2nd Session of the United Nations Human Rights Council: Intervento del Partito Radicale Transnazionale sulla situazione dei diritti umani in Birmania

Di Matteo Mecacci, Rappresentante all’ONU del Partito Radicale Transnazionale

Il Partito Radicale Transnazionale deplora il fatto che lo Special Rapporteur sulla Birmania sia stato impedito di portare avanti in numerose ocasioni il proprio mandato dal Governo Birmano. La visita del Sottosegretario di Kofi Annan, Gambari non deve essere usata da nessuno Governo per coprire questo comportamento inaccettabile; e il Consiglio sui Diritti Umani dovrebbe adottare azioni concrete per convincere Rangoon a cooperare con i mandati dell’ONU e, ancora piu’ importante, per assicurare il rispetto delle norme internazionali in materia di diritti umani.

Ma accanto a questo, cio’che preoccupa di piu’ e che nonostante il tono conciliatorio usato oggi dal rappresentante del Governo Birmano qui a Ginevra, l’assalto contro i militanti e i politici democratici continua senza pausa. La continuata detenzione e le restrizioni nei confronti del Premio Nobel per la Pace Aung San Su Kyi, una leader eletta democraticamente e illegalmente rimossa nel 1990, dimostra chiaramente la volonta’ del Governo Birmano di non ristabilire il processo e le istituzioni democratiche in quel paese.

Tutti i Governi democraticipresenti in questo Consiglio dovrebbero agire per sostenere le forze democratiche, in Birmania e all’estero, per risolvere una crisi ormai tropo lunga, e che il Governo Birmano non ha la volonta’ di affrontare.

L’adozione di risoluzioni aventi ad oggetto Paesi, ha aiutato a fermare le violazioni dei diritti umani in molte parti del mondo, e il Consiglio Sui Diritti Umani non deve cedere alle richieste dei paesi non democratici che vogliono impedirne la possibilita’ di agire

Dal Rapporto dello Special Rapporteur Pinhero, e da numerose altre fonti indipendenti e credibili, e’ evidente che le violazioni dei diritti umani contro I popoli indigeni, i difensori dei diritti umani e gli oppositori politici, richiedono l’adozione di una risoluzione sulla Birmania da parte del Consiglio. Ci auguriamo che lo Special Rapporteur la voglia sostenere pienamente.