BONINO FOR PRIMARIE


Il Foglio

I radicali ci pensano ma frenano. Per Capezzone è prematuro. Emma: "Sono via, quando torno..."

Roma. "Prematura ed eccessiva". Daniele Capezzone si fa prestare le parole da Winston Churchill che così commentò la falsa notizia della propria morte per parcheggiare in un cassetto, che non è proprio come soffocare in culla, la neonata ipotesi di una candidatura di Emma Bonino alle primarie del centrosinistra. L'idea l'ha buttata lì Bobo Craxi, ieri, in un'intervista a Repubblica, come acceleratore per la formazione di un'area "laico socialista blairiana". "E' solo una riga in un articolo di 120 righe, tutte e 119 molto più interessanti per i radicali", sottolinea un Capezzone pompiere, non amante del "risiko delle primarie sotto l'ombrellone" perché, dice, "oggi il problema è chiedersi che cosa sono centrodestra e centrosinistra. Ora per i radicali si pone il problema di un interlocutore di centrosinistra, se ne parlerà in un seminario aperto a tutti a settembre". "Idea estemporanea", dice pure Marco Cappato, che mette l'accento sull'"ospitalità" da trovare ai temi laico radicali. Una candidatura Bonino non gli sembra "lo strumento adatto per avviare il dialogo".
Sarà prematura ed estemporanea, l'idea, ma non è la prima volta che la si sente. Antonio Tombolini l'ha tirata fuori in occasione dell'assemblea dei Mille del 17-18-19 giugno, la riunione di riscossa laica del doporeferendum. Marco Pannella non l'ha cavalcata, occupato com'era a non "chiudere baracca", a lanciare il "ballon d'essai" del Partito d'azione e a tenere l'eventuale accordo con il centrosinistra nell'ambito dell'ospitalità, "della piena disponibilità", come ha detto ieri a Radio Radicale, cosa ben diversa dal patto di sangue. Candidarsi alle primarie, infatti, significa entrare nell'alleanza con tutti e due i piedi. Non è che poi puoi dire "arrivederci e grazie" se vince Romano Prodi. Certo, un pungolo nel fianco di Prodi magari i radicali lo metterebbero, tanto per rifarsi dello sgarbo di primavera. A Prodi, infatti, attribuiscono la colpa della mancata ospitalità per le liste Coscioni alle amministrative.
Un pungolo antiprodiano che potrebbe portare punti al pallottoliere di quel Massimo D'Alema che la Bonino aveva tolto dalla lista dei cattivi aniti Coscioni: "E' rimasto male quando è saltato tutto", diceva Emma di fronte all'offensiva del "corpaccione Ruini Prodi-Casini". Possibile dire "no" a una candidatura? A sentire le parole della diretta interessata, il "no" sembra vestire i colori del "nì": "Non so bene di che cosa si stia parlando. Quando torno me ne occupo", dice Emma dallo Sri Lanka.