Appello ai leaders europei per il compromesso e la flessibilità
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Mentre la Grecia cerca faticosamente di formare un nuovo governo, molti in Europa sono rassegnati alla sua uscita dall’eurozona, sostenendo che ciò sarebbe meglio che molti anni di dura austerità. Allo stesso tempo, sembra esserci una crescente percezione di un’Europa abbastanza forte da poter contenere un possibile contagio dall’uscita della Grecia. In realtà, noi crediamo che un’uscita della Grecia dalla zona euro sarebbe una catastrofe economica e politica. Non è infatti certo che il Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria/Meccanismo Europeo di Stabilità sarebbe in grado di prevenire un contagio o di affrontare una corsa agli sportelli bancari in Italia o in Spagna. Un’uscita della Grecia potrebbe innescare uno smembramento della zona euro, il che a sua volta porterebbe ad una profonda recessione e a una nuova crisi finanziaria globale. Un’uscita della Grecia distruggerebbe anche il “soft power” dell’Europa, danneggiando irreversibilmente la sua posizione nel mondo.
Perciò, ci appelliamo alle autorità politiche europee affinché offrano alla Grecia una via per tornare in una traiettoria di crescita sostenibile all’interno dell’eurozona. È ormai evidente che la via dell’austerità estrema senza alcun compromesso può portare soltanto al fallimento economico. Le autorità europee devono arrivare ad un compromesso in base al quale la Grecia riporti le proprie finanze in ordine, in cambio di tempo supplementare per ridurre il proprio deficit e per ripagare prestiti bilaterali e multilaterali. I tassi d’interesse che la Grecia paga ai suoi partners europei dovrebbero rivisti, il che potrebbe essere condizionato ai progressi su alcune riforme ben definite. Ciò darebbe al popolo greco la speranza di poter tornare alla crescita economica, sottolineando al tempo stesso la loro responsabilità nel portare a termine le riforme necessarie. Dovranno esserci sacrifici da entrambe le parti, ma pensiamo che l’idea di un’Europa prospera ne valga la pena.
Firmatari
Asger Aamund (Denmark)
Martti Ahtisaari (Finland)
Giuliano Amato (Italy)
Gordon Bajnai (Hungary)
Peter Bofinger (Germany)
Emma Bonino (Italy)
Franziska Brantner (Germany)
Maria Livanos Cattaui (Switzerland)
Charles Clarke (UK)
Daniel Daianu (Romania)
Aleš Debeljak (Slovenia)
Jean Luc Dehaene (Belgium)
Andrew Duff (UK)
Sebastian Dullien (Germany)
Hans Eichel (Germany)
Rolf Ekeus (Sweden)
Teresa Patricio Gouveia (Portugal)
Charles Grant (UK)
István Gyarmati (Hungary)
Danuta Hübner (Poland)
Jaakko Iloniemi (Finland)
Mary Kaldor (UK)
David Koranyi (Hungary)
Bernard Kouchner (France)
Monica Luisa Macovei (Romania)
Wolfgang Munchau (Germany)
Alina Mungiu-Pippidi (Romania)
Kalypso Nicolaïdis (France-Greece)
Daithi O’Ceallaigh (Ireland)
Christine Ockrent (France)
Andrzej Olechowski (Poland)
Marcelino Oreja Aguirre (Spain)
Andrew Puddephatt (UK)
Ana Palacio (Spain)
Charles Powell (UK/Spain)
Robert Reibestein (Netherlands)
Lord George Robertson (UK)
Albert Rohan (Austria)
Adam Daniel Rotfeld (Poland)
Daniel Sachs (Sweden)
Giuseppe Scognamiglio (Italy)
Narcís Serra (Spain)
Aleksander Smolar (Poland)
Ion Sturza (Romania)
Pawel Swieboda (Poland)
Luisa Todini (Italy)
Loukas Tsoukalis (Greece)
Andre Wilkens (Germany)
Antonio Vitorino (Portugal)
Carlos Alonso Zaldivar (Spain)
Stelios Zavvos (Greece)
Iscritti e contribuenti 2013
| Giuseppe R. Roma | 590 € |
| Salvatore P. Capistrello | 200 € |
| Giancarlo B. Torino | 30 € |
| Marco B. Merano | 20 € |
| Davide B. Prato | 50 € |
| Giuseppe P. Grottammare | 50 € |
| Maurizio T. Roma | 1.000 € |
| Rosa A. Firenze | 590 € |
| Giuliano G. Sondrio | 590 € |
| Sergio Pasquale R. Cremona | 500 € |
| Totale | 326.746 € |











