AFGHANISTAN/BONINO: "DOLORE PER LE VITTIME MA NON E' QUESTO IL MOMENTO DI CEDERE AL TERRORE"


Roma, 5 maggio 2006 - “A soli otto giorni dall’agguato di Nassiriya, la notizia da Kabul della morte di due militari italiani, e del ferimento di altri 4, ci riempie nuovamente di dolore e tristezza. Anche a nome della Rosa nel pugno desidero esprimere la solidarietà più sentita alle nostre Forze Armate, ai militari italiani dell’ISAF (International Security Assistance Force) e ai famigliari delle vittime.”

“Durante i tre mesi e mezzo del mio mandato di Capo degli Osservatori elettorali dell’Unione europea, da luglio a ottobre scorso, ho avuto modo di apprezzare l’impegno e la professionalità delle nostre truppe sia a Kabul che a Herat. Occorre sottolineare come l’arco di durata di ISAF8, sotto comando del Generale Mauro Del Vecchio, sia stato più prolungato del solito - nove mesi invece di sei – e che ha dovuto garantire la sicurezza nelle aree di propria competenza in un periodo particolarmente delicato per il paese, vale a dire l’elezione di un parlamento e di consigli provinciali in tutto il paese. Nonostante condizioni quasi impossibili, grazie a questa presenza milioni di afghane ed afghani hanno potuto, per la prima volta dopo oltre trent’anni, recarsi alle urne ed esercitare il loro diritto di voto.”

“Come ho avuto modo di illustrare nel mio rapporto finale, presentato a metà dicembre a Kabul, la questione della mancanza di sicurezza rimane la priorità delle priorità in Afghanistan. Purtroppo, si poteva prevedere che, con la fine dell’inverno, agguati ed attentati avrebbero ripreso con rinnovato vigore, soprattutto contro obiettivi militari. Le infiltrazione al Qaediste, gli elementi riconducibili a Gulbuddin Hekmatyar, e la presenza sempre più massiccia di forze talebane, soprattutto nel Sud e Sud-Est del paese, dimostrano come il terrorismo fondamentalista ritiene l’Afghanistan terra di riconquista, in particolare in previsione del graduale ritiro di truppe americane di Enduring Freedom. Non è questo il momento di cedere al terrore.”