BIELORUSSIA: IL REGIME DI LUKASHENKO CONCLUDE I PREPARATIVI PER LA "FARSA DEMOCRATICA"


Negato visto d'ingresso al rappresentante del Partito Radicale ed all'intera delegazione del Parlamento europeo.

Le autorità consolari della Repubblica di Bielorussia hanno negato oggi il visto di ingresso a Nicola Dell'Arciprete, che in rappresentanza del Partito Radicale Transnazionale avrebbe dovuto recarsi a Minsk per seguire le elezioni presidenziali del 19 marzo prossimo ed effettuare un giro di incontri con i principali rappresentanti delle opposizioni, della società civile e della comunità internazionale presente a Minsk.

L'agenda degli appuntamenti prevedeva incontri con il leader dell'opposizione Alexander Milinkievic, il rappresentante delle Nazioni Unite a Minsk Cihan Sultanoglu, Svetlana Zawadskaya (moglie di un giornalista dell'opposizione scomparso, ricevuta la scorsa settimana dal presidente Bush), con i rappresentanti dell'organizzazione nonviolenta Zubr e delle organizzazioni non governative e partiti: Commission of Women Rights, Right Alliance, Belarusian Students Association, Union for Democracy in Belarus, Spring 96, Charter 97.

Le autorità del regime di Lukashenko hanno negato ieri l'autorizzazione d'ingresso anche alla delegazione ad hoc del Parlamento europeo, considerando qualunque tentativo di ingresso da parte di deputati europei sul territorio bielorusso come "atto di provocazione".

In mattinata otto rappresentanti dell'organizzazione danese SILBA che avrebbe dovuto facilitare gli aspetti logistici della missione radicale sono stati arrestati dalla polizia bielorussa per essersi avvicinati a dei seggi elettorali allo scopo di organizzare degli exit polls.

Sulla situazione in Bielorussia alla vigilia delle elezioni Nicola Dell'Arciprete ha dichiarato:
"Quanto accade in queste ore in Bielorussia è la dimostrazione del fatto che ad isolare la Bielorussia non sono l'Unione europea o gli Stati Uniti, ma lo stesso dittatore Lukashenko. Da domani, con la manifestazione delle opposizioni del 16 marzo, e fino all'apertura delle urne il rischio di una deriva violenta della situazione in Bielorussia diventa sempre più alto. Tanto più che la presenza degli osservatori internazionali, chiamati a garantire il rispetto dei più elementari standard democratici, è mal tollerata, se non apertamente contrastata dal regime. Quella di domenica prossima sarà - nella migliore delle ipotesi - una farsa democratica, che si consumerà nel completo isolamento, sotto la regia di un regime che riproduce se stesso.
Da radicali seguiremo gli eventi di Minsk a stretto contatto con la speciale unità di crisi creata al Parlamento europeo e continueremo a sostenere in ogni sede tutti i nonviolenti, dissidenti, gruppi dell'opposizione e della società civile impegnati a dare la possibilità anche al popolo bielorusso di scegliere liberamente - come accade nel resto d'Europa - la democrazia."