APPELLO AI MINISTRI DEGLI ESTERI DELLA COMUNITA' DELLE DEMOCRAZIE PER LA CREAZIONE DI UN GRUPPO DEMOCRATICO ALLE NAZIONI UNITE


New York, 15 Marzo, 2004

  • A seguito di una serie di iniziative non governative intraprese da personalità internazionali, da leader di organizzazioni impegnate nella promozione della democrazia e dai rappresentanti di una Coalizione di ONG (1), il 26 settembre 2003 il Governo cileno ha convocato presso il quartier generale delle Nazioni Unite a New York un incontro del Gruppo Convocatore della Comunità delle Democrazie per discutere la creazione di un Gruppo Democratico alle Nazioni Unite;


  • A seguito dell'incontro del settembre 2003, i Ministri degli Affari Esteri dei 10 paesi membri del Gruppo Convocatore, (Cile, Repubblica Ceca, India, Repubblica di Corea, Mali, Messico, Polonia, Portogallo, Sud Africa, Stati Uniti), e i partecipanti invitati (Italia, Perù e Romania), hanno adottato un comunicato congiunto con il quale hanno riaffermato l'importanza dell'istituzione di un Gruppo Democratico nell'ambito del sistema delle Nazioni Unite, affermando che:


    • I membri del Gruppo Convocatore hanno richiamato l'impegno assunto con la Dichiarazione di Varsavia affinché la Comunità delle Democrazie collabori su temi relativi alla democrazia all'interno delle esistenti istituzioni regionali e internazionali, dando vita a coalizioni e caucus a supporto di risoluzioni ed altre attività internazionali che mirano alla promozione della democratic governance...
      In stretta consultazione e cooperazione con i partecipanti interessati alla Comunità delle Democrazie, il Gruppo Convocatore incoraggia la formazione di coalizioni e caucus all'interno dell'ONU e in altri fori multilaterali a supporto della democrazia. I membri del Gruppo Convocatore della Comunità delle Democrazie hanno deciso di rafforzare un processo di consultazione e di coordinamento all'ONU in modo da incoraggiare e facilitare le azioni degli Stati interessati alla Comunità delle Democrazie rivolte alla promozione e difesa della democrazia, dei diritti umani e delle libertà fondamentali garantite dalla democrazia. I membri del Gruppo Convocatore si consulteranno e coordineranno azioni, secondo quanto sarà necessario, all'Assemblea Generale dell'ONU, all'ECOSOC e alla Commissione sui Diritti Umani...
      [...] si incontreranno nel corso della 58ma sessione dell'Assemblea Generale dell'ONU."

  • Questa dichiarazione rinforza ed è in linea con quanto espresso nel Rapporto 2003 del Segretario Generale dell'ONU sulla "Implementation of the United Nations Millennium Declaration", e in particolare che "La Democrazia e i Diritti Umani, sebbene siano concetti distinti, sono strettamente connessi. La Democrazia, in quanto diritto umani in se, e' implicita nell'articolo 21 della Dichiarazione Universale sui Diritti dell'Uomo, ma funziona compiutamente solo quando anche gli altri diritti umani sono rispettati." Crediamo che questa dichiarazione debba divenire un principio guida e fondante di tutte le attività delle Nazioni Unite nel campo delle attività elettorali, della promozione della democrazia, della promozione dei diritti umani, del peace building, delle operazioni di peace keeping e della prevenzione dei conflitti;


  • Dopo oltre tre anni dal lancio della Comunità delle Democrazie - un'associazione di Stati che agiscano unitariamente per proteggere e rafforzare la democrazia e di diritti umani in tutto il mondo - questa Comunità offre più che mai una grande promessa per la promozione dello sviluppo democratico e per il rispetto dei diritti umani, per assicurare la pace e la sicurezza internazionale nonché per offrire una risposta coordinata contro le minacce alla democrazia, inclusi i colpi di stato.


  • Le Nazioni Unite, così come concepite dalla Carta dell'ONU, restano un'istituzione fondamentale per realizzare questo mandato e per rispondere a queste sfide. La Comunità delle Democrazie, perciò, dovrebbe lavorare in modo coordinaTO con i più rilevanti organi ed agenzie delle Nazioni Unite per assicurare che l'ONU diventi un forum globale per promuovere ed avanzare il rispetto dei principi democratici e delle norme internazionali.


  • Ci rivolgiamo al Gruppo Convocatore della Comunità delle Democrazie affinché coinvolga altri paesi interessati a compiere i seguenti passi nel corso della 58esima sessione dell'Assemblea Generale dell'ONU, a partire dalla prossima sessione della Commissione sui Diritti Umani:

    1.Istituire un Gruppo permanente dei Paesi Democratici presso le Nazioni Unite per promuovere i valori della democrazia e dei diritti umani all'interno del sistema dell'ONU. Il Gruppo dei Paesi Democratici dovrebbe riunirsi per coordinare il sostegno internazionale alle iniziative dei suoi Stati membri per consolidare la "democratic governance", rafforzare i diritti umani e promuovere le pratiche democratiche, attraverso il sistema delle Nazioni Unite.

    2.Concordare che la partecipazione al Gruppo dei Paesi Democratici dell'ONU sia riservata agli Stati formalmente invitati a partecipare a pieno titolo alla riunione della Comunità delle Democrazie di Seoul. Il Gruppo Convocatore deve vigilare in modo costante ed applicare i criteri adottati a Seoul per far parte della Comunità delle Democrazie, e per assicurare, che gli Stati in via di democratizzazione siano inseriti nel Gruppo e nella Comunità, e che gli Stati che facciano dei passi indietro - in particolare gli Stati che compiono significative violazioni dei diritti umani - siano rimossi dal Gruppo e dalla Comunità delle Democrazie.


    3.Stabilire procedure nell'ambito del Gruppo dei Paesi Democratici per governare le sue attività. Dovrebbe essere convocato dal Presidente del Gruppo Convocatore durante le sessioni di tutti i più importanti organi della Nazioni Unite che si occupano di temi collegati alla promozione della democrazia e dei diritti umani (Assemblea Generale, Commissione sui Diritti Umani, ECOSOC ecc.). Riunioni del Gruppo dei Paesi Democratici dovrebbero tenersi anche su base regionale, quale parte integrale dell'implementazione del Piano d'Azione di Seul, e dovrebbero essere convocati dagli Stati membri del Gruppo Convocatore che appartengono a ciascuna regione.

    4.Sviluppare procedure per agire sulla base di questi impegni nei mesi che porteranno alla prossima riuione della Comunità delle Democrazie a Santiago nel 2005.


    5.Considerare l'ampliamento della membership del Gruppo Convocatore per assicurare che sia ampiamente rappresentativo delle democrazie esistenti nel mondo e di quelle nazioni che hanno compiuto passi concreti verso la "democratic governance".

    6. Incontrarsi su base regolare con le ONG che sono state attive nel chiedere l'istituzione del Gruppo dei Paesi Democratici per facilitare lo scambio di opinioni su come meglio costruire, rafforzare e dare forma al suo lavoro.

    Crediamo che il tempo sia maturo per portare rinnovata attenzione e risorse a questi obiettivi vitali. A questo fine, lavoreremo per dare forma a una campagna internazionale di gruppi non governativi per chiedere con urgenza ai governi democratici del mondo di partecipare attivamente al Gruppo dei Paesi Democratici.


    Lista dei firmatari:

    Madeleine Albright
    , former U.S. Secretary of State;
    Hon. Mohamed Al-Tayeb, Chairman of the HR Commission of the Shura Council, Yemen;
    Genaro Arriagada, former Minister of the Presidency, Chile;
    Alfredo Biondi, Vice Chairman of the Chamber of Deputies, Forza Italia, Italy;
    Hon. Emma Bonino, Member of the European Parliament, Transnational Radical Party, Italy;
    John Brademas, President Emeritus, New York University;
    Enver Can, President of the Eastern Turkestan National Congress, Germany;
    Cecilia Cortes, Executive Director, Fundacion del Servicio Exterior para la Paz y la Democracia, Costa Rica;
    Larry Diamond, Hoover Institute, Stanford University;
    Hon. David Dreier, Chairman, Rules Committee, U.S. House of Representatives;
    Yuri Dzhibladze, President, Center for the development of Democracy and Human Rights, Russia;
    Penelope Faulkner, Vice President Vietnam Committee on Human Rights, France;
    Lee Feinstein, Fmr Principal Dep. Director Policy Planning, Department of State;
    Bronislaw Geremek, former Minister of Foreign Affairs, Poland;
    Gustavo Gorriti, Journalist, Peru;
    Morton Halperin, Director, Washington Office, Open Society Institute;
    Hon. Lee Hamilton, Director, Woodrow Wilson International Center for Scholars;
    Hon. Sheik Hasina, Opposition Leader, MP, Bangladesh;
    Ali Hassan, Political Development Forum, Yemen;
    Ciping Huan, Executive Director, Wei Jinsheng Foundation, China;
    Tolekan Ismailova, Executive director, Public Association "Civil Society against corruption", Kyrgyz Republic;
    Wei Jinsheng, President of the Oversee Democracy Coalition, China;
    Amb. Max Kampelman, Chairman Emeritus, Freedom House;
    Louise Kantrow, Executive Director, International League for Human Rights;
    Adrian Karatnycky, Counselor, Freedom House;
    Amb. Jeane J. Kirkpatrick, former U.S. Representative to the United Nations;
    Shakodi Fazili Kitshindja, Foundation for the Strengthening of Capacities of Populations, Democratic Republic of Congo;
    Kok Ksor, President of the Montagnard Foundation;
    Don Kraus, Executive Director, Campaign for U.N. Reform;
    Michael Ledeen, American Enterprise Institute;
    Antonio Maccanico, Member of the Italian Parliament, Margherita;
    Riad Malki, Director, Panorama Center for the dissemination of information, Palestine;
    Adam Melaku, Program Director, Ethiopian Human Rights Council, Ethiopia;
    Antoine Messarra, Lebanese Foundation for Civil Peace, Lebanon;
    Augusto N. Miclat Jr., Executive Director, Initiatives for International Dialogue, Philippines;
    Ilona Mihaies, Executive President, Euroregional Center for Democracy, Romania;
    Baramy Mitthivong, United Lao Action Center, Laos;
    Amb. Alfred H. Moses, Chairman, United Nations Watch;
    Hryhoriy Nemyria, Chairman, International Renaissance Foundation, Ukraine;
    Ambassador Mark Palmer, former US Ambassador;
    Hon. Marco Pannella, Member of the European Parliament, Transnational Radical Party, Italy;
    Robert A. Pastor, Vice President of International Affairs, American University;
    Tsering Penpa, Tibetan Parliamentary Policy Research Center, Tibet;
    Sonia Picado, former Justice of the Inter-American Court of Human Rights, Costa Rica;
    Ted Piccone, Executive Director, Democracy Coalition Project;
    Surin Pitsuwan, Member of Parliament, Thailand;
    Thomas Pojar, Director, People in Need Foundation, Czech Republic;
    Kenneth Roth, Executive Director, Human Rights Watch;
    Richard Rowson, President, Council for a Community of Democracies;
    Charles Sampford, Foundation Professor of Law, Griffith University, Australia;
    Andrea Sanhueza, Executive Director, Participa, Chile;
    Jourchi Slaheddine, Vice President, Tunisian League of Human Rights, Tunisia;
    Nancy Soderberg, Former U.S. Ambassador;
    Kem Sokha, Cambodian Center for Human Rights, Cambodia;
    George Soros, Chairman, Open Society Institute;
    Sergio Stanzani, President of the Transnational Radical Party, Italy;
    Debbie Stothard, Alternative Asean Network Coordinator, Burma;
    Arnold Trebach, Professor, Chairman of the International Antiprohibitionist League;
    Hon. Gianni Vernett, Margherita, Italy;
    Vo Van Ai, President of the Vietnam Committee on Human Rights, Vietnam;
    Jusuf Wanandi, Chairman, Centre for Strategic and International Studies, Jakarta, Indonesia;
    Hon. Gianni Vernetti, Margherita, Italy;
    Jennifer Windsor, Executive Director, Freedom House;
    Professor Ahmed Ziauddin, Convenor, Asian Network for the ICC, Bangladesh

    1. La Coalizione di ONG è composta da, dalla Campaign for UN Reform, Council for a Community of Democracies dal Democracy Coalition Project, Freedom House, Human Rights Watch, Lega Internazionale per i Diritti Umani l'Open Society Institute e dal Partito Radicale Transnazionale.