L’Antenna di Ankara del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito (PRNTT) è uno spazio aperto di confronto, di informazione, di comunicazione, di iniziativa politica e di libertà. Cattura i segnali di cambiamento che si manifestano in questo Paese per amplificarli e trasmettere informazione riguardo a idee, proposte e iniziative, quali campagne internazionali su libertà individuali, diritti umani, affermazione dello Stato di diritto e sulla necessità di immediata apertura dei capitoli attualmente bloccati del negoziato di adesione della Turchia all’Unione Europea, affinché vi sia un’accelerazione risolutiva dell’ingresso di questo Paese in seno all’Unione.

L’Antenna di Ankara è dunque un’area pubblica, una realtà associativa, non solo virtuale ma anche fisica, di dibattito, di impegno civile e politico per la rimozione degli ostacoli che si frappongono all’esercizio del diritto naturale, storicamente acquisito, di ciascun individuo alla libertà e alla democrazia.

Luogo di incontro, dunque, non è soltanto il Web ma lo sono anche i caffè e le sedi che di volta in volta saranno variamente utilizzate.

All’antenna è invitato a partecipare ogni cittadino che abbia interesse a tale progetto.

Ad essa non vi si iscrive. Se lo desiderate, potete sostenerla con una donazione libera.

Sarete invitati ovviamente a iscrivervi al Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito.

Il 39º congresso del Partito Radicale, celebrato in due sessioni nel 2011, è tornato a promuovere la visione federale per l’Europa, la diffusione dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto su entrambe le sponde del Mediterraneo, assieme ad una politica globale per l’Unione Europea, in Medio Oriente così come in Asia.

All’interno dell’UE si intravede il pericolo di un restringimento delle libertà digitali e fisiche, e della degenerazione delle nostre democrazie in «democrazie reali» – proprio come dai paesi socialisti scaturì il «socialismo reale».

Il Partito Radicale segue da diversi anni le vicende turche e in particolare il processo di adesione della Turchia all’Unione Europea, che sostiene fortemente sin dal suo inizio – dal dicembre 1999, e cioè da quando è diventata un paese candidato all’adesione – perché ritiene l’inclusione di questo grande paese nell’Unione un tassello fondamentale del processo di costituzione di un’Europa federale, così come pensata dai Padri fondatori e all’interno della visione di Kant di un federalismo mondiale per una «pace perpetua».

Un’Europa aperta, dei popoli; un’Europa inclusiva delle varie espressioni politiche, religiose e culturali che da sempre hanno costituito le fondamenta della nostra civiltà. Riteniamo che se l’Unione Europea vuole esercitare la sua forza propulsiva nella forma di «attore globale» l’inclusione della Turchia sia una necessità.

Siamo consapevoli del fatto che Ankara ha compiuto molti passi in avanti nell’ammodernamento del proprio assetto istituzione e sociale, con la realizzazione dal 2002 al 2008 di riforme senza precedenti dalla nascita della Repubblica; tuttavia la Turchia ha bisogno di riprendere con vigore il processo riformatore per non correre il rischio di cedere all’autoritarismo e alla violenza. D’altro canto è necessario che l’Unione Europea metta da parte i risorgenti e arrugginiti pregiudizi del passato, che minacciano e umiliano le sue aspirazioni migliori e che rappresentano una triste regressione.

L’Europa non cerchi alibi, apra tutti i capitoli negoziali bloccati e imponga un «road map» certa per l’adesione entro termini ragionevoli.

Il processo di adesione all’Unione Europea è di importanza fondamentale per la trasformazione della Turchia in una società aperta e vi è un elevato rischio che senza un solido ancoraggio all’UE il percorso riformatore di Ankara possa indebolirsi e soccombere alle fortissime tensioni che dividono ancora il Paese.

Per troppi anni il negoziato è stato letteralmente ostaggio dei veti incrociati di Germania, Francia e Cipro.

Per questo lanciamo un appello al Parlamento europeo, al Consiglio dell’Unione europea, alla Commissione europea, esortandoli a non cercare alibi, a rispettare i propri impegni e ad aprire i capitoli negoziali bloccati.

L’Unione Europea ha uno strumento di dialogo molto importante da offrire ad Ankara e alle speranze migliori che fervono nella giovane e dinamicissima società civile turca: quello di un impulso decisivo al processo di adesione.

Abbiamo bisogno di un fiume di passione e di impegno individuale.

Questo è un invito a unirti a noi: se vivi in Turchia o lavori su questioni europee da qualche altra parte nel mondo, se sei d'accordo con noi o sei semplicemente incuriosito, contattaci, intervieni e inizia ad agire.

Non si tratta di un club d'intellettuali. Non siamo un istituto di ricerca o un think-tank, né un gruppo di federalisti che si piangono addosso per continuare a celebrare il passato.

Siamo radicali nonviolenti e transnazionali!

 

Coordinatore: Mariano Giustino
E-mail: marianogiustino@dirittoeliberta.it

Turchia, Ankara
E-mail: ankaraantenna@radicalparty.org

foto credits: Bernardo © (http://Ricci-Armani.com)

Antenna di Ankara

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