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«II sì alla grazia per Sofri ormai maturo tra la gente»
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Prodi: è un atto del presidente. E Amato si appella al Colle
Pannella decide di sospendere per ora lo sciopero della fame
ROMA - «La grazia è un atto di clemenza nelle mani del presidente della Repubblica e ormai maturato nella maggior parte delle coscienze». Il presidente della Commissione europea Romano Prodi prende posizione sul «caso Sofri» e interviene nella querelle giuridico-istituzionale sul potere di grazia del Quirinale. Questione portata nuovamente alla ribalta da Marco Pannella con l'ennesimo sciopero della fame in sostegno dell'ex leader di Lotta continua, ma anche dell'inquilino del Quirinale, secondo il padre dei Radicali «espropriato del potere di graziare un detenuto». Un potere che «appartiene al capo dello Stato e che deve essere esercitato nelle modalità previste dalla Costituzione», spiega Prodi, ricordando anche il parere favorevole espresso dal Parlamento europeo (nella relazione dell'Ue sui diritti fondamentali è inclusa la richiesta del rilascio di Sofri). E al Quirinale si rivolge anche Giuliano Amato: «E' il momento di disporre la grazia, un tipico potere presidenziale». Nell'agosto scorso il Colle aveva ribadito in un comunicato che senza il sì del Guardasigilli la concessione della grazia non sarebbe stata valida, ma 1' ex premier la pensa diversamente: «Non tutti gli atti del capo dello Stato devono essere controfirmati dal ministro competente, basta leggere la Costituzione per fugare ogni dubbio». Parole che rincuorano Pannella. Il leader radicale, che sembrava intenzionato ad arrivare fino al digiuno della sete, ha intanto sospeso lo sciopero della fame iniziato la vigilia di Natale.
Oggi terrà una conferenza stampa. Il leader dei Radicali torna a rivolgersi al presidente della Repubblica con un appello che sembra un appassionato ultimatum: «La scienza giuridica ci dice che può promulgare la grazia e visto che lui vuole, a questo punto deve farlo». Trasuda ottimismo anche il segretario dei Radicali italiani, Daniele Capezzone, che elenca le espressioni di consenso già manifestate: al presi dente del Consiglio Berlusconi e ai 371 parlamentari italiani firmatari di un appello bipartisan si è aggiunto ieri anche il coordinatore di Forza Italia. Sandro Bondi ha inviato al quotidiano Il Foglio una lettera idealmente rivolta a Ciampi, cui chiede «una nuova riflessione per ampliare anche agli "anni di piombo" l'opera di rafforzamento degli ideali nazionali e di pacificazione». Ora il presidente della Repubblica può sentirsi più libero e più forte, dice Capezzone, non c'è bisogno di «escamotage carichi di buone intenzioni ma negativi». Come la cosiddetta «ipotesi belga», cioè la possibilità di lasciare il ministero della Giustizia all'interim del premier per qualche ora, giusto il tempo di firmare la proposta di grazia. Un'idea subito respinta dal Guardasigilli e che si ispirava all'esperienza del cattolicissimo Re Baldovino: non volendo firmare la legge sull'aborto, nel 1990 abdicò per due giorni permettendo così al governo di promulgare la legge. Resta in ballo, in vece, la proposta avanzata dal deputato verde Marco Boato: un disegno di legge di attuazione dell'articolo 87 della Costituzione che attribuisca in via esclusiva al capo dello Stato il potere di grazia, superando così il problema della mancata controfirma da parte di Castelli.
Nell'88 l'ex militante di lotta continua Leonardo Marino dichiara di essere stato l'autista del commando che ha ucciso il commissario Luigi Calabresi il 17 maggio 1972 e accusa del delitto Sofri, Bompressi e Pietrostefani Nel 1990 Sofri, Pietrostefani e Bompressi vengono condannati a 22 anni. Nei diversi gradi di giudizio la sentenza è confermata, annullata e, infine, riconfermata: il 5 ottobre 2000 la Cassazione respinge il ricorso II 13 luglio il Corriere lancia un appello perché sia Ad agosto Marco Boato, presidente del grupconcessa la grazia a Sofri. A fine luglio 371 depu- po Misto alla Camera, deposita un ddl di attuatati firmano la richiesta di grazia nata dall'iniziati- zione dell'art. 87 della Co: tituzione, perché sia va di Enzo Bianco (Margherita) e Sandro Bondi stabilito in modo chiaro che il potere di conce(FI). Il guardasigilli Castelli si dice contrario dere la grazia spetta sole al capo dello Stato Ritaglio stampa trasmesso su richiesta dell'abbonato per suo uso esclusivo, non riproducibile.
ROMA - «La grazia è un atto di clemenza nelle mani del presidente della Repubblica e ormai maturato nella maggior parte delle coscienze». Il presidente della Commissione europea Romano Prodi prende posizione sul «caso Sofri» e interviene nella querelle giuridico-istituzionale sul potere di grazia del Quirinale. Questione portata nuovamente alla ribalta da Marco Pannella con l'ennesimo sciopero della fame in sostegno dell'ex leader di Lotta continua, ma anche dell'inquilino del Quirinale, secondo il padre dei Radicali «espropriato del potere di graziare un detenuto». Un potere che «appartiene al capo dello Stato e che deve essere esercitato nelle modalità previste dalla Costituzione», spiega Prodi, ricordando anche il parere favorevole espresso dal Parlamento europeo (nella relazione dell'Ue sui diritti fondamentali è inclusa la richiesta del rilascio di Sofri). E al Quirinale si rivolge anche Giuliano Amato: «E' il momento di disporre la grazia, un tipico potere presidenziale». Nell'agosto scorso il Colle aveva ribadito in un comunicato che senza il sì del Guardasigilli la concessione della grazia non sarebbe stata valida, ma 1' ex premier la pensa diversamente: «Non tutti gli atti del capo dello Stato devono essere controfirmati dal ministro competente, basta leggere la Costituzione per fugare ogni dubbio». Parole che rincuorano Pannella. Il leader radicale, che sembrava intenzionato ad arrivare fino al digiuno della sete, ha intanto sospeso lo sciopero della fame iniziato la vigilia di Natale.
Oggi terrà una conferenza stampa. Il leader dei Radicali torna a rivolgersi al presidente della Repubblica con un appello che sembra un appassionato ultimatum: «La scienza giuridica ci dice che può promulgare la grazia e visto che lui vuole, a questo punto deve farlo». Trasuda ottimismo anche il segretario dei Radicali italiani, Daniele Capezzone, che elenca le espressioni di consenso già manifestate: al presi dente del Consiglio Berlusconi e ai 371 parlamentari italiani firmatari di un appello bipartisan si è aggiunto ieri anche il coordinatore di Forza Italia. Sandro Bondi ha inviato al quotidiano Il Foglio una lettera idealmente rivolta a Ciampi, cui chiede «una nuova riflessione per ampliare anche agli "anni di piombo" l'opera di rafforzamento degli ideali nazionali e di pacificazione». Ora il presidente della Repubblica può sentirsi più libero e più forte, dice Capezzone, non c'è bisogno di «escamotage carichi di buone intenzioni ma negativi». Come la cosiddetta «ipotesi belga», cioè la possibilità di lasciare il ministero della Giustizia all'interim del premier per qualche ora, giusto il tempo di firmare la proposta di grazia. Un'idea subito respinta dal Guardasigilli e che si ispirava all'esperienza del cattolicissimo Re Baldovino: non volendo firmare la legge sull'aborto, nel 1990 abdicò per due giorni permettendo così al governo di promulgare la legge. Resta in ballo, in vece, la proposta avanzata dal deputato verde Marco Boato: un disegno di legge di attuazione dell'articolo 87 della Costituzione che attribuisca in via esclusiva al capo dello Stato il potere di grazia, superando così il problema della mancata controfirma da parte di Castelli.
Nell'88 l'ex militante di lotta continua Leonardo Marino dichiara di essere stato l'autista del commando che ha ucciso il commissario Luigi Calabresi il 17 maggio 1972 e accusa del delitto Sofri, Bompressi e Pietrostefani Nel 1990 Sofri, Pietrostefani e Bompressi vengono condannati a 22 anni. Nei diversi gradi di giudizio la sentenza è confermata, annullata e, infine, riconfermata: il 5 ottobre 2000 la Cassazione respinge il ricorso II 13 luglio il Corriere lancia un appello perché sia Ad agosto Marco Boato, presidente del grupconcessa la grazia a Sofri. A fine luglio 371 depu- po Misto alla Camera, deposita un ddl di attuatati firmano la richiesta di grazia nata dall'iniziati- zione dell'art. 87 della Co: tituzione, perché sia va di Enzo Bianco (Margherita) e Sandro Bondi stabilito in modo chiaro che il potere di conce(FI). Il guardasigilli Castelli si dice contrario dere la grazia spetta sole al capo dello Stato Ritaglio stampa trasmesso su richiesta dell'abbonato per suo uso esclusivo, non riproducibile.
Iscritti e contribuenti 2013
| Giuseppe R. Roma | 590 € |
| Salvatore P. Capistrello | 200 € |
| Giancarlo B. Torino | 30 € |
| Marco B. Merano | 20 € |
| Davide B. Prato | 50 € |
| Giuseppe P. Grottammare | 50 € |
| Maurizio T. Roma | 1.000 € |
| Rosa A. Firenze | 590 € |
| Giuliano G. Sondrio | 590 € |
| Sergio Pasquale R. Cremona | 500 € |
| Total SUM | 326.746 € |
Iscrizioni e contributi (online) 2013
Rassegna stampa
23/06/2010
Notizie Radicali
Matteo Mecacci
Riflessione sulla politica estera del Partito Democratico a partire da una discussione parlamentare sulla situazione dei diritti umani a Cuba
Documenti
30/05/2010
Birmania Cambogia Italia Laos Vietnam
Consiglio Generale del PRNtt: Risoluzione approvata sull’Asia Sud Orientale
16/06/2008
Interrogazioni (PE) Italia
PE. Interrogazione scritta, Legge provinciale Alto Adige e radici cristiane
17/03/2004
Interrogazioni (PE) Italia
INTERROGAZIONE SCRITTA P-0928/04
di Maurizio Turco (NI) alla Commissione
radioradicale.it
2013-06-16 17:05:50 Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella
2013-06-12 09:06:50 Seduta 32ª (XVII legislatura)
2013-06-11 09:31:20 Seduta 31ª (XVII legislatura)
2013-06-09 17:00:00 Conversazione settimanale di Valter Vecellio con Marco Pannella
2013-06-05 14:59:27 Seduta 29ª (XVII legislatura) 













