Ritratto di Mario Tarantino, candidato della lista Bonino alla presidenza della Regione Liguria.
Mezzobusto, colori.
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BONINO: I POSTI RISERVATI? GIUSTI A KABUL. LE MIE COLLEGHE DEVONO ESPORSI E RISCHIARE
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ROMA - Ogni volta che si parla di quote rosa, Emma Bonino racconta una storiella che la vede protagonista. «Era il 1999 quando mi candidai alla presidenza della Repubblica, ben sapendo che era una sfida e che il Parlamento non sarebbe arrivato ad eleggere una donna al Quirinale. La levata di scudi fu tale che Giuliano Amato, da cui la provocazione era partita, puntualizzò "ho detto una donna, non uno scarafaggio"».
Ora è il presidente della Repubblica a dire che i tempi per le donne ai vertici dello Stato sono maturi.
«Sono maturi da sempre. Il problema è che i vertici dell'economia, della finanza e della politica restano, come da tradizione, occupati da uomini. E poiché sono incarichi di responsabilità e di potere, chi li ha se li tiene stretti».
Napolitano propone modifiche alla vita democratica dei partiti. Concorda?
«La prima regola di democrazia interna è che intanto qualche donna si candidi, si metta in gioco, col rischio magari di prendere schiaffoni. Nei congressi di partito non ho mai visto donne esporsi, a parte nei Radicali e una volta nei Verdi con Grazia Francescato. Semmai, io le quote rosa le metterei negli organi dirigenti dei partiti. Ma solo come misura emergenziale».
Scusi ministro, lei non era una nemica giurata delle quote rosa?
«Non le amo e infatti ho parlato di misura emergenziale. Le posso accettare in modo transitorio in un Paese come l'Afghanistan dove c'è un gap da superare, ma da noi non mi piacciono. Intanto perché riguardano solo la rappresentanza parlamentare e poi perché vedrei con orrore una società a quote».
Il ministro Pollastrini si batte per introdurle, le quote rosa. Almeno come via transitoria.
«Lo so, lei le ama, come anche la Prestigiacomo e quasi tutte. La mia posizione è isolata, ma non mi piace il metodo».
Quindi, niente leggi ad hoc.
«Non credo che sarebbero efficaci. Cominciamo con le quote rosa e poi che facciamo? Le mettiamo per gli impieghi pubblici, per gli immigrati, quindi per le donne immigrate? E' un metodo che prefigura la protezione di una minoranza e invece noi siamo anche maggioranza. E' tempo che decidiamo di farci valere per i nostri meriti e non per i numeri».
Quando si parla di una donna al Quirinale o a Palazzo Chigi il suo nome è sempre nella lista.
«Sono una che non si deprime. Assomiglio a una mia amica, una leader kuwaitiana, che si è battuta per il voto alle donne del suo Paese. Non ce l'ha fatta, ma si prepara per la prossima volta».
Anche lei si prepara per la prossima volta?
«Ma va là, dopo trent'anni...».
Ora è il presidente della Repubblica a dire che i tempi per le donne ai vertici dello Stato sono maturi.
«Sono maturi da sempre. Il problema è che i vertici dell'economia, della finanza e della politica restano, come da tradizione, occupati da uomini. E poiché sono incarichi di responsabilità e di potere, chi li ha se li tiene stretti».
Napolitano propone modifiche alla vita democratica dei partiti. Concorda?
«La prima regola di democrazia interna è che intanto qualche donna si candidi, si metta in gioco, col rischio magari di prendere schiaffoni. Nei congressi di partito non ho mai visto donne esporsi, a parte nei Radicali e una volta nei Verdi con Grazia Francescato. Semmai, io le quote rosa le metterei negli organi dirigenti dei partiti. Ma solo come misura emergenziale».
Scusi ministro, lei non era una nemica giurata delle quote rosa?
«Non le amo e infatti ho parlato di misura emergenziale. Le posso accettare in modo transitorio in un Paese come l'Afghanistan dove c'è un gap da superare, ma da noi non mi piacciono. Intanto perché riguardano solo la rappresentanza parlamentare e poi perché vedrei con orrore una società a quote».
Il ministro Pollastrini si batte per introdurle, le quote rosa. Almeno come via transitoria.
«Lo so, lei le ama, come anche la Prestigiacomo e quasi tutte. La mia posizione è isolata, ma non mi piace il metodo».
Quindi, niente leggi ad hoc.
«Non credo che sarebbero efficaci. Cominciamo con le quote rosa e poi che facciamo? Le mettiamo per gli impieghi pubblici, per gli immigrati, quindi per le donne immigrate? E' un metodo che prefigura la protezione di una minoranza e invece noi siamo anche maggioranza. E' tempo che decidiamo di farci valere per i nostri meriti e non per i numeri».
Quando si parla di una donna al Quirinale o a Palazzo Chigi il suo nome è sempre nella lista.
«Sono una che non si deprime. Assomiglio a una mia amica, una leader kuwaitiana, che si è battuta per il voto alle donne del suo Paese. Non ce l'ha fatta, ma si prepara per la prossima volta».
Anche lei si prepara per la prossima volta?
«Ma va là, dopo trent'anni...».
Iscrizioni e contributi 2012
Rassegna stampa
23/06/2010
Notizie Radicali
Matteo Mecacci
Riflessione sulla politica estera del Partito Democratico a partire da una discussione parlamentare sulla situazione dei diritti umani a Cuba
Documenti
30/05/2010
Birmania Cambogia Italia Laos Vietnam
Consiglio Generale del PRNtt: Risoluzione approvata sull’Asia Sud Orientale
16/06/2008
Interrogazioni (PE) Italia
PE. Interrogazione scritta, Legge provinciale Alto Adige e radici cristiane
17/03/2004
Interrogazioni (PE) Italia
INTERROGAZIONE SCRITTA P-0928/04
di Maurizio Turco (NI) alla Commissione
radioradicale.it
2012-02-10 11:46:43 Le foibe, gli eccidi dei partigiani comunisti jugoslavi di Tito in Italia, le polemiche del passato, la congiura del silenzio, i radicali
2012-02-10 10:45:00 Verità e giustizia su Formigoni. Rispetto dei Referendum milanesi. Liberalizzazioni: l'alternativa Radicale a Milano 2012-02-09 12:32:10 L'amministrazione della giustizia, la responsabilità civile dei magistrati, il caso Tortora, Napoli, i referendum radicali della primavera 86
2012-02-09 08:57:55 Notiziario del mattino
2012-02-08 23:51:37 Collegamento di Marco Pannella
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