Il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito


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Bilancio del Partito Radicale al 30/11/2011 (con allegato i bilanci dal 2004 al 2011)

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Cronologia "internazionale" (aggiornata al 2001)

Cronologia "generale" (fino a 1988)

Il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito è una organizzazione nonviolenta gandiana. Il suo simbolo è un ritratto del Mahatma Gandhi formato dalle parole “Partito Radicale” scritte in oltre 50 lingue. Nelle sue campagne, il PRNTT cerca di raggiungere, sensibilizzare e impegnare diversi settori politici, mobilitando i suoi iscritti in azioni nonviolente transnazionali che inducano le istituzioni nazionali e internazionali a rispettare le loro leggi e i loro principi. Il partito non partecipa con proprie liste a elezioni nazionali, regionali o locali.

Dal 1995 il Partito Radicale è registrato come Organizzazione non governativa (Ong) con statuto consultivo di categoria generale, presso il Consiglio economico e sociale (Ecosoc) delle Nazioni Unite. In questo quadro, il PRNTT ha consentito a numerose persone e organizzazioni attive per la democrazia e i diritti umani di essere rappresentate presso la commissione Diritti umani dell’Onu e di esporre in quella sede le loro istanze a diplomatici, media internazionali e altre Ong. Per queste ragioni, in varie occasioni, il PRNTT è stato oggetto di richieste di sanzioni da parte della Federazione Russa e del Vietnam che, con il sostegno di Cina, Iran e altri Stati totalitari o autoritari, chiedevano di escluderlo perché “colpevole” di avere offerto a popoli non rappresentati la possibilità di rivolgersi alla più alta istituzione internazionale. Questi procedimenti hanno portato per due volte l’Ecosoc a votare, confermando la correttezza dell’azione del PRNTT: si è trattato della prima circostanza in cui un voto di questa natura ha visto prevalere all’Onu una Ong rispetto a uno Stato membro.

Sin dal suo inserimento nell’Ecosoc delle Nazioni Unite, il PRNTT ha partecipato ai lavori di vari organismi dell’Onu su questioni relative alla promozione dei diritti civili e politici; al sostegno di azioni bilaterali e multilaterali per promuovere la democrazia nel mondo; al sostegno delle attività dei Tribunali ad hoc per la ex Yugoslavia e per il Ruanda; all’istituzione del Tribunale Penale Internazionale, il cui statuto fu votato a Roma nel 1998 dopo una lunga campagna condotta dai Radicali; all’adozione della Risoluzione per una moratoria universale delle esecuzioni da parte dell’Assemblea Generale dell’Onu; all’uso di tecnologie Internet a livello globale per estendere le libertà civili e la democrazia; per la libertà di ricerca scientifica e per una conversione civile delle spese militari.
 
In questi anni, il PRNTT ha rafforzato le relazioni con molte altre Ong internazionali quali Freedom House, Human Rights Watch, il World Federalist Movement, Amnesty International, il Democratic Coalition Project e Parliamentarians for Global Action, nonché con popoli non rappresentati ed esuli politici per aiutarli a rendere pubblici i loro casi e sensibilizzare gli organismi decisionali. Questi gruppi includono, ad esempio, tibetani, uiguri, Degar (noti anche come Montagnard), albanesi del Kosovo, ceceni, così come dissidenti politici del sud-est asiatico, dei Balcani e di Cuba.
 
Il PRNTT è inoltre impegnato in una serie di attività legate all’iniziativa per una Comunità delle Democrazie (Community of Democracies) lanciata nel 2000 per promuovere un lavoro coordinato degli Stati democratici per l’affermazione dei diritti civili e politici in tutto il mondo.
Il progetto del PRNTT è di promuovere una politica internazionale di diritto, libertà e democrazia, correggendo un ‘progresso’ che ha consentito lo sviluppo economico e civile in molte parti del mondo, ma che continua a essere precluso a una larga parte della popolazione. Interi popoli sono privati dei loro diritti fondamentali, senza che questo sia considerato una priorità da parte degli Stati nazionali e delle organizzazioni internazionali.
 
DALLA LEGGE DELLA FORZA ALLA FORZA DELLA LEGGE
 
La battaglia contro la pena di morte nel mondo

Una della associazioni costitutive del PRNTT è Nessuno tocchi Caino, una lega internazionale di cittadini e parlamentari per l'abolizione della pena di morte nel mondo, fondata a Bruxelles nel 1993. Il suo obiettivo era di ottenere una Moratoria mondiale delle esecuzioni, in vista dell’abolizione definitiva della pena di morte. Il suo nome è tratto dalla Genesi. Nella Bibbia non c’è scritto solo “occhio per occhio, dente per dente”, ma anche: “Il Signore pose su Caino un segno perché chiunque l’avesse incontrato non lo colpisse”. Oggi viene interpretato nel senso che uno Stato non può decidere della vita dei suoi cittadini. Nessuno tocchi Caino non vuol dire non pensare ad Abele. Vuol dire giustizia e non vendetta.

Rispetto a questo obiettivo, di straordinaria importanza umana e civile, Nessuno tocchi Caino è riuscita a mobilitare parlamenti, governi e opinione pubblica in tutto il mondo. Il 18 dicembre 2007, a quattordici anni dalla fondazione, Nessuno tocchi Caino ha finalmente ottenuto l’approvazione, all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, di una Risoluzione per una Moratoria Universale della pena capitale. Si tratta di una vittoria storica per tutto il mondo, in particolare per l’Italia che ha avuto il merito di convincere i rappresentanti di paesi di tutti i continenti a sostenere un’iniziativa che rappresenta un importante progresso nell’intero sistema dei diritti umani. Con il voto favorevole alla Moratoria, le Nazioni Unite hanno affermato il principio che la pena di morte viola la sfera dei diritti della persona e la sua abolizione contribuisce al rafforzamento della dignità umana.
 Il voto dell’Onu traccia una linea per gli Stati sia nel sogno della nonviolenza che nell’amministrazione della giustizia. Ora, Nessuno tocchi Caino, è impegnata in progetti per l’applicazione concreta della Moratoria su diversi fronti e in tutti i casi di pena capitale: dall’Africa, dove negli ultimi anni si sono verificati significativi passi avanti verso l’abolizione, all’Asia, continente dove avvengono quasi tutte le condanne a morte emesse nel mondo ... così che quei Paesi smettano di essere Caino, esecutore e testimone della perversione secondo cui la vita è salvaguardata infliggendo la morte.
 
La lotta ai fondamentalismi proibizionisti
 
La proibizione delle "droghe" ha accresciuto il valore di queste sostanze, creando economie parallele totalmente gestite da grandi organizzazioni criminali, che spesso detengono il controllo territoriale di intere regioni, come ad esempio in Colombia, in Afghanistan o in Messico, ponendo un problema alla sicurezza e alla pace regionale ma anche globale. Con azioni nonviolente prima e documenti e delibere formali sia alle Nazioni unite a partire dal 1998, sia nei Parlamenti di Roma e Strasburgo, il PRNTT ha posto la necessità di nuove politiche di produzione regolamentata del papavero, per un'industrializzazione medica finalizzata alla produzione di morfina, per rispondere alla domanda di analgesici da oppio, preclusi all'80% della popolazione mondiale, come documentato dall'Organizzazione mondiale della sanità. Questa lotta antiproibizionista è oggi più che mai necessaria e urgente, per promuovere pace, libertà e democrazia in molte zone del mondo.
 
La lotta contro le Mutilazioni Genitali Femminili
 
Iniziata nel 2000, assieme all'associazione radicale Non c'e' Pace senza Gisutizia dopo una missione in Mali di Emma Bonino, all'epoca deputata al Parlamento europeo acquista uno slancio decisivo nel 2003, grazie all'impegno dell'allora first lady egiziana Suzanne Mubarak, che organizza una conferenza al Cairo cui partecipano le massime autorità religiose del Paese, musulmane e copte. La Dichiarazione del Cairo porta, di lì a un mese, all'adozione da parte dell'Unione Africana del Protocollo di Maputo, che bandisce le Mgf in quanto violazione dei diritti umani di donne e bambine. Da allora la campagna ha portato 19 Paesi su 28 interessati dal fenomeno ad adottare una legge di proibizione. Oggi, dopo dieci anni e diverse conferenze tenute nelle principali capitali, gli Stati membri dell'Unione Africana si stanno impegnando in sede ONU affinché l'Assemblea Generale adotti entro il 2011 un Risoluzione di messa al bando delle Mgf.
 
Il Congresso mondiale per la libertà di ricerca scientifica
 
Dal 2006, assieme all'Associazione Luca Coscioni il Partito Radicale opera per affermare la libertà di ricerca scientifica coinvolgendo legislatori, attivisti dei diritti umani, medici, esperti e Premi Nobel. Alcuni degli impegni assunti nelle riunioni di Roma e Bruxelles riguardano il monitoraggio dello stato della libertà di ricerca e di cura nel mondo; il rafforzamento o la creazione di politiche, regole e giurisdizioni, anche internazionali e costituzionali, a difesa del diritto alla libertà di ricerca; la libertà di ricerca sulle cellule staminali, in particolare. Il superamento dei divieti posti dall'Unione europea alla finanziabilità della ricerca ottenuta con la tecnica del trasferimento del nucleo cellulare; il superamento dei divieti proposti, pur se in modo non vincolante, in sede di Nazioni Unite; la promozione dell'insegnamento del metodo scientifico; l'affermazione dell'autodeterminazione individuale in materia di cure, anche nel caso in cui la sospensione di tali cure possa condurre il paziente alla morte; l'attuazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, in particolare nei Paesi meno sviluppati.
 
Ambiente e demografia
 
La Conferenza mondiale dell’Onu sulla popolazione e lo sviluppo del Cairo nel 1994 stabiliva come obiettivo di “assicurare entro il 2015 l’accesso universale alle cure di salute riproduttiva, inclusa la pianificazione familiare”. E’ stata così lanciata la proposta di una Conferenza mondiale dell’ONU sulla popolazione e lo sviluppo, bloccata però da cinque anni. In effetti, esiste una vasta rete internazionale mobilitata attorno agli obiettivi del Cairo. Il collegamento. che il PRNTT propone da sempre, tra la “bomba demografica” e la pressione sulle risorse ambientale e alimentari, è un punto in comune con molti attori del movimento ambientalista mondiale, pur essendo stato escluso dalle conclusioni del vertice di Copenaghen. Il Rapporto del Fondo popolazione e sviluppo dell’Onu 2009 - "Lo stato della popolazione nel mondo. In un mondo che cambia: donne, popolazione e clima" - indica nella natalità galoppante uno dei principali fattori di crescita del riscaldamento climatico e uno dei suoi principali fattori di rischio.
 
L’attivazione delle giurisdizioni internazionali
 
La degenerazione della "real-democrazia", o "democrazia reale", va affrontata come vera malattia, potenzialmente mortale, dell'ideale democratico. Al Congresso di Tirana, nel 2002, avevamo lanciato la proposta di una Organizzazione mondiale “della” e “delle” democrazie. La tutela sovranazionale dei diritti democratici - diritti universali storicamente acquisiti come "naturali" - è obiettivo fondamentale del Partito Radicale, un obiettivo da perseguire con la nonviolenza, che il Parlamento europeo (nella sua Risoluzione sui diritti umani nel mondo, approvata nel 2008) aveva definito "lo strumento più adeguato per promuovere l'affermazione dei Diritti Umani fondamentali". Tale risoluzione è rimasta tuttora senza alcuna conseguenza, atto concreto o impegno di bilancio da parte delle istituzioni UE e dei partiti politici europei.
Al centro del dibatitto della fase finale del 39° Congresso del Partito Radicale vi sarà quindi la necessità di approfondire ulteriormente l’obiettivo di “fare di democrazia e diritto gli strumenti al servizio dei cittadini di tutto il mondo per governare le grandi questioni politiche e sociali del nostro tempo” articolandolo in varie sessioni tematiche che, oltre che fare il punto delle varie campagne in atto, dovranno anche proporre le nuove priorità per il partito.