«Sulla tragedia del popolo dei Montagnard il comune nemico rimane l'indifferenza»

Sergio Stanzani
Avvenire

Caro Direttore, felicitandomi per la scelta di "Avvenire" di voler far luce sulla tragedia dei Montagnard, vorrei informarla, brevemente, su quanto il Partito Radicale Transnazionale ha fatto in questi anni in difesa dei diritti umani, e in particolare della libertà religiosa, di questa popolazione indigena. Premessa necessaria a questa informazione è il sottolineare quanto siano intimamente connesse nella politica radicale le battaglie anticlericali e per la separazione tra Stato e Chiesa a quelle per la difesa della libertà religiosa e di coscienza. Qualcuno lo definirebbe '"anticlericalismo religioso" dei radicali, che ci ha tuttavia fatto trovare spesso vicini ai fedeli e a coloro che subiscono limitazioni alla propria libertà religiosa, molto spesso distanti dalla classe politica e dalle gerarchie ecclesiastiche. KoK Ksor, presidente della Montagnard Foundation e dirigente del Prt, l'11 aprile ha preso la parola alla Commissione sui diritti umani della Nazioni Unite per denunciare l'indifferenza che la comunità internazionale continua ad avere nei confronti dei soprusi sofferti dal suo popolo da parte di un regime che, a trent'anni dallo “scoppio dalla pace” in seguito alla sconfitta degli americani, continua a godere di una solidarietà internazionale che lo protegge da ogni indagine seria, nonostante abbia imposto un regime di terrore che, se colpisce in modo particolare i Montagnard, non risparmia di certo i rappresentanti della Chiesa buddista unificata o di altre confessioni, nonché e i dissidenti politici. Da quando, nel 2001, il Partito Radicale ha consentito a Kok Ksor di interloquire con le Nazioni Unite, il Vietnam ha lanciato una campagna di diffamazione nei suoi confronti e del Partito Radicale, definendo lui un «terrorista» e, dunque, noi come collaborazionisti, cercando poi di silenziarlo con la richiesta di espulsione dei radicali dall'Onu; richiesta poi non accolta in seno alle Nazioni Unite. Su questo noi radicali abbiamo continuato a interessare sia il governo italiano che l'Unione europea. Purtroppo, proprio l'Ue è stata tra i primi a sostenere la richiesta del Vietnam di adesione alla Wto senza richiedere segni concreti di miglioramento delle condizioni di vita dei montagnard. Nel momento in cui le scrivo, oltre 700 montagnard rifugiatisi in Cambogia rischiano la "deportazione" in Vietnam a causa del rifiuto da parte di Hanoi di consentire all'Acnur di monitorare la sicurezza dei rifugiati una volta che questi siano rientrati nei propri villaggi.Tutto questo deve e può cambiare, ed è compito della politica,e degli organi di informazione, fare luce su tragedie che colpiscono, insieme ai diritti universali, anche persone in carne e ossa. il nostro comune maggiore nemico è l'indifferenza, come sempre accade a chi non gode del potere ma solo della forza e della fede nelle proprie idee.

Sergio Stanzani
Presidente del Partito Radicale Transnazionale