BONINO IN IRAK. DICHIARAZIONE DI MARCO PANNELLA


Le candidature di Emma Bonino ai più delicati ed importanti incarichi Onu e Ue, da anni sono di tutti fuorché della “politica” italiana, nelle sue due componenti principali, convergenti costantemente finora sin da quando la esclusero insieme da Bruxelles, temendone proprio ed esclusivamente le capacità, la serietà e la popolarità ovunque e in primo luogo (questo è ed è stato imperdonabile) in Italia.

Unica eccezione il serio tentativo del Presidente Giuliano Amato di sostenere la candidatura di Emma Bonino all’UNCHR, che non riuscì ad imporsi ad altre candidature del Centro-sinistra, finite naturalmente nel nulla. Quanto alla situazione odierna, il Governo italiano non ha affatto sinora avanzato la candidatura di Emma Bonino all’incarico Iraq ma da mesi alla guida dell’Alto Commissariato per i diritti umani, con procedure e ovvio esito da tutti riscontrabile.

Da mesi non ho mancato di fare presente la patente mancanza di convinzioni e di capacità con la quale si gestisce questa valida candidatura, e ci si impegna in una marea d’altre, destinate in genere all’insuccesso per la loro scarsa autorevolezza.

Quanto alla candidatura della quale in queste ore si sta parlando, che il Governo evidentemente confonde con altra, è certamente quale in questi due giorni l’opinione pubblica e quella qualificata la riconoscono: molto autorevole. Quella alla guida al Commissariato per i diritti umani lo è almeno altrettanto. Un consiglio al Governo italiano è d’obbligo. Sin dal mese di luglio gli abbiamo segnalato la possibilità e l’urgenza di designare intanto, in attesa di quello dell’Onu, il rappresentante dell’UE. Roma non ne ha fatto naturalmente nulla, da oltre due mesi il Parlamento Europeo ha dato lo stesso mandato alla Presidenza italiana, che anche qui resta del tutto incapace o inadempiente.

Temo proprio che gli incarichi a Emma Bonino ricordino, più o meno una volta all’anno, la vicenda della “grazia ad Adriano Sofri”, cioè ad uno dei più miserandi bidoni che la “politica italiana” dona all’Italia, per sputtanarla in Europa e nel mondo.