Press Release / Transnational Radical Party
Comuniqué de Presse / Parti Radical transnational
Comunicato Stampa / Partito Radicale Transnazionale
VOLANTINO DISTRIBUITO DAL PR DI FRONTE ALLE PRINCIPALI AMBASCIATE EUROPEE DELL'UNIONE SOVIETICA (1.12.86)
Oggi, nelle maggiori capitali d'Europa, deputati, intellettuali, artisti ed esponenti del Partito Radicale e di altri schieramenti politici di cui è ben nota l'intransigente opposizione ad ogni forma di dittatura e di oppressione, manifestano per la prima volta l'apprezzamento a quanto sta avvenendo in Unione Sovietica e rivolgono gli auguri di buon anno al popolo russo e al suo presidente Gorbaciov. La presenza davanti alle ambasciate sovietiche in Europa vuole essere una manifestazione di incoraggiamento a proseguire nella strada che ha portato alla liberazione dei coniugi Sakharov. Questa iniziativa testimonia l'attenzione e l'interesse dei democratici occidentali nei confronti degli episodi di disgelo interno, di riabilitazione delle idee che hanno caratterizzato il "nuovo corso" di Gorbaciov. Con queste espressioni di amicizia, di augurio e di speranza chiediamo e auspichiamo che il 1987 possa essere aperto con un primo atto di rispetto degli accordi di Helsinky e cioè con la liberazione immediata dei seguenti nove "prigionieri di Sion":
JOSEF BEGUN, 64 anni, professore, studioso di lingua ebraica, per questo reato viene condannato prima a due e poi a tre anni di reclusione in Siberia. Recidivo (insegnava l'ebraico, cosa vietata dalla legge) viene condannato nel novembre 1982 a dodici anni di carcere. E' malato di cuore e si teme seriamente per la sua salute.
GRIGORY LEMBERG, 41 anni, ingegnere, ha chiesto dal 1972 di poter emigrare in Israele, ma il visto gli è stato rifiutato col pretesto che, avendo prestato servizio militare, avrebbe potuto fornire in occidente dati sul complesso militare dell'URSS. I genitori vivono in Israele dal 1973 e da quella data non vedono il figlio.
ALEXEI MAGARIK, 28 anni, violoncellista, condannato a tre anni di prigione per detenzione di droga (accusa falsa per impedirgli di emigrare in Israele e raggiungere i genitori). Sposato dal 1981.
MARAT OSNIS, 30 anni, ingegnere informatico, ha chiesto dal 1972 di poter emigrare in Israele e raggiungere così i genitori gravemente malati.
DORA KONSTANTINOVSKAIA, 41 anni, ingegnere meccanico, dal 1981 ha chiesto, col marito Vladimiri, di poter raggiungere i genitori in Israele, senza successo. Sono sconosciute le cause del rifiuto del visto di uscita.
GRIGORY e NATALIA ROSENSTEIN, 49 e 46 anni rispettivamente, professori universitari, nel 1974 è stato loro negato il visto per detenzione di "segreti di Stato". Entrambi attivisti per il ritorno degli ebrei sovietici in Israele, hanno partecipato a varie iniziative in questo senso. La madre di Natalia vive in Israele.
CHERNA GOLDORT, 55 anni, è una madre che vive in URSS mentre le sue due uniche figlie, Irina e Galina, sono in Israele.
IDA NUDEL, cittadina sovietica, dissidente, professoressa di fisica. La sua liberazione e il permesso di espatrio è stato richiesto dal sindacato e dalla Giunta di Torino, città della quale è stata nominata cittadina onoraria.