Home ›
5a MARCIA ANTIMILITARISTA MILANO - VICENZA<br>25 luglio - 3 agosto
[RECTO]
CONTRO TUTTI GLI ESERCITI, LOTTA ALLA NATO E A TUTTI I BLOCCHI MILITARI, PER IL DISARMO UNILATERALE DELL'ITALIA ATTRAVERSO UN PIANO DI CONVERSIONE DELLE STRUTTURE E DELLE SPESE MILITARI IN CIVILI, PER L'OBIEZIONE DI COSCIENZA DI MASSA, PER I DIRITTI CIVILI DEI MILITARI. CONTRO LE AGGRESSIONI STALINISTE ED IMPERIALISTE, IN CECOSLOVACCHIA COME IN VIETNAM.
25 Luglio: Milano - Vaprio d'Adda
26 luglio: Vaprio d'Adda - Bergamo
27 luglio: Sarnico - Brescia
29 Luglio: Brescia - Desenzano
30 Luglio: Desenzano - Peschiera
31 Luglio: Peschiera - Verona
1 Agosto: Verona - San Bonifacio
2 Agosto: San Bonifacio - Arzignano (Valdagno)
3 Agosto: Arzignano - Vicenza
[VERSO]
5 MARCIA ANTIMILITARISTA
MILANO - VICENZA
Promossa dal Partito Radicale - Via di Torre Argentina, 18 - Tel. 651732 - 653371
1) A cosa serve l'esercito? Davvero per "la difesa del nostro paese"?
2) Oggi, in Europa, la difesa del paese dopo e in forza e malgrado l'esempio cecoslovacco non deve forse cercarsi, in nome della sua stessa efficacia, in molteplici forme di resistenza passiva e nonviolenta?
3) I 1600 miliardi del bilancio della difesa vengono spesi a vantaggio di tutta la collettività o non, invece, di una sua parte esigua, potente e prepotente?
4) Si dà l'avvio al disarmo dicendo che esso deve essere preventivamente concordato tra tutti i paesi o non invece realizzando nel proprio paese una politica di smilitarizzazione?
5) La NATO, il Patto di Varsavia e gli altri blocchi militari sono alleanze difensive o non, piuttosto, strumenti di conservazione e repressione interna?
6) E' più feconda per la crescita civile del paese la passiva accettazione di una struttura autoritaria, socialmente classista e politicamente disumanizzante come l'esercito o non piuttosto la disobbedienza, il rifiuto della divisa e dell'uso delle armi?
Pochi cittadini, a queste domande, risponderebbero con il tono, le parole, le convinzioni di un generale o di un uomo di governo; ma troppi, nei partiti e nelle organizzazioni ufficiali della sinistra, rispondono che il problema non è ancora maturo in Italia o che bisogna iniziare con obiettivi più realistici e tralasciare queste "utopie".
Lottare per il disarmo unilaterale dell'Italia, dimostrare quanto in termini di reale difesa della patria questo potrebbe significare, dire quanto progresso sociale si potrebbe realizzare con i 1.600 miliardi attualmente spesi per l'esercito, non è sicuramente utopia maggiore del rivendicare generiche riforme, "democratizzazioni" (e quindi conferma) dell'esercito che è struttura per la sua natura destinata a reprimere, uccidere, creare infelicità, e disponibile quindi per una sola seria riforma: la sua eliminazione progressiva e totale.
Come già per altre battaglie per i diritti civili, solo se sapremo condurre nel paese una lotta "dal basso" con tutti coloro che vogliono l'edificazione di una nuova società socialista e libertaria potremmo indurre i partiti democratici ed affiancarsi in questa prospettiva di lotta radicale all'esercito, a tutti gli eserciti.
Dobbiamo quindi esprimere obiettivi e temi di lotta chiari, senza timore di infrangere vecchi miti ancora radicati nella vecchia e nuova sinistra: il NO degli eserciti e no a tutti gli eserciti, destinati a corrompere ogni tensione ideale egualitaria, ad essere strumento di repressione e di negazione dei principi per cui si è ritenuto di adoperare questo strumento.
E' questa posizione anche una scelta di strumenti di lotta politica che non privilegino lo scontro armato ed organizzato militarmente, quasi come momento magico e risolutore dello scontro di classe, ma scelgano gli strumenti di opposizione al regime i più adeguati al fine di libertà che ci si propone e i meno favorevoli alle forze reazionarie che nella violenza trovano, comunque, il terreno ideale di scontro o le ragioni di sopravvivenza.
Ciascuno proponga all'interno della propria organizzazione, del proprio partito, questo tema, chieda a chi parla dell'impossibilità di fare riforme per mancanza di fondi a cosa serve l'esercito, perchè si spendono tanti soldi inutilmente; perchè si alimentano i miti nazionalisti e guerraioli quando tutte le guerre sono sempre fatte per interessi di pochi, con il sangue e sulla pelle di chi non aveva niente da guadagnare nell'uccidere un altro sfruttato con una divisa diversa; perchè si afferma che l'esercito è scuola di vita quando la vita nelle caserme, più che nelle scuole e nelle fabbriche, è vita di pecore che dicono signorsì al superiore pronte a dirlo al padrone; perchè si parla del nostro esercito e delle alleanze militari come strumento di difesa quando in Grecia come in Cecoslovacchia, in Turchia come in Polonia l'esercito è servito non per difendere i cittadini ma per stroncare ogni tentativo di dire no ad un regime autoritario.
Dobbiamo iniziare a dire no al ricatto che ci vuole legati a blocchi militari, che ci costringe a sperperare miliardi in nome di impossibili, con questi strumenti, difese; a chi ci dice che li disarmo devono iniziarlo prima gli "altri". L'obiezione di coscienza di massa, la lotta per il suo effettivo riconoscimento, è il primo passo, il primo atto di disobbedienza; la costruzione di un movimento di base, dentro e fuori le attuali organizzazioni, per il disarmo unilaterale e la conversione delle strutture militari in civili, deve essere il nostro obiettivo comune per i prossimi anni.
Organizzata da:
FEDERAZIONE ROMANA PARTITO RADICALE
Via di Torre Argentina, 18 - Roma
CORPO EUROPEO PER LA PACE
Via Cenischia, 4 - Torino
GRUPPO DI AZIONE PACIFISTA
Via Ercole Ciofano, 55 - Sulmona
MOVIMENTO NONVIOLENTO PER LA PACE
Casella Postale 201 - Perugia
MOVIMENTO DI LIBERAZIONE DELLA DONNA
Via di Torre Argentina, 18 - Roma
CONTRO TUTTI GLI ESERCITI, LOTTA ALLA NATO E A TUTTI I BLOCCHI MILITARI, PER IL DISARMO UNILATERALE DELL'ITALIA ATTRAVERSO UN PIANO DI CONVERSIONE DELLE STRUTTURE E DELLE SPESE MILITARI IN CIVILI, PER L'OBIEZIONE DI COSCIENZA DI MASSA, PER I DIRITTI CIVILI DEI MILITARI. CONTRO LE AGGRESSIONI STALINISTE ED IMPERIALISTE, IN CECOSLOVACCHIA COME IN VIETNAM.
25 Luglio: Milano - Vaprio d'Adda
26 luglio: Vaprio d'Adda - Bergamo
27 luglio: Sarnico - Brescia
29 Luglio: Brescia - Desenzano
30 Luglio: Desenzano - Peschiera
31 Luglio: Peschiera - Verona
1 Agosto: Verona - San Bonifacio
2 Agosto: San Bonifacio - Arzignano (Valdagno)
3 Agosto: Arzignano - Vicenza
[VERSO]
5 MARCIA ANTIMILITARISTA
MILANO - VICENZA
Promossa dal Partito Radicale - Via di Torre Argentina, 18 - Tel. 651732 - 653371
1) A cosa serve l'esercito? Davvero per "la difesa del nostro paese"?
2) Oggi, in Europa, la difesa del paese dopo e in forza e malgrado l'esempio cecoslovacco non deve forse cercarsi, in nome della sua stessa efficacia, in molteplici forme di resistenza passiva e nonviolenta?
3) I 1600 miliardi del bilancio della difesa vengono spesi a vantaggio di tutta la collettività o non, invece, di una sua parte esigua, potente e prepotente?
4) Si dà l'avvio al disarmo dicendo che esso deve essere preventivamente concordato tra tutti i paesi o non invece realizzando nel proprio paese una politica di smilitarizzazione?
5) La NATO, il Patto di Varsavia e gli altri blocchi militari sono alleanze difensive o non, piuttosto, strumenti di conservazione e repressione interna?
6) E' più feconda per la crescita civile del paese la passiva accettazione di una struttura autoritaria, socialmente classista e politicamente disumanizzante come l'esercito o non piuttosto la disobbedienza, il rifiuto della divisa e dell'uso delle armi?
Pochi cittadini, a queste domande, risponderebbero con il tono, le parole, le convinzioni di un generale o di un uomo di governo; ma troppi, nei partiti e nelle organizzazioni ufficiali della sinistra, rispondono che il problema non è ancora maturo in Italia o che bisogna iniziare con obiettivi più realistici e tralasciare queste "utopie".
Lottare per il disarmo unilaterale dell'Italia, dimostrare quanto in termini di reale difesa della patria questo potrebbe significare, dire quanto progresso sociale si potrebbe realizzare con i 1.600 miliardi attualmente spesi per l'esercito, non è sicuramente utopia maggiore del rivendicare generiche riforme, "democratizzazioni" (e quindi conferma) dell'esercito che è struttura per la sua natura destinata a reprimere, uccidere, creare infelicità, e disponibile quindi per una sola seria riforma: la sua eliminazione progressiva e totale.
Come già per altre battaglie per i diritti civili, solo se sapremo condurre nel paese una lotta "dal basso" con tutti coloro che vogliono l'edificazione di una nuova società socialista e libertaria potremmo indurre i partiti democratici ed affiancarsi in questa prospettiva di lotta radicale all'esercito, a tutti gli eserciti.
Dobbiamo quindi esprimere obiettivi e temi di lotta chiari, senza timore di infrangere vecchi miti ancora radicati nella vecchia e nuova sinistra: il NO degli eserciti e no a tutti gli eserciti, destinati a corrompere ogni tensione ideale egualitaria, ad essere strumento di repressione e di negazione dei principi per cui si è ritenuto di adoperare questo strumento.
E' questa posizione anche una scelta di strumenti di lotta politica che non privilegino lo scontro armato ed organizzato militarmente, quasi come momento magico e risolutore dello scontro di classe, ma scelgano gli strumenti di opposizione al regime i più adeguati al fine di libertà che ci si propone e i meno favorevoli alle forze reazionarie che nella violenza trovano, comunque, il terreno ideale di scontro o le ragioni di sopravvivenza.
Ciascuno proponga all'interno della propria organizzazione, del proprio partito, questo tema, chieda a chi parla dell'impossibilità di fare riforme per mancanza di fondi a cosa serve l'esercito, perchè si spendono tanti soldi inutilmente; perchè si alimentano i miti nazionalisti e guerraioli quando tutte le guerre sono sempre fatte per interessi di pochi, con il sangue e sulla pelle di chi non aveva niente da guadagnare nell'uccidere un altro sfruttato con una divisa diversa; perchè si afferma che l'esercito è scuola di vita quando la vita nelle caserme, più che nelle scuole e nelle fabbriche, è vita di pecore che dicono signorsì al superiore pronte a dirlo al padrone; perchè si parla del nostro esercito e delle alleanze militari come strumento di difesa quando in Grecia come in Cecoslovacchia, in Turchia come in Polonia l'esercito è servito non per difendere i cittadini ma per stroncare ogni tentativo di dire no ad un regime autoritario.
Dobbiamo iniziare a dire no al ricatto che ci vuole legati a blocchi militari, che ci costringe a sperperare miliardi in nome di impossibili, con questi strumenti, difese; a chi ci dice che li disarmo devono iniziarlo prima gli "altri". L'obiezione di coscienza di massa, la lotta per il suo effettivo riconoscimento, è il primo passo, il primo atto di disobbedienza; la costruzione di un movimento di base, dentro e fuori le attuali organizzazioni, per il disarmo unilaterale e la conversione delle strutture militari in civili, deve essere il nostro obiettivo comune per i prossimi anni.
Organizzata da:
FEDERAZIONE ROMANA PARTITO RADICALE
Via di Torre Argentina, 18 - Roma
CORPO EUROPEO PER LA PACE
Via Cenischia, 4 - Torino
GRUPPO DI AZIONE PACIFISTA
Via Ercole Ciofano, 55 - Sulmona
MOVIMENTO NONVIOLENTO PER LA PACE
Casella Postale 201 - Perugia
MOVIMENTO DI LIBERAZIONE DELLA DONNA
Via di Torre Argentina, 18 - Roma
Gli iscritti e contribuenti 2012
| FRANCESCA T. MILANO | 200 euro |
| EUFEMIA T. MUGGIO' | 200 euro |
| AMBROGIO S. CASSINA DE' PECCHI | 200 euro |
| PIER PAOLO S. FROSINONE | 200 euro |
| DAVIDE R. MILANO | 200 euro |
| LORENA P. MONZA | 200 euro |
| DAVIDE L. MANTOVA | 200 euro |
| PAOLO G. ROMA | 200 euro |
| MARTA G. ROMA | 200 euro |
| ANNA MARIA D. ROMA | 200 euro |
| Total SUM | 397.572 euro |
Iscrizioni e contributi 2012
Gruppi radicali nel mondo
Comunicati stampa
18/10/2006
Antimilitarismo
Obiettori di coscienza / Cappato: la Commissione metterà sotto esame l´Italia.
Ottima notizia per i cittadini discriminati.
05/02/2004
Antimilitarismo
IL PARTITO DELLE MADRI DEI SOLDATI: CONGRATULAZIONI E I MIGLIORI AUGURI DI SUCCESSO NELLA NOSTRA LOTTA COMUNE
16/01/1992
Antimilitarismo
I SENATORI VERDI E RADICALI BOATO, CORLEONE E STRIK LIEVERS SULLA NUOVA LEGGE PER L'OBIEZIONE DI COSCIENZA
Rassegna stampa
Documenti
06/03/2007
Antiproibizionismo Documenti generici
Alcuni dati sulla produzione di oppio in Afghanistan
20/08/2005
Documenti generici Vietnam
CAPITOLO IV: SU CERTE ACCUSE RIVOLTE AL VIETNAM IN MATERIA DI DIRITTI UMANI. Estratto dal foglio bianco del Vietnam sui diritti umani
radioradicale.it
2010-03-28 17:07:00 Conversazione settimanale con Marco Pannella 










