Berlusconi a Minsk dall'ultimo dittatore d'Europa


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La Bielorussia è un paese retto da un Presidente che di servizi usati per annichilire i partiti di opposizione e i movimenti giovanili che chiedono l`integrazione in Europa. L`UE e l`Osce hanno a più riprese riscontrato che le elezioni sono solo una formalità perche` non è possibile contestare democraticamente il potere di Lukashenko. Nel corso degli ultimi anni, anche per bilanciare le crescenti pressioni russe per l`aumento del costo del gas, Lukashenko ha riaperto qualche canale di dialogo con l`UE, fallendo però ogni qual volta si chiedesse il rispetto di alcuni principi di trasparenza e di democrazia. Nonostante ciò l`UE ha deciso, a grande richiesta dell`Italia, di sospendere le ultime sanzioni che erano state imposte. In questo quadro, il Governo italiano sembra quindi agire, non da paese responsabile che mira a riformare un paese autoritario, ma da promoter di Lukashenko; il tutto probabilmente con la speranza di avere in cambio qualche affare pregiato per le imprese italiane. Nessuno scandalo, forse, basta che però sia chiaro il prezzo politico che l`Italia paga, se ci si offre al mondo come i migliori amici dei dittatori. E quale sia questo prezzo lo ha detto Lukashenko in un intervista a La Stampa, che è stata trasmessa anche dalla tv di Stato bielorussa e che sta facendo il giro del mondo, nella quale Lukashenko ha tra l`altro affermato "Non credo che Silvio mi chiederà garanzie democratiche (...) ". La perdita di credibilità internazionale di Berlusconi è ormai un dato di fatto. Mi chiedo se in Italia, nell`opposizione, e in particolare nel Pd, ci sia qualcuno che ritenga opportuno dire qualcosa di diverso da lui, o criticarne l`operato. Su Putin, su Gheddafi, non ho sentito niente di diverso da Berlusconi. Spero questa volta di essere smentito.