Olivier Dupuis, Marco Pannella, a colloquio con il Primo Ministro dell'Albania Fatos Nano.
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ABOLIZIONE DELLA OBBLIGATORIETA' DELLA LEVA MILITARE E CIVILE<br> PETIZIONE ALLA CAMERA DEI DEPUTATI, AL SENATO DELLA REPUBBLICA E AL PARLAMENTO EUROPEO
Sommario: Testo di una petizione promossa da “Né giusta né utile (Comitato per l’abolizione della leva obbligatoria, militare e civile”), e dal Partito Radicale transnazionale.
Considerando:
a. i principi fondamentali della Costituzione della Repubblica, della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo che sansciscono il diritto all'uguaglianza senza distinzioni di razza, nazionalità, sesso, di opinione politica o religiosa;
b. che in seguito all'unificazione europea, alla caduta della "cortina di ferro" e all'allargamento dell'"area atlantica" sono venute meno la maggior parte delle minacce che potevano giustificare l'esistenza in Italia di una politica di difesa fondata sulla leva obbligatoria;
c. che sui temi della difesa e della sicurezza le autorità politiche italiane non hanno ancora tratto le conseguenze derivanti dalla partecipazione dell'Italia ai vari processi di integrazione sovranazionale e, in particolare, a quello dell'Unione europea;
d. che gli enormi sviluppi tecnologici avvenuti anche nel settore dei sistemi d'arma rendono necessaria la selezione e professionalizzazione del personale militare, e comportano il superamento dei modelli di difesa tradizionali - tanto costosi quanto inefficienti - basati sull'esercito di leva;
e. che in molti paesi membri dell'UE le Forze Armate sono interamente costituite da personale volontario, senza alcun pregiudizio o pericolo per le istituzioni politiche democratiche;
f. che le minacce alla sicurezza mondiale sono in primo luogo costituite dalle perduranti situazioni di miseria e di sottosviluppo e dall'assenza di democrazia in grande parte del mondo;
g. che queste situazioni producono sempre più numerosi conflitti nei quali i principali bersagli sono costituiti dalle popolazioni civili, rendendo sempre più spesso necessari interventi sia umanitari sia politico-militari, che richiedono la partecipazione di personale altamente qualificato;
h. che l'Europa potrebbe esercitare una più effettiva responsabilità e un ruolo più efficace nelle operazioni di mantenimento e di ristabilimento della pace e in quelle umanitarie, istituendo un corpo europeo militare e civile, a base volontaria, posto direttamente sotto il controllo delle istituzioni dell'Unione Europea;
i. che il servizio civile, da istituto nato per attuare una conquista politica e civile, si è trasformato da un lato in uno strumento di statalizzazione, di burocratizzazione e di finanziamento dell'associazionismo, del cosidetto "privato sociale" e dei soggetti economici "no profit", dall'altro in una forma di manodopera coatta, perdendo ogni relazione con le esigenze di difesa che potevano giustificare la leva;
l. che i cittadini che svolgono servizio civile alternativo possono essere precettati presso enti e associazioni di cui non condividono finalità e metodi in violazione dell'articolo 20, comma 2 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo;
m. che oggi gli obiettori costituiscono una forza lavoro a costo zero posta al servizio di enti pubblici e privati - senza diritti sindacali e al di là e al di fuori delle garanzie economiche e normative previste dalla attuale legislazione in materia di lavoro - e sono spesso impiegati in mansioni non corrispondenti a quanto previsto dalla legge sul servizio civile;
n. che l'uso degli obiettori consente agli enti pubblici e privati che li impiegano di porsi sul mercato dei beni e dei servizi in una posizione di assoluto privilegio rispetto a qualunque altro competitore, in palese violazione dello spirito e della lettera della normativa nazionale ed europea in materia di concorrenza;
o. che l'obbligatorietà del servizio di leva, militare o civile, comporta gravi e inutili ingerenze nella vita dei cittadini limitandone la libertà e imponendo costi umani e sociali non più necessari alla difesa nazionale;
tutto ciò considerato
noi sottoscritti,
1. chiediamo l'abolizione totale, in tempo di pace, del servizio di leva sia militare che civile;
2. proponiamo la creazione di un corpo europeo, militare e civile, su base volontaria, per le operazioni di mantenimento e di ristabilimento della pace e per quelle umanitarie, posto direttamente sotto la autorità e il controllo delle istituzioni dell'Unione europea.
Considerando:
a. i principi fondamentali della Costituzione della Repubblica, della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo che sansciscono il diritto all'uguaglianza senza distinzioni di razza, nazionalità, sesso, di opinione politica o religiosa;
b. che in seguito all'unificazione europea, alla caduta della "cortina di ferro" e all'allargamento dell'"area atlantica" sono venute meno la maggior parte delle minacce che potevano giustificare l'esistenza in Italia di una politica di difesa fondata sulla leva obbligatoria;
c. che sui temi della difesa e della sicurezza le autorità politiche italiane non hanno ancora tratto le conseguenze derivanti dalla partecipazione dell'Italia ai vari processi di integrazione sovranazionale e, in particolare, a quello dell'Unione europea;
d. che gli enormi sviluppi tecnologici avvenuti anche nel settore dei sistemi d'arma rendono necessaria la selezione e professionalizzazione del personale militare, e comportano il superamento dei modelli di difesa tradizionali - tanto costosi quanto inefficienti - basati sull'esercito di leva;
e. che in molti paesi membri dell'UE le Forze Armate sono interamente costituite da personale volontario, senza alcun pregiudizio o pericolo per le istituzioni politiche democratiche;
f. che le minacce alla sicurezza mondiale sono in primo luogo costituite dalle perduranti situazioni di miseria e di sottosviluppo e dall'assenza di democrazia in grande parte del mondo;
g. che queste situazioni producono sempre più numerosi conflitti nei quali i principali bersagli sono costituiti dalle popolazioni civili, rendendo sempre più spesso necessari interventi sia umanitari sia politico-militari, che richiedono la partecipazione di personale altamente qualificato;
h. che l'Europa potrebbe esercitare una più effettiva responsabilità e un ruolo più efficace nelle operazioni di mantenimento e di ristabilimento della pace e in quelle umanitarie, istituendo un corpo europeo militare e civile, a base volontaria, posto direttamente sotto il controllo delle istituzioni dell'Unione Europea;
i. che il servizio civile, da istituto nato per attuare una conquista politica e civile, si è trasformato da un lato in uno strumento di statalizzazione, di burocratizzazione e di finanziamento dell'associazionismo, del cosidetto "privato sociale" e dei soggetti economici "no profit", dall'altro in una forma di manodopera coatta, perdendo ogni relazione con le esigenze di difesa che potevano giustificare la leva;
l. che i cittadini che svolgono servizio civile alternativo possono essere precettati presso enti e associazioni di cui non condividono finalità e metodi in violazione dell'articolo 20, comma 2 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo;
m. che oggi gli obiettori costituiscono una forza lavoro a costo zero posta al servizio di enti pubblici e privati - senza diritti sindacali e al di là e al di fuori delle garanzie economiche e normative previste dalla attuale legislazione in materia di lavoro - e sono spesso impiegati in mansioni non corrispondenti a quanto previsto dalla legge sul servizio civile;
n. che l'uso degli obiettori consente agli enti pubblici e privati che li impiegano di porsi sul mercato dei beni e dei servizi in una posizione di assoluto privilegio rispetto a qualunque altro competitore, in palese violazione dello spirito e della lettera della normativa nazionale ed europea in materia di concorrenza;
o. che l'obbligatorietà del servizio di leva, militare o civile, comporta gravi e inutili ingerenze nella vita dei cittadini limitandone la libertà e imponendo costi umani e sociali non più necessari alla difesa nazionale;
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noi sottoscritti,
1. chiediamo l'abolizione totale, in tempo di pace, del servizio di leva sia militare che civile;
2. proponiamo la creazione di un corpo europeo, militare e civile, su base volontaria, per le operazioni di mantenimento e di ristabilimento della pace e per quelle umanitarie, posto direttamente sotto la autorità e il controllo delle istituzioni dell'Unione europea.
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