ADESIONE DELLA CROAZIA ALL'UNIONE EUROPEA: CHI FA OSTRUZIONISMO DEVE ESSERE SMASCHERATO!


Bruxelles, 17 Dicembre 2003. Nel processo di adesione dei Paesi dell'Europa del Sud-Est, l'Unione Europea ha stabilito che la conclusione del processo di ratifica dell'Accordo di Associazione e di Stabilizzazione (AAS) costituiva una condizione all'apertura formale di negoziati di adesione. Secondo fonti ben informate, appare che 13 dei 15 Stati membri stiano finalizzando il processo di ratifica dell'Accordo di Associazione e di Stabilizzazione con la Croazia mentre il Regno Unito e i Paesi Bassi avrebbero congelato il processo di ratifica perché, secondo loro, la Croazia non rispetterebbe pienamente i suoi impegni nei confronti del Tribunale Penale Internazionale per i Crimini commessi nell'ex-Jugoslavia (TPI).

Interrogazione di Olivier Dupuis, deputato europeo, radicale, alla Commissione:

"La Commissione è al corrente di questa divergenza di vedute tra 13 Stati membri da una parte e due dall'altra, che sarebbe fondata secondo alcuni sulla questione del rispetto o meno da parte della Croazia dei suoi impegni nei confronti del TPI e, secondo altri, sulla volontà o meno di legare l'adesione della Croazia a quella di altri o degli altri Paesi dell'Europa del Sud-Est? La Commissione ritiene che il ricorso a un congelamento di fatto del processo di ratifica dell'Accordo di Associazione e di Stabilizzazione da parte di due Stati membri sia opportuna? La Commissione non ritiene che dovrebbe investire con la massima urgenza il Consiglio affinché prenda una decisione sull'adeguamento o meno della Croazia ai criteri dell'Accordo di Associazione e di Stabilizzazione che impegni l'Unione Europea e l'insieme dei suoi Stati membri e che ponga un termine alle manovre dilatorie?"

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