Arriva il Napster anti-censura




Peekabooty è l’ultima frontiera della libertà in Rete. I governi che vogliono bloccare i siti "scomodi" dovranno fare i conti con un sistema peer to peer che permette lo scambio di pagine Web proibite

PARIGI – Se è vero che Internet è ormai diventato un solido mezzo di comunicazione è altrettanto vero che i controlli e le restrizioni governative sul web si sono con il tempo moltiplicate. Ma anche la fantasia dei navigatori cerca sempre nuove strade e così è nato un programma per chi vuole continuare a girare per la Rete in barba a qualsiasi tentativo di censura. Si chiama Peekabooty, ed è disponibile in Rete nella versione di prova gratuita al sito www.peekabooty.org.

Il programma consente di accedere a qualsiasi indirizzo online, anche se questo è stato bloccato dalle autorità, e, inoltre, garantisce l’anonimato di chi sta consultando le pagine web. L’obiettivo di Peekabooty è di diventare una sorta di comunità difensiva del mondo internet che scambiandosi in continuazione le pagine a rischio, tramite il peer to peer, riesce ad aggirare i tentativi di censura.

Il meccanismo è semplice: se un Paese bloccherà un indirizzo incriminato, l'utente, usando Peekabooty, sarà in grado di individuare un computer fuori dall’area dove è applicata la censura e scaricherà il sito non ancora intaccato dalle restrizioni. Il navigatore in possesso del pc a sua volta lo passerà a un altro rendendo l’’inseguimento’ da parte delle autorità praticamente inutile.

Quest'idea di decentralizzare la Rete è la stessa che sta dietro ai sistemi dove si scambiano file musicali o video come KaZaa o Morpheus, i successori di Napster. Ma, invece di scambiarsi file, gli utenti Peekabooty trasferiranno le pagine web e soprattutto si scambieranno le idee, in nome di quel principio di libertà di comunicazione che sta alla base di Internet. In più il programma, come già accennato, permetterà di navigare i siti web senza poter essere riconosciuti. Ogni dato sarà criptato, anche se al momento non è ancora garantita la piena sicurezza.

Intanto sembra che il programma stia acquistando velocemente popolarità, con "35000 download nel giro di due settimane", secondo il creatore Paul Baranowski. Se Peekabooty raggiungesse la piena efficienza sarebbe paragonabile alSETI@home, il progetto che ricerca la vita extraterrestre, che utilizza il tempo libero dei 3,5 milioni di computer messi a disposizione dai donatori per carpire messaggi da altre galassie.

Come SETI, infatti, Peekabooty avrà bisogno di decine di migliaia di persone che installino il programma sui computer e che facciano in modo di tenerlo acceso anche quando non sono presenti per dare la possibilità ai siti attaccati di poter girare da una parte all’altra del pianeta e sfuggire ai regimi illiberali.