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BONINO CI RACCONTA LE MIRACOLOSE ELEZIONI AFGHANE CON MULO E CAMMELLO
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Roma. Il 18 settembre l'Afghanistan andrà a votare per le sue prime elezioni legislative libere e democratiche, dopo le presidenziali dell'ottobre scorso. I candidati sono seimila - il 10 per cento è formato da donne - e i principali problemi che si presentano sono: la geografia del luogo e l'infiltrazione dei terroristi di matrice islamica di ritorno dal Pakistan. L'europarlamentare Emma Bonino è alla guida della missione dell'Unione europea, che ha dispiegato 13 esperti per l'osservazione elettorale. Oggi, nell'afa di Kabul, l'Italia prenderà ufficialmente la guida delle forze Isaf (International security and assistance force) alla presenza del ministro degli Esteri, Gianfranco Fini. Bonino in queste settimane si è recata a Faizabad, nella parte nordest del paese, dove già era stata nel '97. Una zona rurale e montagnosa, che conta 400 mila votanti, il 30 per cento dei quali rischia di non poter raggiungere i seggi elettorali, a causa della posizione geografica. "Un fiume taglia orizzontalmente la regione e parte della popolazione ha più facilità ad avere contatti con il vicino Tagikistan piuttosto che con le altre città del paese", racconta Bonino al Foglio. Il 75 per cento dei ponti e di altre infrastrutture per agevolare la comunicazione nell'area è stato distrutto da un recente alluvione. Il governo di Kabul ha allora messo a disposizione due grandi elicotteri per aiutare la popolazione a raggiungere le urne. Ma si presenta comunque un secondo problema: il carburante. Una candidata di questa zona, incinta, ha camminato per otto giorni per potersi registrare. "Un aspirante parlamentare mi ha detto che è impossibile fare campagna elettorale soltanto spostandosi con un mulo - dice Bonino - Per le prime e uniche elezioni presidenziali erano state messe a disposizione vari veicoli, ma a causa di una nevicata gli unici mezzi idonei sono stati duemila asini. Ma anche in questo caso, dopo i 2.500 metri l'unico animale che raggiunge le alte quote è il cammello".
Le donne afghane, nonostante le difficoltà e le minacce, combattono coraggiosamente per i loro diritti. Nella provincia del Logar, la porta di una candidata è stata incendiata. Noorzia Charkhi, come altre donne che partecipano alle elezioni, ha ricevuto minacce di morte. Le donne sono le più svantaggiate: hanno meno disponibilità economiche e meno libertà di movimento degli uomini. Per le strade a volte appaiono piccoli poster di candidate sfregiati, come intimidazione, dai cittadini del villaggio. Una quota è stata, inoltre, stabilita per i seggi al Parlamento da riservare alle donne. "In generale, sono contraria a questo sistema, ma la situazione attuale rende necessaria questa procedura per garantire loro la partecipazione alla vita politica", spiega Bonino. La presenza delle donne nella campagna elettorale, dopo la liberazione dell'Afghanistan dai Talebani, è oggi considerata un vero miracolo sociale.
Le intimidazioni comunque non colpiscono soltanto le donne, ma la maggior parte dei candidati. Infiltrazioni di fondamentalisti islamici dal Pakistan hanno destabilizzato le regioni del Nuristan e di Quran, ovvero l'area est e sud-est del paese. Due candidati sono già stati assassinati la scorsa settimana. "Nessuno pensa che i Talebani possano vincere una guerra, ma gli assassinii e gli attentati intimoriscono e la popolazione ha paura a recarsi alle urne - dice Bonino - Il governatore di Khandahar ha inoltre affermato di non avere il totale controllo della provincia". Kabul ha rivolto dure accuse al Pakistan sulle sue responsabilità nei confronti del terrorismo. Islamabad, in questi giorni, sembra essersi impegnato a prendere maggiori misure di sicurezza per il controllo della frontiera e delle madrasse nel paese. Il portavoce dei Talebani, Abdùl Latif Hakimi, ha dichiarato che i suoi mujaheddin sono addestrati per sconfiggere "gli americani" e l'esercito afghano: "Vogliamo un puro sistema islamico nel paese e realizzeremo le nostre speranze", ha detto. Per i terroristi di al Qaida, che considerano i dettami dell'islam inconciliabili con la democrazia, destabilizzare le elezioni è una necessità. "Per quanto riguarda i possibili brogli, è ancora presto per parlarne - dice Bonino - Con noi ci sono anche 7 mila osservatori locali, che sono un'ottima risorsa d'informazione per il nostro lavoro di monitoraggio". Più che i brogli elettorali, il problema di maggiore preoccupazione rimane l'intimidazione. Basta la presenza di qualche generale o comandante legato a qualche fazione per spingere gli elettori o il candidato di un piccolo villaggio a non presentarsi alle urne o a ritirare la candidatura. "L'intimidazione in questo caso è anche difficile da provare", dice Bonino. Ma, nonostante gli attentati, la paura e i tanti tentativi di destabilizzazione, la voglia di andare a votare vince.
Le donne afghane, nonostante le difficoltà e le minacce, combattono coraggiosamente per i loro diritti. Nella provincia del Logar, la porta di una candidata è stata incendiata. Noorzia Charkhi, come altre donne che partecipano alle elezioni, ha ricevuto minacce di morte. Le donne sono le più svantaggiate: hanno meno disponibilità economiche e meno libertà di movimento degli uomini. Per le strade a volte appaiono piccoli poster di candidate sfregiati, come intimidazione, dai cittadini del villaggio. Una quota è stata, inoltre, stabilita per i seggi al Parlamento da riservare alle donne. "In generale, sono contraria a questo sistema, ma la situazione attuale rende necessaria questa procedura per garantire loro la partecipazione alla vita politica", spiega Bonino. La presenza delle donne nella campagna elettorale, dopo la liberazione dell'Afghanistan dai Talebani, è oggi considerata un vero miracolo sociale.
Le intimidazioni comunque non colpiscono soltanto le donne, ma la maggior parte dei candidati. Infiltrazioni di fondamentalisti islamici dal Pakistan hanno destabilizzato le regioni del Nuristan e di Quran, ovvero l'area est e sud-est del paese. Due candidati sono già stati assassinati la scorsa settimana. "Nessuno pensa che i Talebani possano vincere una guerra, ma gli assassinii e gli attentati intimoriscono e la popolazione ha paura a recarsi alle urne - dice Bonino - Il governatore di Khandahar ha inoltre affermato di non avere il totale controllo della provincia". Kabul ha rivolto dure accuse al Pakistan sulle sue responsabilità nei confronti del terrorismo. Islamabad, in questi giorni, sembra essersi impegnato a prendere maggiori misure di sicurezza per il controllo della frontiera e delle madrasse nel paese. Il portavoce dei Talebani, Abdùl Latif Hakimi, ha dichiarato che i suoi mujaheddin sono addestrati per sconfiggere "gli americani" e l'esercito afghano: "Vogliamo un puro sistema islamico nel paese e realizzeremo le nostre speranze", ha detto. Per i terroristi di al Qaida, che considerano i dettami dell'islam inconciliabili con la democrazia, destabilizzare le elezioni è una necessità. "Per quanto riguarda i possibili brogli, è ancora presto per parlarne - dice Bonino - Con noi ci sono anche 7 mila osservatori locali, che sono un'ottima risorsa d'informazione per il nostro lavoro di monitoraggio". Più che i brogli elettorali, il problema di maggiore preoccupazione rimane l'intimidazione. Basta la presenza di qualche generale o comandante legato a qualche fazione per spingere gli elettori o il candidato di un piccolo villaggio a non presentarsi alle urne o a ritirare la candidatura. "L'intimidazione in questo caso è anche difficile da provare", dice Bonino. Ma, nonostante gli attentati, la paura e i tanti tentativi di destabilizzazione, la voglia di andare a votare vince.
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| DAVIDE R. MILANO | 200 euro |
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| PAOLO G. ROMA | 200 euro |
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TRATTARE SENZA DIRLO (PER EVITARE IL NO USA): LA VIA STRETTA DELL'ITALIA
Documenti
28/07/2005
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Emma Bonino Leads EU Election Monitors in Afghanistan (Photos) - Emma Bonino guida la missione degli osservatori elettorali dell’Unione Europea alle elezioni parlamentari in Afghanistan (Foto)
23/11/2002
Afghanistan Interrogazioni (PE)
Interrogazione parlamentare di Maurizio Turco (NI) alla Commissione e risposta data dal sig. Patten in nome della Commissione
06/02/2002
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2012-05-23 11:07:24 Seduta 637ª (XVI legislatura)
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2012-02-22 09:33:22 Sedute 677ª e 678ª (XVI legislatura)
2012-02-21 16:32:16 Seduta 676ª (XVI legislatura) 










