Appello a sostegno dell'iniziativa nonviolenta di Marco Pannella: quasi 100 parlamentari tra i primi firmatari oltre a personalità e operatori giustizia


 

Sono già moltissime le adesioni all'appello lanciato questa mattina a sostegno dell'iniziativa nonviolenta di Marco Pannella, in sciopero dalla fame dal 20 aprile scorso giunto oggi al 4° giorno di sciopero della sete. L'appello richiama l'attenzione sulla necessità e l'urgenza di affrontare la crisi della giustizia e l'emergenza carceraria nonché sulla necessità di porre fine al silenzio dell'informazione che impedisce un dibattito democratico su questi, come su altri, grandi temi.
 
Tra le decine e decine di adesioni pervenute in poche ore: Giuliano Amato, Adriano Sofri, Don Antonio Mazzi, Riccardo Pacifici; di deputati e senatori di tutti i gruppi tra cui Rosy Bindi, Giuliano Cazzola, Benedetto Della Vedova, Lamberto Dini, Ignazio Marino, Antonio Martino, Arturo Parisi, Gaetano Pecorella, Savino Pezzotta, Adriana Poli Bortone; di giuristi come Giuseppe Di Federico, Luigi Ferrajoli, Fulco Lanchester, Mario Morcellini, Direttore Dipartimento Comunicazione dell’Università La Sapienza, Mario Patrono, Valerio Spigarelli, Presidente dell'Unione Camere Penali; e rappresentati del mondo penitenziario, tra cui Enrico Sbriglia, del sindacato direttori e dirigenti penitenziari e Francesco Ceraudo, direttore del centro regionale per la salute in carcere della Toscana. Per ulteriori aggiornamenti e la lista completa dei sottoscrittori www.radicali.it
 
Di seguito il testo integrale dell'appello
 
APPELLO
 
Marco Pannella è dovuto arrivare, dopo due mesi di sciopero della fame, al digiuno totale della fame e della sete, per richiamare l'attenzione delle istituzioni su due questioni: la necessità e l'urgenza di una amnistia quale primo passo per affrontare la crisi della giustizia e l'emergenza del sovraffollamento delle carceri; il silenzio dell'informazione e l'assenza di ogni confronto democratico su questa come su ogni altra questione che interroghi la coscienza dei cittadini e richieda importanti decisioni politiche e gravi scelte legislative. Le proposte di Marco Pannella si possono condividere e non condividere, si può ritenere sproporzionato mettere a rischio la propria vita su tali questioni ma non si può negare che esse corrispondano ad urgenze obiettive della Repubblica e dell'intera società. La crisi della giustizia e la situazione inumana delle carceri pongono in grave pericolo l'esistenza stessa dello Stato di diritto, come ci ammonisce da tempo il Consiglio d'Europa e con le sue sentenze la Corte europea dei diritti dell'uomo. La disinformazione e l'assenza di confronto e dibattito paritario non riguardano soltanto le prerogative negate di questa o quella forza politica, e in questo caso del Partito Radicale, ma colpiscono alla radice uno dei fondamenti stessi del corretto funzionamento di ogni democrazia. E' urgente dunque interrompere questa inerzia e questa censura, questa cortina di indifferenza e di silenzio. E' urgente che le massime istituzioni della Repubblica facciano sentire la propria voce, che il Governo e il Parlamento aprano un dibattito, per accogliere o respingere le proposte di Pannella o per trovare altre soluzioni che siano tuttavia in grado di risolvere i problemi e non di rinviarli e aggravarli. E' urgente che la stampa e in particolare il servizio pubblico radio televisivo interrompano un comportamento fortemente lesivo dei diritti dei cittadini e consentano finalmente di conoscere e giudicare questa proposta, così come il confronto sulle altre grandi questioni centrali del nostro tempo.    
 
 

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