intraprendere alcune iniziative tra le qualiinsieme al un’ampia coalizionei di ONG:

  • Riguardo al lavoro del Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU, il Partito Radicale ha chiesto di premere sugli stati democratici per il rispetto degli impegni presi per cercare di rendere il nuovo Consiglio per i Diritti Umani un organo credibile. Il ragionamento alla base di questa iniziativa si fondava sul fatto che il potenziale per rafforzare il regime internazionale dei diritti umani attraverso il Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU, si sarebbe potuto realizzare solo se i governi democraticiavessero subito preso l’iniziativa.

  • E’ necessario incrementare ulteriormente il coinvolgimento degli Stati Membri dell’Unione Europea, e della stessa Unione Europea, nelle attivita’ della Comunita’ delle Democrazie.



La Conferenza Ministeriale di Bamako

Il documento finale approvato dalle delegazioni, chiamato “Bamako Consensus”, include un numero di dichiarazioni con l’impegno di promuovere una comunita’ delle democrazie come gia’ affermato negli incontri precedenti, che sostanzialmente riaffermavano le posizioni e gli impegni gia’ presi a livello internazionale in diverse occasioni. I paesi sottolineano che la democrazia, lo sviluppo e i diritti umani si rafforzano vicendevolmente e hanno deciso di supportare l’integrazione dello sviluppo e della democratizzazione interna, nonche’ di cercare di assistere i potenziali paesi partecipanti nella Comunita’ nei loro sforzi per la promozione della democrazia e dello sviluppo.

Un’altra decisione presa e’ stata quella di creare un Segretariato permanente a Varsavia, istituito ufficilamente dalla Conferenza, anche se inizialmente l’organizzazione sara’ coordinata da uno staff molto piccolo. In generale, non sono state fatte proposte operative specifiche per realizzare questi impegni ed e’ stata registrata una rappresentanza a livelo molto basso dei governi presenti rispetto alle precedenti Conferenze Ministeriali.