Home ›
“Fermiamo le mutilazioni femminili”
Tweet
Il Cairo – La battaglia contro la mutilazione genitale femminile indicata come “faraonica”, il terzo e più grave grado dell’orrenda pratica tradizionale che asporta gli organi genitali esterni di 6 mila bambine ogni giorno in 28 paesi arabi e africani, riparte dal Cairo, nel primo incontro di esperti arabo-africani sugli “strumenti legali per la prevenzione della Mutilazione Genitale Femminile (Fgm)”, promosso da tre organizzazioni non governative – le italiane Aidos e No peace without justice e l’egiziana Esphp – con il sostegno della Commissione Europea e gli auspici del Consiglio Nazionale (egiziano) per l’infanzia e la maternità (Nccm).
La mutilazione faraonica – così chiamata per un’errata interpretazione dei resti delle mummie femminili – prevede la mutilazione con un rasoio o una lama di coltello di tutti gli organi genitali esterni (clitoride, piccole e grandi labbra), cucendo poi la ferita che rimane, in modo da lasciare una piccola apertura per consentire i bisogni fisiologici. A parte le terribili conseguenze psicologiche, che spesso impediscono lo sviluppo di una sessualità equilibrata, in molti casi la pratica, eseguita da barbieri o “praticone” in condizioni di assoluta mancanza di igiene provoca danni notevoli alla salute della donna mutilata, in una serie di patologie che in un paese come il Burkina Faso vengono curate in una clinica specializzata.
“E’ un problema sociale spinoso – ha denunciato la first lady egiziana Suzanne Mubarak – che devasta i corpi e le anime di giovani donne innocenti e il loro ruolo di madri e mogli. Si tratta di una sfida di base da affrontare e di un attacco ingiustificabile all’infanzia innocente, oltre che una violazione dei diritti umani di base delle bambine”. Gli errori che portano a ritenere la Fgm voluta dalla religione e dai testi sacri sono stati denunciati sia, con maggiore diplomazia, dal capo dell’Islam sannita, Sheikh Tantawi, sia dal vescovo copto d’Egitto, papa Shenouda terzo, assente per motivi di salute. “Né il Corano, né la tradizione religiosa, né un singolo testo credibile – ha detto Tantawi – fanno riferimento alla mutilazione”. “Sangue, emorragie, dolore: sono i dati della mutilazione femminile – ha incalzato il vescovo Mussa – è imperativo fermare questo fenomeno, che non ha nessuna base etica, religiosa e cristiana”.
“Diciamolo forte e ripetiamolo tutte le volte che possiamo – ha fatto eco l’eurodeputata Emma Bonino . non ci sono basi né religiose né etiche di alcun tipo a questa pratica crudele e inutile. E’ arrivato il tempo per dire basta, khalas (in arabo), in Egitto come negli altri 27 paesi. qui almeno si è rotto il silenzio, mentre in altri è ancora un reato parlarne, come in Sierra Leone, dove la signora Laurel Bagura, presente oggi qui, viene continuamente minacciata per la sua azione di contrasto alla Fgm”.
La mutilazione faraonica – così chiamata per un’errata interpretazione dei resti delle mummie femminili – prevede la mutilazione con un rasoio o una lama di coltello di tutti gli organi genitali esterni (clitoride, piccole e grandi labbra), cucendo poi la ferita che rimane, in modo da lasciare una piccola apertura per consentire i bisogni fisiologici. A parte le terribili conseguenze psicologiche, che spesso impediscono lo sviluppo di una sessualità equilibrata, in molti casi la pratica, eseguita da barbieri o “praticone” in condizioni di assoluta mancanza di igiene provoca danni notevoli alla salute della donna mutilata, in una serie di patologie che in un paese come il Burkina Faso vengono curate in una clinica specializzata.
“E’ un problema sociale spinoso – ha denunciato la first lady egiziana Suzanne Mubarak – che devasta i corpi e le anime di giovani donne innocenti e il loro ruolo di madri e mogli. Si tratta di una sfida di base da affrontare e di un attacco ingiustificabile all’infanzia innocente, oltre che una violazione dei diritti umani di base delle bambine”. Gli errori che portano a ritenere la Fgm voluta dalla religione e dai testi sacri sono stati denunciati sia, con maggiore diplomazia, dal capo dell’Islam sannita, Sheikh Tantawi, sia dal vescovo copto d’Egitto, papa Shenouda terzo, assente per motivi di salute. “Né il Corano, né la tradizione religiosa, né un singolo testo credibile – ha detto Tantawi – fanno riferimento alla mutilazione”. “Sangue, emorragie, dolore: sono i dati della mutilazione femminile – ha incalzato il vescovo Mussa – è imperativo fermare questo fenomeno, che non ha nessuna base etica, religiosa e cristiana”.
“Diciamolo forte e ripetiamolo tutte le volte che possiamo – ha fatto eco l’eurodeputata Emma Bonino . non ci sono basi né religiose né etiche di alcun tipo a questa pratica crudele e inutile. E’ arrivato il tempo per dire basta, khalas (in arabo), in Egitto come negli altri 27 paesi. qui almeno si è rotto il silenzio, mentre in altri è ancora un reato parlarne, come in Sierra Leone, dove la signora Laurel Bagura, presente oggi qui, viene continuamente minacciata per la sua azione di contrasto alla Fgm”.
Gli iscritti e contribuenti 2012
| FRANCESCA T. MILANO | 200 euro |
| EUFEMIA T. MUGGIO' | 200 euro |
| AMBROGIO S. CASSINA DE' PECCHI | 200 euro |
| PIER PAOLO S. FROSINONE | 200 euro |
| DAVIDE R. MILANO | 200 euro |
| LORENA P. MONZA | 200 euro |
| DAVIDE L. MANTOVA | 200 euro |
| PAOLO G. ROMA | 200 euro |
| MARTA G. ROMA | 200 euro |
| ANNA MARIA D. ROMA | 200 euro |
| Total SUM | 397.572 euro |
Iscrizioni e contributi 2012
Gruppi radicali nel mondo
Comunicati stampa
03/05/2012
Antenna di BruxellesMutilazioni Genitali FemminiliNPWJONU
Il Senato belga ospita il lancio dell'appello per una Risoluzione Onu per una moratoria delle mutilazioni genitali femminili
01/03/2012
Mutilazioni Genitali Femminili
MGF: sempre più vicina l'adozione di una risoluzione di messa al bando universale da parte delle Nazioni Unite
28/02/2012
Mutilazioni Genitali Femminili
L'Italia con l'Africa contro la pratica delle mutilazioni genitali femminili: incontro con la stampa presso l'ONU del Ministro Elsa Fornero
13/01/2012
Mutilazioni Genitali Femminili
Messa al bando universale delle MGF: NPSG e PRNTT si congratulano con il Rapporto del Segretario Generale ONU ed invocano forte sostegno politico per l'adozione della Risoluzione ONU
15/11/2010
Mutilazioni Genitali Femminili
I leader politici di 42 paesi chiedono il divieto delle mutilazioni genitali femminili da parte delle Nazioni Unite
Rassegna stampa
Documenti
05/08/2003
Mutilazioni Genitali Femminili Nazioni Unite (documenti)
55° Sotto-Commissione ONU sulla Promozione e Protezione dei Diritti dell’Uomo
Ginevra, 5 agosto 2003
23/06/2003
Eventi Mutilazioni Genitali Femminili
DICHIARAZIONE DEL CAIRO
SULLE NORME LEGISLATIVE PER LA PREVENZIONE DELLE MGF
10/04/2003
Mutilazioni Genitali Femminili Nazioni Unite (documenti)
ITEM 12: Integrazione dei diritti fondamentali delle donne e dell'aspetto specifico sessuale - a) Violenza contro la donna. Intervento del Partito Radicale Transnazionale letto da Khady Koita
27/02/2003
Interrogazioni (PE) Mutilazioni Genitali Femminili
Interrogazione parlamentare di Gianfranco Dell'Alba (NI) alla Commissione e al Consiglio e risposta data dal Sig. Vitorino a nome della Commissione











