AFFARI CINESI DI CLINTON & CHIRAC


Il Foglio

Clinton rinnova alla Cina clausola di nazione favorita.
Il presidente americano, di fronte alle critiche dei repubblicani, ha sottolineato che in caso contrario "si sarebbe chiuso uno dei mercati in più rapida crescita tra quelli emergenti". Bill Clinton ha ammesso che sarà difficile, questa volta, convincere il Congresso. Pechino ha parlato di "decisione saggia".

Il presidente degli Usa Bill Clinton ha annunciato che intende rinnovare il trattato commerciale con la Cina: conterrà anche la clausola della "nazione più favorita", in virtù della quale l'America sceglie quali mercati privilegiare. L'atto rovescia la linea dura che sembrava gli Usa volessero tenere per indurre Pechino a un maggior rispetto dei diritti umani, e a un maggior controllo del contrabbando di armi.
Clinton ha anche affermato che "è molto più probabile avere un'influenza positiva sulla Cina stringendo rapporti con loro che tentando di isolarli". Una posizione che ripete quella fatta tre giorni fa da Jacques Chirac, a Pechino. La pressione internazionale sulla Cina, aveva affermato tra gli applausi del presidente Jan Zeming e dei suoi collaboratori il capo dell'Eliseo, va sostituita con una politica di scambi e consultazioni. Parole coerenti con l'atteggiamento tenuto dalla Francia in aprile quando, presso la commissione dei diritti umani di Ginevra, si propose la condanna della Cina. La Francia (seguita dalla Germania, dal Giappone, dall'Italia e dalla Spagna) votò contro la risoluzione degli Usa che denunciava le persecuzioni cinesi dei dissidenti politici e religiosi. La mozione, così, venne respinta, come era successo negli anni precedenti. Chirac, intanto, ha venduto 30 airbus (per 1,5 miliardi di dollari cioè 2.500 miliardi di lire) alle linee aeree cinesi, aprendo la via per altre esportazioni francesi a alta tecnologia (nel caso di Airbus se ne avvantaggeranno anche tedeschi, inglesi e spagnoli, che così avranno un primo dividendo dalla linea tenuta a Ginevra). Non è ancora chiaro se la Francia, nel quadro della nuova collaborazione con la Cina, infrangerà anche l'embargo sulla fornitura di armi, una delle poche sanzioni contro Pechino rimaste dopo i fatti di Tien An Men. Chirac si è limitato a dichiarare che non venderà armi a Taiwan. Ora, Clinton e il suo ministro degli Esteri Madeleine Albright affermano che svolgeranno un dialogo strategico con i cinesi, su un ampio raggio di questioni, perché "la Cina è una forza crescente negli affari mondiali, con o senza l'ingresso del Fondo monetario internazionale". Battuta nel centro dell'Africa dalla diplomazia americana, che ha appoggiato il ribelle Laurent Kabila contro il dittatore Mobutu Sese Seko, la Francia ha una rivincita nel lontano Oriente. Ci guadagna l'espansione del commercio. Un po' meno ci guadagnano i diritti umani.