“OGM … C’E’ CHI DICE SI’” SINTESI CONFERENZA STAMPA RADICALI /CIA /CONFAGRICOLTURA (TORINO, CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE).


Ha introdotto la conferenza stampa Bruno Mellano (consigliere regionale radicale): “In questa sala ieri si è palesata la vasta coalizione, come loro si definiscono, che fa della Regione Piemonte la punta di lancia della campagna anti-OGM e a sostegno del “Decreto Alemanno”; oggi noi cerchiamo di dare voce a una posizione diversa, laica, per la libertà di ricerca scientifica, per la libertà d’impresa, per la libertà di scelta dei cittadini consumatori; e sempre da Torino è stato lanciato l’Appello dell’Istituto Bruno Leoni a difesa di tali libertà”.

Ha poi preso la parola Igor Boni (agronomo, segretario Associazione radicale Adelaide Aglietta): “Occorre fare chiarezza, rifuggendo dalle ipocrisie: tutto quello che mangiamo è frutto di mutazioni genetiche prodotte dall’uomo nel corso dei secoli. L’Unione Europea ha impartito delle direttive per permettere la coesistenza di colture OGM e OGM-free; occorre attuare tali direttive senza trasformare il problema in scontro ideologico.”. Boni ha citato il seguente commento di Philippe Busquin, ex Commissario Europeo della Ricerca, allo studio UE (durato 15 anni, 1985/2000, e che ha visto coinvolti 400 centri di ricerca pubblici per una spesa complessiva di 70 milioni di euro): “Le ricerche dimostrano che le piante geneticamente modificate e i prodotti sviluppati e commercializzati fino ad oggi, secondo le usuali procedure di valutazione del rischio, non hanno presentato alcun rischio per la salute umana o per l’ambiente. Anzi, l’uso di una tecnologia più precisa e le più accurate valutazioni in fase di regolamentazione rendono probabilmente queste piante e questi prodotti ancora più sicuri di quelli convenzionali.”.

Attilio Borroni (presidente regionale CIA, Confederazione Italiana Agricoltori) si è soffermato sulle dichiarazioni del prof. Veronesi relative alla presenza delle aflatossine in vari prodotti alimentari. Borroni ha citato dati presenti nella “Relazione 2003” della Sanità Pubblica della Regione Piemonte: su 397 test eseguiti vi erano 93 casi di superamento della soglia di rischio per la salute. “Altre regioni hanno predisposto piani di controllo; noi ci attendiamo risposte politiche da Ghigo, non apparizioni medianiche … e con le polentate non si risolve il problema delle aflatossine!”.

Per Giovanni Demichelis (direttore regionale Confagricoltura) “è importante uscire dalla logica del pensiero unico, che comporta sottostare a grossi equivoci, come quello di ritenere incompatibili le biotecnologie con i prodotti di qualità. Prodotti di qualità che, ricordiamolo, rappresentano non più del 20% della produzione complessiva piemontese (e l’11% è costituito dal vino). Non spetta alla nostra organizzazione stabilire se gli OGM sono pericolosi o meno; tocca alla ricerca scientifica. Il Decreto Alemanno è un espediente per bloccare gli OGM; pone così tanti lacci agli agricoltori da disincentivarli ad intraprendere colture OGM. Riteniamo dissennato estromettere le biotecnologie dall’orizzonte dell’agricoltura italiana ed europea; ma alla fine i luoghi comuni saranno smascherati: la soia impiegata nei nostri allevamenti arriva per l’80% dalle Americhe ed è tutta OGM; allora cosa facciamo? Non mangiamo più né il prosciutto San Daniele né il parmigiano reggiano?!”.

Per Silvio Viale (medico, presidente Associazione Aglietta), “ci troviamo di fronte ad una vera e propria crociata oscurantista. Non mi risulta che Alemanno abbia mai chiesto al Comitato Nazionale di Bioetica di compiere uno studio accurato sugli OGM. E rispetto ai consumatori, chi di noi mangia quotidianamente prodotti tipici? La stessa polenta che mangiamo non è certo quella che ha mangiato ieri Ghigo qui in cortile e che ha comportato ore e ore di preparazione. Abbiamo estremo bisogno di aprire dibattiti e confronti dovunque possibile per sconfiggere gli oscurantisti.”.

Carmelo Palma (presidente gruppo consiliare radicale) ha denunciato l’esistenza in Piemonte di “un partito anti-OGM che cela in seno un interesse cripto-protezionistico. Alcuni produttori lautamente finanziati e sponsorizzati dalla Regione sono stati innalzati al ruolo di maitre-a-penser. Assistiamo così alla lezione impartita dal commerciante “Carlin” Petrini al prof. Umberto Veronesi! Io e il collega Mellano utilizzeremo i cento giorni che rimangono prima della scadenza della legislatura per predisporre una proposta di legge regionale per la reale coesistenza delle colture OGM con quelle biologiche.”.

Bruno Mellano ha concluso la conferenza stampa ricordando che il Decreto Alemanno demanda alle Regioni di approntare le leggi in materia: “andrà a finire come sulle leggi in materia di salvaguardia delle acque; le Regioni non approveranno nessun provvedimento, nonostante precisi obblighi sia comunitari che nazionali. Mi piace, infine, ricordare che domani sarà il giorno di San Martino, che donò il proprio mantello al povero; forse gli OGM saranno il mantello con cui l’Occidente allevierà le sofferenze di miliardi di persone nel Terzo Mondo.”.

Torino, 10 novembre 2004


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