APPROVATO IL RAPPORTO CAPPATO SUL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI NEL MONDO


Il Parlamento europeo ha approvato oggi a Bruxelles il rapporto di Marco Cappato sul rispetto dei diritti umani nel mondo, con 533 voti favorevoli, 63 contrari e 41 astensioni.

Tra i punti centrali del rapporto, che commenta i risultati delle politiche europee nell'ambito dei diritti umani nel 2007, la proposta di dichiarare il 2010 Anno europeo della nonviolenza e l'indicazione del diritto alla democrazia come diritto umano fondamentale.
Il rapporto insiste sull'importanza della clausola sui diritti umani nei rapporti dell'Europa con i paesi terzi, sulla necessità di una politica dell'immigrazione rispettosa dei diritti umani, e chiede maggiori interventi per garantire la libertà di espressione a partire da internet.
Felicitandosi del voto ONU per una moratoria mondiale sulle esecuzioni capitali, chiede al Consiglio di aggiornare i propri orientamenti per impegnarsi sull'applicazione della moratoria, di sostenere il Tribunale Penale internazionale e tutte le corti per i Diritti dell'uomo, di considerare le mutilazioni genitali femminili una violazione dei diritti umani.


Dichiarazione di Marco Cappato (Radicali italiani / ALDE)

In Europa critichiamo, con molte ragioni, la strategia Statunitense di promozione della democrazia attraverso gli interventi militari, ma rimaniamo incapaci di mettere in piedi una credibile strategia alternativa, che non sia quella del neutralismo pacifista, oggettivamente alleato di dittatori e massacratori di tutto il mondo. Col Rapporto approvato oggi, il Parlamento europeo - oltre a denunciare il mancato rispetto della legalità europea, ad esempio a causa della violazione delle clausole diritti umani nei rapporti commerciali con i Paesi terzi, o la mancata valutazione dei risultati delle attuali politiche - propone alla Commissione e al Consiglio di investire attenzione e risorse nello strumento della nonviolenza e di proclamare il 2010 anno europeo della nonviolenza. Proporremo al neo-Ministro Frattini di fare propria questa proposta e di presentarla in sede di Consiglio.
In questo modo il Parlamento ha confermato il sostegno per la strada scelta, ad esempio, dal Dalai Lama nel promuovere l'autonomia per il Tibet.


Di seguito alcuni paragrafi estrapolati dal rapporto approvato:

(il Parlamento europeo,)

- considera la difesa nonviolenta dei diritti dell'uomo lo strumento più adeguato per il pieno godimento, l'affermazione, la promozione, il rispetto dei diritti dell'uomo fondamentali

- propone che nel 2009 sia convocata una Conferenza europea sulla non violenza e che l'anno 2010 sia dichiarato "anno europeo della non violenza"

- riafferma che i diritti dell'uomo – così come definiti nei principali strumenti e convenzioni internazionali, ivi compresa la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea – sono diritti universali, diritti naturali storicamente acquisiti

- chiede al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri di utilizzare la clausola sui diritti umani per fare della lotta a tutte le forme di mutilazione genitale femminile una questione prioritaria nelle relazioni con i paesi terzi

- riconosce che la politica di immigrazione è diventata una priorità nell'agenda politica interna ed esterna dell'UE e che nei suoi testi l'UE cerca sempre di collegare immigrazione e sviluppo e di garantire il rispetto dei diritti fondamentali degli immigrati;

- ribadisce la sua inquietudine sulle restrizioni relative ai contenuti di Internet, che si applichino alla diffusione o alla ricezione di informazioni, imposte dai governi

- si dichiara preoccupato per i limiti posti alla libertà dei mezzi di informazione cinesi e internazionali, compresi Internet, i blog e l'accesso all'informazione per la stampa cinese e internazionale; resta altrettanto preoccupato per le liste di proscrizione di giornalisti e attivisti per i diritti umani

- esorta il Consiglio ad aggiornare gli orientamenti sulla pena di morte al fine di sostenere tutte le attività volte alla piena applicazione della risoluzione dell’Assemblea generale

- invita pertanto il Consiglio e la Commissione a realizzare un'azione prioritaria di sostegno – sul modello di quanto fatto per l'istituzione del Tribunale Penale Internazionale – alle attività di tutti i tribunali impegnati nella tutela dei diritti dell'uomo

- sottolinea che occorre intensificare gli sforzi tesi a eliminare tutte le forme di mutilazioni genitali femminili sia a livello locale che nel processo di formulazione della politica, in modo da sottolineare il fatto che tali mutilazioni rappresentano sia una questione di genere che una violazione dei diritti umani legata al rispetto dell’integrità fisica;