55° Sotto-Commissione ONU sulla Promozione e Protezione dei Diritti dell’Uomo Ginevra, 5 agosto 2003

Punto 6: Specifici diritti umani
donne e diritti umani

Intervento del Partito Radicale Transnazionale

Presentato da Marina Sikora


Grazie Signora Presidente

Prendo la parola a nome del Partito Radicale Transnazionale e ringrazio i membri della Sotto-Commissione per l’opportunità concessa di parlare delle Mutilazioni Genitali Femminili in riferimento al sottopunto sulle donne e i diritti umani.

Le Mutilazioni Genitali Femminili o FGM includono pratiche che vanno dalla più cruenta infibulazione ad altri tipi di mutilazione del corpo della donna. Questi atti violenti non sono semplicemente pratiche tradizionali che colpiscono profondamente così tante donne e bambine in vari paesi nel mondo, ma una violazione della loro integrità psicologica e fisica.
Un attacco alla dignità umana.

Le Nazioni Unite, principalmente attraverso il lavoro e gli studi dell’Organizzazione Mondiale della Salute sta seguendo il fenomeno da un punto di vista scientifico e medico ma senza un’azione politica da parte degli Stati Membri sarà impossibile mettere fine a questa pratica cruente e crudele. Secondo gli ultimi studi nel campo, attualmente il numero delle donne che hanno subito mutilazioni genitali femminili varia dal 90% nel Corno d’Africa a meno del 10% nella Repubblica Democratica del Congo .

La rivista specializzata Demographic and Health Surveys (DHS)” fornisce i seguenti dati: 97% in Egitto, 94.5% in Eritrea, 93.7% in Mali, 89.2% in Sudan, e il 43.4% nella Repubblica Centrale Africana. Le FGM sono anche praticate da alcuni gruppi etnici in Oman, Emirati Arabi Uniti e Yemen, e in alcune parti dell’India, Indonesia e Malaysia.

Stime ufficiali dimostrano che più di un milione di donne nella Repubblica Centrale Africana (CAF), Egitto e Eritrea, i soli paesi dove qualche dato è disponibile, hanno riportato complicazioni fisiche a seguito di mutilazione (1/4 nella Repubblica Centrale Africana ed 1/5 in Eritrea). In aree dove le strutture mediche sono scarsamente equipaggiate, le infezioni derivanti dalla pratica non possono essere trattate. Giovani ragazze che soffrono di emorragia dopo essere state sottoposte a mutilazione possono, infatti, rischiare la morte nelle ore successive.

Queste pratiche non interessano solo paesi africani e arabi ma, ad esempio, a causa della crescita dell’immigrazione sud-nord, le FGM si sono diffuse in Europa e nell’America del Nord, dove vengono generalmemte praticate in clandestinità. Non è possibile verificare la reale portata del fenomeno poiché non ci sono stime al riguardo.

Durante questi ultimi anni, il TRP ha lavorato con un’organizzazione non governativa, No Peace Without Justice ed altri gruppi regionali molto attivi in Africa sulle FGM. In particolare vorrei portare all’attenzione dei membri della Sotto-Commissione, una Conferenza regionale che è stata organizzata dal 21 al 23 giungo 2003, al Cairo – Egitto – all’interno di una mobilitazione internazionale denominata “STOP FGM Campaign”. Alla fine dei tre giorni, un documento intitolato “Dichiarazione del Cairo Per l’Eliminazione delle FGM” è stato adottato e firmato da 28 paesi africani ed arabi interessati dalle FGM.

Il testo che è disponibile online al www.stopfgm.org e che ho con me qui, auspica all’adozione di una specifica legislazione che proibisca la pratica e leggi appropriate che dovrebbero condurre alla prevenzione e conseguentemente all’abbandono delle Mutilazioni Genitali Femminili nel mondo.

Altri gruppi regionali a vari livelli hanno intrapreso simili iniziative, in particolare il Partito Radicale Transnazionale si felicita dell’adozione, durante il secondo vertice dell’Unione Africana, tenutosi a Maputo, del Protocollo alla Carta Africana sui Diritti Umani e dei Diritti dei Popoli sui Diritti delle Donne in Africa.

Sono lieta di informarvi che una delegazione di donne africane e arabe consegneranno la summenzionata “Dichiarazione del Cairo” al Segretario Generale delle Nazioni Unute, alla Presidenza dell’Unione europea e alla Presidenza dell’Unione Africana durante la prossima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Signora Presidente,

Tenendo presente tutto ciò, il Partito Radicale Transnazionale chiede a quest’augusto organo di esaminare a fondo l’argomento delle Mutilazioni Genitali Femminili e di pronunciare una chiara condanna della violenza contro le donne che essa rappresenta. Invocare consuetudini, tradizioni o pratiche, in nome della religione o della cultura, per evitare la garanzia della protezione dell’integrità fisica di milioni di donne non è lungamente accettabile.

Le Mutilazioni Genitali Femminili dovrebbero essere trattate come una violazione dei fondamentali diritti umani.

Inoltre, il TRP fa appello ai membri della Sotto-Commissione di incoraggiare i governi a promuovere, formulare, implementare, a tutti gli appropriati livelli, piani di azione per eliminare la violenza contro le donne, guidati dalla, inter alia, Dichiarazione sull’Eliminazione della Violenza Contro le Donne, così come altri rilevanti strumenti regionali pertinenti all’eliminazione della violenza contro le donne, incluse la campagne di informazione per promuovere un cambiamento nella cultura permanente nelle popolazioni che ancora praticano le mutilazioni genitali femminili.

Infine, il TRP fa appello alla Sotto-Commissione di creare un “Osservatorio sull’Infibulazione” che potrebbe permettere un monitoraggio costante di questo fenomeno così come attendibili e autentici dati racchiusi nella pratica.

Grazie