Home ›
APPELLO ALLA COMUNITÀ DELLE DEMOCRAZIE
Tweet
Roma, 18 Marzo, 2005
Mentre si sta svolgendo la 61ma sessione della Commissione sui Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra un gruppo di leader di organizzazioni che si battono per il rispetto dei diritti umani e della democrazia hanno rivolto un appello all’azione al Democracy Caucus delle Nazioni Unite. Il Caucus e’ gestito dal processo della Comunità delle Democrazie (COD), una coalizione globale di oltre 100 paesi democratici o in via di democratizzazione impegnati nella promozione e nel rafforzamento della democrazia e dei diritti umani.
Il Gruppo si e’ appellato in una lettera ai Ministri degli Esteri dei paesi che fanno parte del Convening Group della Comunità delle Democrazie affinché assicurino che il Democracy Caucus assuma un ruolo di leadership a Ginevra esaminando pienamente, ed eventualmente censurando senza esitazioni alcune delle più gravi violazioni dei diritti umani. In particolare, il Caucus dovrebbe affrontare, tra gli altri, i continui abusi che hanno luogo in Birmania, Arabia Saudita, Corea del Nord, Cuba, e nella regione del Darfur in Sudan. Il Convening Group e’ composto da Cile, Repubblica Ceca, India, Mali, Messico, Polonia, Portogallo, Repubblica di Corea, Sud Africa e gli Stati Uniti. La Comunità delle Democrazie terrà la sua Terza Conferenza Ministeriale a Santiago, in Cile, dal 28 al 30 Aprile. Si e’ precedentemente riunita in Corea del Sud a Seul nel Novembre 2002 e in Polonia, a Varsavia, nel giugno 2000.
Per ulteriori informazioni, visita la Campagna per il Democracy Caucus alle Nazioni Unite al website:
http://www.democracycaucus.net/.
Di seguito il testo completo della lettera e la lista dei firmatari.
Al Ministro degli esteri Ignacio Walker, Cile
Ai Ministri degli Esteri dei paesi del Gruppo Convocatore della Comunità delle Democrazie
Alle rappresentanze permanenti a NY e Ginevra, agli ambasciatori del GC a Washington
Vi scriviamo in quanto membri di una coalizione internazionale che sostiene il lavoro a favore di un forte ed efficace Caucus Democratico alle Nazioni Unite. Siamo incoraggiati dal fatto che l’anno scorso, grazie alla leadership del Cile e del Gruppo Convocatore della Comunità delle democrazie, ci sono stati incontri frequenti all’interno del Caucus Democratico alle Nazioni Unite, e che lo stesso Caucus si è riunito sia in occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che a Ginevra durante la 60° Commissione sui Diritti Umani.
La Conferenza ministeriale della Comunità delle Democrazie che si terrà a Santiago del Cile questo aprile si avvicina, ed il Caucus Democratico delle Nazioni Unite sarà un punto chiave nell’agenda. La credibilità della stessa Comunità delle Democrazie rende essenziale che si dia inizio al lavoro preparatorio del Caucus ed ai suoi primi passi per portare frutti in forma di specifici risultati ed azioni.
Crediamo che non vi sia forum più adeguato per esprimere e realizzare i valori della Comunità delle Democrazie della prossima Commissione sui Diritti Umani di Ginevra. Affinché tale risultato sia raggiunto è importante che il Caucus si dia un’agenda chiara e con priorità ben individuate.
Siamo preoccupati del fatto che alcuni paesi nella comunità internazionale hanno avviato un tentativo di opporre dibattiti e voti su risoluzioni specifiche relative a paesi sia all’interno della Commissione sui Diritti Umani che in sede di Assemblea Generale dell’ONU. Questa posizione, che storicamente è stata avanzata dai regimi tirannici, sarebbe oltraggiosa per la causa dei diritti umani e per la credibilità del sistema di monitoraggio dei diritti umani all’interno dell’ONU, che già sta subendo una profonda crisi di credibilità. È difficile immaginare l’avanzamento e l’applicazione dei diritti umani se la Commissione ONU non può essere il forum in cui gli abusi dei diritti umani che hanno luogo in specifici paesi vengano esaminati e le violazioni di questi diritti siano individualmente condannate. Pertanto chiediamo al Gruppo Convocatore di prendere la leadership nel respingere questi sforzi volti ad indebolire la Commissione sui Diritti Umani e l’intero sistema dei diritti umani delle Nazioni Unite.
Chiediamo infatti al Caucus di farsi carico di identificare alcuni temi chiave e aree di forte preoccupazione e di assicurare che alcune tra le peggiori violazioni dei diritti umani nel mondo siano pienamente rese pubbliche, esaminate e censurate senza esitazioni. Tra quelle che noi crediamo meritino di essere incluse nella lista delle più gravi violazioni dei diritti umani ci sono:
Il Darfur in Sudan , dove decine di migliaia di civili innocenti sono stati uccisi negli ultimi due anni
La Birmania che ha negato ai suoi cittadini i loro diritti democratici e le libertà civili e ha continuato a tenere in carcere prigionieri politici come il Premio Nobel Aung San Suu Kyi;
l‘Arabia Saudita, che nega i diritti delle donne e pone forti restrizioni in merito alle pratiche religiose degli Shia e sui diritti delle minoranze religiose non musulmane;
la Corea del Nord, dove uno stato totalitario continua a opprimere pesantemente i propri cittadini, richiudendone centinaia di migliaia in campi di lavoro forzato in condizioni disumane;
Cuba, dove i gruppi civili di opposizione nonviolenta sostenitori in favore della democrazia, i movimenti politici e i giornalisti indipendenti vengono perseguitati e incarcerati a causa delle loro opinioni;
Chiediamo inoltre all'UNDC di dare particolare attenzione a quei paesi che durante l’ultimo anno hanno visto significative violazioni dei diritti politici e dell'esercizio democratico. Tra questi:
Uzbekistan, paese in cui la tortura dei militanti politici nonviolenti e la morte di numerosi detenuti in carcere sono all'ordine del giorno;
Kazakistan, che ha posto gravi limitazioni ad elezioni aperte e competitive, tra cui l'interdizione del Democratic Choice Party.
Bielorussia, dove il leader dell'opposizione, Mikhail Marinich, è stato condannato a cinque anni di galera e dove altri esponenti di altri partiti all'opposizione democratica sono stati anch'essi arrestati o sono scomparsi e si presume siano morti;
Zimbawe, dove sulle prossime elezioni legislative pende la minaccia della censura e di intimidazioni contro i media, nonché pesanti restrizioni nei confronti di partiti dell'opposizione democratica e di ONG;
Iran, dove tra le attività anti-democratiche si registrano la chiusura di quotidiani, vessazioni e intimidazioni contro i partiti politici e gli attivisti dell'opposizione e il divieto di candidatura per numerosi esponenti liberali in occasione delle elezioni del 2004;
Nepal, dove i diritti democratici sono stati sospesi dal Re.
Riconosciamo la grave minaccia rappresentata dal terrorismo nei confronti dei diritti umani. Contemporaneamente crediamo che gli sforzi per combattere questo fenomeno debbano monitorati per assicurare che non portino alla commissione o alla giustificazione di pesanti violazioni dei diritti umani. A questo proposito crediamo sia importante prolungare il mandato di un anno volto a monitorare le attività di antiterrorismo stabilito nel 2004 sotto l'egida del Messico.
Oltre ad affrontare questi temi chiave a Ginevra, chiediamo al Gruppo Convocatore del Democracy Caucus e a tutti i suoi membri di farsi promotori della battaglia per contrastare la possibilità di avere la membership universale di tutti i paesi all’interno della Commissione dei Diritti Umani dell'ONU. Questa proposta aumenterebbe la possibilità di "non azione" su mozioni relative a paesi specifici e creerebbe una Commissione incontrollabile in cui un serio dibattito sarebbe ancora più difficile di quanto non lo sia oggi. Invece, pensiamo che sia vitale per i paesi membri che rispettano la democrazia e i diritti umani di cercare attivamente di far parte della Commissione, e invitiamo il Gruppo Convocatore e tutte le democrazie coinvolte a lavorare fianco a fianco a livello regionale e presso l'ECOSOC per incoraggiare le loro candidature e di sostenersi gli uni con gli altri. Seguendo un simile criterio, l'appartenenza al Caucus Democratico stesso deve limitarsi esclusivamente a quegli Stati invitati a partecipare all'incontro ministeriale di Santiago.
Chiediamo anche che il Gruppo Convocatore del Caucus Democratico presso l'Onu autorizzi la una nostra presentazione durante gli incontri di Ginevra. Un tale scambio d'idee assicurerebbe una maggiore trasparenza del funzionamento del Caucus Democratico, contribuirebbe ad uno scambio di opinioni franco tra i membri della società civile e si fonderebbe sul precedente già stabilito all’interno del processo della Comunità delle Democrazie.
Vi ringraziamo per l'attenzione che darete a queste nostre richieste e speriamo che sotto la guida del Cile, il Gruppo Convocatore intraprenderà queste importanti attività e rafforzerà il principio della cooperazione internazionale tra le democrazie.
Speriamo di ricevere presto i vostri commenti sui temi e proposte contenute in questa comunicazione e ci auguriamo che le proposte sopra elencate diventino parte integrante delle posizioni del Caucus Democratico dell'Onu nei prossimi mesi.
Con sincerità.
Emma Bonino, Member of the European Parliament
Charles J. Brown, President, Citizens for Global Solutions
Louise Kantrow, Executive Director, International League for Human Rights
Hillel Neuer, Executive Director, United Nations Watch
Marco Pannella, Member of the European Parliament
Theodore Piccone, Executive Director, Democracy Coalition Project
Kenneth Roth, Executive Director, Human Rights Watch
Richard C. Rowson, President, Council for a Community of Democracies
Sergio Stanzani, President of the Transnational Radical Party
Jennifer L. Windsor, Executive Director, Freedom House
Mentre si sta svolgendo la 61ma sessione della Commissione sui Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra un gruppo di leader di organizzazioni che si battono per il rispetto dei diritti umani e della democrazia hanno rivolto un appello all’azione al Democracy Caucus delle Nazioni Unite. Il Caucus e’ gestito dal processo della Comunità delle Democrazie (COD), una coalizione globale di oltre 100 paesi democratici o in via di democratizzazione impegnati nella promozione e nel rafforzamento della democrazia e dei diritti umani.
Il Gruppo si e’ appellato in una lettera ai Ministri degli Esteri dei paesi che fanno parte del Convening Group della Comunità delle Democrazie affinché assicurino che il Democracy Caucus assuma un ruolo di leadership a Ginevra esaminando pienamente, ed eventualmente censurando senza esitazioni alcune delle più gravi violazioni dei diritti umani. In particolare, il Caucus dovrebbe affrontare, tra gli altri, i continui abusi che hanno luogo in Birmania, Arabia Saudita, Corea del Nord, Cuba, e nella regione del Darfur in Sudan. Il Convening Group e’ composto da Cile, Repubblica Ceca, India, Mali, Messico, Polonia, Portogallo, Repubblica di Corea, Sud Africa e gli Stati Uniti. La Comunità delle Democrazie terrà la sua Terza Conferenza Ministeriale a Santiago, in Cile, dal 28 al 30 Aprile. Si e’ precedentemente riunita in Corea del Sud a Seul nel Novembre 2002 e in Polonia, a Varsavia, nel giugno 2000.
Per ulteriori informazioni, visita la Campagna per il Democracy Caucus alle Nazioni Unite al website:
http://www.democracycaucus.net/.
Di seguito il testo completo della lettera e la lista dei firmatari.
Al Ministro degli esteri Ignacio Walker, Cile
Ai Ministri degli Esteri dei paesi del Gruppo Convocatore della Comunità delle Democrazie
Alle rappresentanze permanenti a NY e Ginevra, agli ambasciatori del GC a Washington
Vi scriviamo in quanto membri di una coalizione internazionale che sostiene il lavoro a favore di un forte ed efficace Caucus Democratico alle Nazioni Unite. Siamo incoraggiati dal fatto che l’anno scorso, grazie alla leadership del Cile e del Gruppo Convocatore della Comunità delle democrazie, ci sono stati incontri frequenti all’interno del Caucus Democratico alle Nazioni Unite, e che lo stesso Caucus si è riunito sia in occasione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che a Ginevra durante la 60° Commissione sui Diritti Umani.
La Conferenza ministeriale della Comunità delle Democrazie che si terrà a Santiago del Cile questo aprile si avvicina, ed il Caucus Democratico delle Nazioni Unite sarà un punto chiave nell’agenda. La credibilità della stessa Comunità delle Democrazie rende essenziale che si dia inizio al lavoro preparatorio del Caucus ed ai suoi primi passi per portare frutti in forma di specifici risultati ed azioni.
Crediamo che non vi sia forum più adeguato per esprimere e realizzare i valori della Comunità delle Democrazie della prossima Commissione sui Diritti Umani di Ginevra. Affinché tale risultato sia raggiunto è importante che il Caucus si dia un’agenda chiara e con priorità ben individuate.
Siamo preoccupati del fatto che alcuni paesi nella comunità internazionale hanno avviato un tentativo di opporre dibattiti e voti su risoluzioni specifiche relative a paesi sia all’interno della Commissione sui Diritti Umani che in sede di Assemblea Generale dell’ONU. Questa posizione, che storicamente è stata avanzata dai regimi tirannici, sarebbe oltraggiosa per la causa dei diritti umani e per la credibilità del sistema di monitoraggio dei diritti umani all’interno dell’ONU, che già sta subendo una profonda crisi di credibilità. È difficile immaginare l’avanzamento e l’applicazione dei diritti umani se la Commissione ONU non può essere il forum in cui gli abusi dei diritti umani che hanno luogo in specifici paesi vengano esaminati e le violazioni di questi diritti siano individualmente condannate. Pertanto chiediamo al Gruppo Convocatore di prendere la leadership nel respingere questi sforzi volti ad indebolire la Commissione sui Diritti Umani e l’intero sistema dei diritti umani delle Nazioni Unite.
Chiediamo infatti al Caucus di farsi carico di identificare alcuni temi chiave e aree di forte preoccupazione e di assicurare che alcune tra le peggiori violazioni dei diritti umani nel mondo siano pienamente rese pubbliche, esaminate e censurate senza esitazioni. Tra quelle che noi crediamo meritino di essere incluse nella lista delle più gravi violazioni dei diritti umani ci sono:
Il Darfur in Sudan , dove decine di migliaia di civili innocenti sono stati uccisi negli ultimi due anni
La Birmania che ha negato ai suoi cittadini i loro diritti democratici e le libertà civili e ha continuato a tenere in carcere prigionieri politici come il Premio Nobel Aung San Suu Kyi;
l‘Arabia Saudita, che nega i diritti delle donne e pone forti restrizioni in merito alle pratiche religiose degli Shia e sui diritti delle minoranze religiose non musulmane;
la Corea del Nord, dove uno stato totalitario continua a opprimere pesantemente i propri cittadini, richiudendone centinaia di migliaia in campi di lavoro forzato in condizioni disumane;
Cuba, dove i gruppi civili di opposizione nonviolenta sostenitori in favore della democrazia, i movimenti politici e i giornalisti indipendenti vengono perseguitati e incarcerati a causa delle loro opinioni;
Chiediamo inoltre all'UNDC di dare particolare attenzione a quei paesi che durante l’ultimo anno hanno visto significative violazioni dei diritti politici e dell'esercizio democratico. Tra questi:
Uzbekistan, paese in cui la tortura dei militanti politici nonviolenti e la morte di numerosi detenuti in carcere sono all'ordine del giorno;
Kazakistan, che ha posto gravi limitazioni ad elezioni aperte e competitive, tra cui l'interdizione del Democratic Choice Party.
Bielorussia, dove il leader dell'opposizione, Mikhail Marinich, è stato condannato a cinque anni di galera e dove altri esponenti di altri partiti all'opposizione democratica sono stati anch'essi arrestati o sono scomparsi e si presume siano morti;
Zimbawe, dove sulle prossime elezioni legislative pende la minaccia della censura e di intimidazioni contro i media, nonché pesanti restrizioni nei confronti di partiti dell'opposizione democratica e di ONG;
Iran, dove tra le attività anti-democratiche si registrano la chiusura di quotidiani, vessazioni e intimidazioni contro i partiti politici e gli attivisti dell'opposizione e il divieto di candidatura per numerosi esponenti liberali in occasione delle elezioni del 2004;
Nepal, dove i diritti democratici sono stati sospesi dal Re.
Riconosciamo la grave minaccia rappresentata dal terrorismo nei confronti dei diritti umani. Contemporaneamente crediamo che gli sforzi per combattere questo fenomeno debbano monitorati per assicurare che non portino alla commissione o alla giustificazione di pesanti violazioni dei diritti umani. A questo proposito crediamo sia importante prolungare il mandato di un anno volto a monitorare le attività di antiterrorismo stabilito nel 2004 sotto l'egida del Messico.
Oltre ad affrontare questi temi chiave a Ginevra, chiediamo al Gruppo Convocatore del Democracy Caucus e a tutti i suoi membri di farsi promotori della battaglia per contrastare la possibilità di avere la membership universale di tutti i paesi all’interno della Commissione dei Diritti Umani dell'ONU. Questa proposta aumenterebbe la possibilità di "non azione" su mozioni relative a paesi specifici e creerebbe una Commissione incontrollabile in cui un serio dibattito sarebbe ancora più difficile di quanto non lo sia oggi. Invece, pensiamo che sia vitale per i paesi membri che rispettano la democrazia e i diritti umani di cercare attivamente di far parte della Commissione, e invitiamo il Gruppo Convocatore e tutte le democrazie coinvolte a lavorare fianco a fianco a livello regionale e presso l'ECOSOC per incoraggiare le loro candidature e di sostenersi gli uni con gli altri. Seguendo un simile criterio, l'appartenenza al Caucus Democratico stesso deve limitarsi esclusivamente a quegli Stati invitati a partecipare all'incontro ministeriale di Santiago.
Chiediamo anche che il Gruppo Convocatore del Caucus Democratico presso l'Onu autorizzi la una nostra presentazione durante gli incontri di Ginevra. Un tale scambio d'idee assicurerebbe una maggiore trasparenza del funzionamento del Caucus Democratico, contribuirebbe ad uno scambio di opinioni franco tra i membri della società civile e si fonderebbe sul precedente già stabilito all’interno del processo della Comunità delle Democrazie.
Vi ringraziamo per l'attenzione che darete a queste nostre richieste e speriamo che sotto la guida del Cile, il Gruppo Convocatore intraprenderà queste importanti attività e rafforzerà il principio della cooperazione internazionale tra le democrazie.
Speriamo di ricevere presto i vostri commenti sui temi e proposte contenute in questa comunicazione e ci auguriamo che le proposte sopra elencate diventino parte integrante delle posizioni del Caucus Democratico dell'Onu nei prossimi mesi.
Con sincerità.
Emma Bonino, Member of the European Parliament
Charles J. Brown, President, Citizens for Global Solutions
Louise Kantrow, Executive Director, International League for Human Rights
Hillel Neuer, Executive Director, United Nations Watch
Marco Pannella, Member of the European Parliament
Theodore Piccone, Executive Director, Democracy Coalition Project
Kenneth Roth, Executive Director, Human Rights Watch
Richard C. Rowson, President, Council for a Community of Democracies
Sergio Stanzani, President of the Transnational Radical Party
Jennifer L. Windsor, Executive Director, Freedom House
Gli iscritti e contribuenti 2012
| FRANCESCA T. MILANO | 200 euro |
| EUFEMIA T. MUGGIO' | 200 euro |
| AMBROGIO S. CASSINA DE' PECCHI | 200 euro |
| PIER PAOLO S. FROSINONE | 200 euro |
| DAVIDE R. MILANO | 200 euro |
| LORENA P. MONZA | 200 euro |
| DAVIDE L. MANTOVA | 200 euro |
| PAOLO G. ROMA | 200 euro |
| MARTA G. ROMA | 200 euro |
| ANNA MARIA D. ROMA | 200 euro |
| Total SUM | 397.572 euro |
Iscrizioni e contributi 2012
Gruppi radicali nel mondo
Comunicati stampa
27/09/2010
Globalizzare La Democrazia
Democrazia Digitale: Tavola rotonda all'Onu sulla via virtuale alla promozione dei diritti umani.
13/10/2009
Globalizzare La Democrazia
DOHA: CONCLUSI I LAVORI DEL WORKSHOP SU SICUREZZA UMANA E SVILUPPO UMANO IN MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA, ORGANIZZATO DALL’ADF E NPSG IN PREPARAZIONE AL FORUM PER IL FUTURO 2009
08/05/2008
Globalizzare La Democrazia
APPROVATO IL RAPPORTO CAPPATO SUL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI NEL MONDO
02/04/2008
Globalizzare La Democrazia
PE/Rapporto Cappato sui diritti umani: La Commissione affari esteri sceglie la strada della nonviolenza gandhiana
Rassegna stampa
12/08/2006
La Repubblica
Giovanna Casadio
"CARO RUTELLI, NIENTE LEZIONI E' L'IGNAVIA CHE AIUTA IL TERRORE"
Documenti
25/09/2006
Globalizzare La Democrazia Nazioni Unite (documenti)
Briefing: Libertà di Associazione: la repressione delle ONG e il ruolo del Democracy Caucus per difenderla.
19/09/2005
Globalizzare La Democrazia Nazioni Unite (documenti)
DICHIARAZIONE A NOME DELLA COALIZIONE PER UN CAUCUS DEMOCRATICO ALL'ONU. RILASCIATA DA TED PICCONE - DIRETTORE ESECUTIVO DEL DEMOCRACY COALITION PROJECT - ALL'INCONTRO MINISTERIALE DEL CAUCUS DEMOCRATICO DELLE NAZIONI UNITE
16/12/2004
Appelli Globalizzare La Democrazia
LETTERA DI APPELLO ALLE NAZIONI UNITE DEL DEMOCRACY CAUCUS











