130 DEPUTATI EUROPEI CONTRO I MATRIMONI FORZATI PER LA DEMOCRAZIA IN QUEI PAESI NON DEMOCRATICI CHE OGGI SONO OPERANTI GRAZIE AI DENARI DEI CONTRIBUENTI EUROPEI


Bruxelles, 3 ottobre 2002 - Su iniziativa di Maurizio Turco, Presidente dei deputati radicali, oggi è stata presentata una risoluzione contro i matrimoni forzati sottoscritta da 130 deputati europei appartenenti a tutti i gruppi politici.
Nella risoluzione si fa propria la Dichiarazione di Bamako del 29 marzo 2001 sottoscritta dai ministri francofoni per la protezione dell’infanzia, e in particolare il principio secondo cui "il consenso dei futuri coniugi deve essere manifestato liberamente. In caso contrario, il matrimonio è nullo e qualsiasi atto sessuale sarà considerato come violenza sessuale".
Tra le varie proposte i 130 deputati europei chiedono al Consiglio ed alla Commissione europea di fare della lotta ai matrimoni forzati una priorità d’azione nelle relazioni dell’UE con gli Stati terzi inserendola esplicitamente nella "clausola dei diritti umani".

Maurizio Turco, promotore dell'iniziativa, ha dichiarato:

"Con la risoluzione contro le mutilazioni genitali femminili siamo riusciti ad ottenere che l'Unione europea fosse impegnata su questo fronte peculiare, destinando contributi consistenti a questa lotta. Non più finanziamenti per studiare un fenomeno di cui si sa ormai tutto, ma investimenti per la formazione e in informazione.
Con la risoluzione contro i matrimoni forzati abbiamo l'ambizioso obiettivo di far introdurre una clausola specifica su questo tema negli accordi dell'UE con i paesi terzi. Vogliamo in sostanza che dalla riprovazione morale si passi all'azione. Visto che il rispetto della "clausola democratica" è facilmente aggirabile in quanto generica, il nostro scopo è di rinforzarla con la richiesta di misure obiettive e verificabili. A questo fine, dopo la risoluzione contro i matrimoni forzati, abbiamo proposto una risoluzione per inserire anche il raggiungimento della libertà religiosa nelle clausole previste nei rapporti con i paesi terzi.
Lo scopo di queste azioni è di istituire delle procedure che possano garantire l'effettivo raggiungimento della libertà e della democrazia nei paesi non democratici che oggi sono invece sostenuti in vita artificialmente e passivamente dal Consiglio e dalla Commissione europea con i soldi dei contribuenti europei."

In allegato l'elenco dei firmatari.


I 130 FIRMATARI DELLA RISOLUZIONE CONTRO I MATRIMONI FORZATI PRESENTATA DA MAURIZIO TURCO

Sylviane Ainardi, Alexandros Alavanos, Generoso Andria, Danielle Auroi, Maria Aviles Perea, Richard Balfe, Mary Banotti, Carlos Bautista, Maria Berger, Jean-Louis Bernié, Fausto Bertinotti, Emma Bonino, Armonia Bordes, Yasmine Boudjenah, André Brie, Yves Butel, Antonio Campos, Mogens Camre, Marco Cappato, Marie-Arlette Carlotti, Carlos Carnero, Paulo Casaca, Richard Corbett, Chantal Cauquil, Luigi Cocilovo, Daniel Cohn-Bendit, Gerard Collins, Danielle Darras, Chris Davies, Gianfranco Dell'Alba, Proinsias De Rossa, Marielle De Sarnez, Harlem Désir, Giuseppe Di Lello, Antonio Di Pietro, Avril Doyle, Barbara Dührkop, Olivier Dupuis, Marianne Eriksson, Pere Esteve, Carlo Fatuzzo, Claudio Fava, Geneviève Fraisse, Monica Frassoni, Gian Paolo Gobbo, Laura Gonzalez, Koldo Gorostiaga, Catherine Guy-Quint, Heidi Hautala, Philippe Herzog, Mary Honeyball , Richard Howitt, Wolfgang Ilgenfritz, Maria Izquierdo Rojo, Anna Karamanou, Hans Karlsson, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Piia-Noora Kauppi, Margot Kessler, Rodi Kratsa, Johann Kronberger, Arlette Laguiller, Jo Leinen, Alain Lipietz, Caroline Lucas, Astrid Lulling, Albert Jan Maat, Neil MacCormick, Nelly Maes, Jean-Charles Marchiani, Helmuth Markov, Sergio Marques Véronique Mathieu, Pietro Mennea, Reinhold Messner, Rosa Miguelez, Cristiana Muscardini, Antonio Mussa, Sami Naïr, Pasqualina Napoletano, William Newton Dunn, Giuseppe Nistico', Gérard Onesta, Ria Oomen, Josu Ortuondo Larrea, Reina Paasilinno, Marco Pannella, Charles Pasqua, Yves Pietrasanta, Giuseppe Pisicchio, Adriana Poli Bortone, Christa Prets, Daniela Raschhofer, Frédérique Ries, Michel Rocard, Martine Roure, Guido Sacconi, Lennart Sacredeus, Isidoro Sanchez Garcia , Ulla Sandbaek, Amalia Sartori, Francisca Sauquillo, Diana Rosemary Scallon, Michel Scarbonchi, Agnes Schierhuber Herman Schmid, Olle Schmidt, Peter Skinner, Miet Smet, Patsy Sörensen, Maria Sornosa, Struan Stevenson, Margie Sudre, Maj Britt Theorin, Astrid Thors, Elena Valenciano, Jaime Valdivielso, Margrietus Vandenberg, Lousewies van der Laan, Johan Van Hecke, Michiel Van Hulten, Anne Van Lancker, Maurizio Turco, Ari Vatanen, Gianni Vattimo, Luigi Vinci, Carlos Westendorp, Anders Wijkman, Matti Wuori, Olga Zrihen.

PROPOSTA DI RISOLUZIONE SUL MATRIMONIO FORZATO

Ai sensi dell'articolo 48 del regolamento PE


Il Parlamento europeo,

A. Considerando che il matrimonio forzato costituisce una violazione del principio del libero consenso, che nessuna motivazione di natura culturale puo' giustificare;

B. Considerando che il matrimonio forzato costituisce una violazione dei diritti umani sanciti da varie Convenzioni internazionali e che sono fra i principi base dell'Unione europea in quanto spazio di sicurezza, di libertá e di giustizia;

C. considerando che i ministri francofoni della protezione dell'infanzia, nella Dichiarazione di Bamako del 29 marzo 2001, hanno riaffermato il principio secondo cui "il consenso dei futuri coniugi deve essere manifestato liberamente. In caso contrario, il matrimonio è nullo e qualsiasi atto sessuale sarà considerato come violenza sessuale";

Invita il Consiglio, la Commissione e gli Stati Membri a

1. trattare i matrimoni forzati come attentato grave al diritto di esprimere liberamente il proprio consenso;

2. riconoscere che il rischio di subire un matrimonio forzato é motivo per concedere il diritto al rimpatrio verso il paese dell'UE di residenza nel caso il matrimonio si dovesse effettuare in uno Stato terzo;

3. fare della lotta ai matrimoni forzati una prioritá d'azione nelle relazioni dell'UE con gli Stati terzi attraverso la "clausola dei diritti umani";

4. Sostenere le O.N.G. che operano per l'eliminazione di queste pratiche nei paesi in cui sono giustificate sul piano culturale e tradizionale.