55° Sotto-Commissione ONU sulla Promozione e Protezione dei Diritti dell’Uomo Ginevra, 12 agosto 2003

Punto 5: Prevenzione della discriminazione
b) Prevenzione della discriminazione e protezione dei popoli indigeni

Intervento del Partito Radicale Transnazionale

Presentato da Kok Ksor

Distinti membri della Sotto-Commissione, Signore e Signori,

Il mio nome e’ Kok Ksor, sono un membro del Consiglio Generale del Partito Radicale Trasnazionale e parlo oggi a suo nome sulla situazione dei Montagnard o del popolo indigeno dei Degar del Viet Nam negli Altipiani Centrali che in centinaia hanno deciso di unirsi al PRT durante questi ultimi anni.

L’esistenza dei Degar e’ attualmente trascurata ed e’ praticamente impossibile valutare la diminuizione nel numero delle persone apparteneti a tribu’ dalla colonizzazione francese dell’Indocina, compresi il Viet Nam, il Laos e la Cambogia e attualmente dopo decenni di brutale repressione. I Montagnard sono un popolo pacifico, il quale durante gli anni ha combattuto per mantenere viva la loro cultura nonostante il loro essere al centro di una serie di campagne e politiche che hanno fatto rischiare di cancellare la loro presenza, culture, tradizioni e costume dai bei Altipiani Centrali dell’Asia del Sud-Est.

Signora Presidente, durante gli ultimi anni, ho potuto partecipare ad una serie di incontri del Gruppo di Lavoro sugli Indigeni presentando la drammatica situazione del popolo Degar. Non ho potuto partecipare lo scorso maggio alla sessione a New York, ma ho notato che quella istanza non si e’ concentrata sul cuore del problema dei popoli indigeni. Inoltre, per il suo sostegno ed assistenza il PRT si trova ora di fronte ad un’accusa di cooperazione con dei terroristi al Comitato ONU sulle ONG!

Durante questi anni, il PRT – insieme con alter ONG quail Human Rights Watch ed Amnesty International o la sezione australiana della International Commission of Jurists – e’ stato uno dei pochi gruppi particolarmente rumoroso sugli abusi dei diritti umani in societa’ non democratiche, ed ha dimostrato particolare attenzione ai problemi ed abusi sofferti da noi Montagnard che vanno al di la’ della violazione dei cosiddetti “diritti degli indigeni”. Amnesty International e Human Rights Watch hanno documentato che oltre 260 Montagnard sono stati imprigionati e molti sottoposti alla tortura dell’elettro-shock.

Non solo ci e’ stato negato l’accesso alla proprieta’ ed uso della nostra terra, e siamo stati spogliati della nostra cultura e costume di vita, ma durante gli ultimi anni, siamo stati il target di una violenta campagna basata sulla discriminazione razziale – e nel 2001, il Comitato ONU sulla Eliminazione della Discriminazione Razziale pubblico’ una lista di preoccupazioni a questo riguardo che non vennero considerate dal governo vietnamita o dalle stesse Nazioni Unite –che ha cercato di spogliare I Montagnard anche dei loro fondamentali diritti civili e politici.

Mi permetta ancora una volta di portare all’attenzione della Sotto-Commissione alcune delle osservazioni finali pubblicate dal Comitato ONU sui Diritti Umani durante la scorsa sessione di luglio. Cito “il Comitato si rincresce della mancanza di informazione sulla situazione pratica dei diritti umani cosi’ come l’assenza di fatti e dati sulla implementazione del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici. Come risultato, un numero di attendibili e comprovate accuse di violazioni di norme del Patto le quail sono state portate all’attenzione del Comitato non potevano essere indirizzate efficacemente ed il Comitato ha trovato difficile determinare se individui nello stato territoriale e soggetto alla sua giurisdizione pienamente ed effettivamente godano dei loro fondamentali diritti contenuti nel Patto.” Inoltre, “il Comitato rimane preoccupato rispetto all’abbondanza di informazione per quanto riguarda il trattamento del popolo Degar (Montagnard) che indicano serie violazioni degli articoli 7 e 27 del Patto. Il Comitato e’ preoccupato della mancanza di specifiche informazioni per quanto riguarda i popoli indigeni, specialmente del popolo Degar (Montagnard) e circa le misure prese per assicurare che i loro diritti sotto l’articolo 27 di godere delle loro tradizioni culturali, inclusi i loro diritti religiosi e lingiustici, cosi’ come le loro attivita’ agricole, siano rispettate.”

Gli Altipiani Centrali rimangono chiusi.

Alla fine di giugno 2003, una delegazione del PRT ha visitato la Cambogia per seguire la fase iniziale delle elezioni nazionali. Quella delegazione comprendeva due Membri del Parlamento europeo, Marco Pannella e Marco Cappato, ed il Rappresentante alle NU, Marco Perduca. Durante la sua presenza a Phnom Penh, la delegazione si e’ incontrata con organizzazioni internazionali, rappresentati statali cosi’ come con leader di vari partiti politici che partecipavano nelle ultime elezioni di luglio per parlare anche delle condizioni dei popoli indigeni che vivono in Asia del Sud-Est. L’argomento dei Montagnard e’ stato discusso finalmente anche con i rappresentanti dell’ufficio locale dell’Alto Commissariato delle NU per i Rifugiati. Sono lieto di informarvi che, anche grazie al lavoro della delegazione del PRT, c’e’ un crescente interesse verso la situazione dei Montagnard tra i membri del Parlamento cambogiano e vi esorto a consultare quella istituzione per conoscere meglio cio’ che puo’ essere fatto concretamente.

Distinti membri della Sotto-Commissione, come sapete il confine tra Cambogia e Viet Nam e’ stato chiuso dopo che alcune persone del nostro popolo organizzarono un paio di pacifiche dimostrazioni nel febbraio 2001 ed i campi per rifugiati nelle province di Ratanakiri e Mondolkiri furono smantellati dopo poche settimane dopo la loro crostruzione. La maggioranza delle persone ospitate nei campi sono state accolte dagli USA nel North Carolina e ci sono ancora circa 35 persone che, noi pensiamo, nei prossimi mesi saranno autorizzate ad entrare negli USA. Tuttavia, la situazione nel vicino Viet Nam non e’ migliorata. Abbiamo ragione di ritenere che dozzine, se non centinaia, di Montagnard si nascondano nella giungla sperando di sfuggire alle persecuzioni e cercando di raggiungere la Cambogia. La Cambogia ha ratificato la Convenzione sui Rifugiati del 1951 e dovrebbe conformarsi a quel documento e fornire il necessario rifugio alle persone in pericolo.

A nome del PRT mi appello alla Sotto-Commissione di raccomandare il nuovo governo cambogiano ad iniziare la implementazione nazionale della Convenzione sui rifugiati e di riaprire il suo confine con il Viet Nam permettendo percio’ la creazione di una valvola di sicurezza per centinaia di persone.

Distinti membri della Sotto-Commissione, il PRT ritiene che c’e’ un estremo bisogno di verificare, ufficialmente ed anche attraverso osservatori indipendenti, il fatto che gli Altipiani Centrali rimangono sotto un regime di legge marziale. Le persone scompaiono dopo il loro arresto, alcuni sono condannati alla prigione dopo essere stati torturati, mentre coloro che tentano di scappare dalla Cambogia sono riportati indietro con la forza dalla polizia cambogiana e rivenduti al Viet Nam.

Questo e’ il clima di paura e terrore che il popolo Degar sta sopportando!

Signora Presidente, il PRT fa proprie le parole del Comitato ONU sui Diritti Umani ed esorta la Sotto-Commissione a “prendere misure immediate per assicurare che i diritti dei membri delle comunita’ indigene siano rispettati” e che “alle organizzazioni non governative ed altri che monitarano sui diritti umanivenga garantito l’accesso agli Altipiani Centrali”. Il PRT ritiene inoltre che e’ della massima importanza rendere pubbliche le osservazioni del Comitato per quanto attiene il secondo rapporto periodico del Comitato. Come potete immaginare, le persone che vivono negli Altipiani Centrali non sono pienamente consapevoli dell’esistenza del lavoro delle Nazioni Unite e troverebbero un po’ di speranza nel sapere che ci sono persone ed organizzazioni che stanno facendo cio’ che possono per far crescere la causa dei Montagnard.

La vita, la liberta’, l’ancenstrale cultura ed il benessere di centinaia di migliaia di individui sono messe al palo qui. La comunita’ internazionale non puo’ lasciare centinaia di migliaia di persone cosi’. Contrariamente a cio’ che e’ riportato nella stampa e sistematicamente dal governo vietnamita, i Montagnard non chiedono la indipendenza, la secessione o una lotta violenta contro i loro oppressori, essi chiedono il rispetto dei loro fondamentali diritti come qualsiasi altro essere umano.

Grazie per la vostra attenzione.