| ISRAELE |
RISOLUZIONE SULLA SITUAZIONE DEGLI EBREI IN UNIONE SOVIETICA PRESENTATA AL PARLAMENTO EUROPEO DAI DEPUTATI ERIC BRUMENFELD, MARCO PANNELLA E ALTRI (19.02.1987)
Il Parlamento europeo
A. ricordando che il governo dell'Unione Sovietica si è assunto con l'Atto finale di Helsinki sulla cooperazione e la sicurezza l'impegno di garantire i diritti fondamentali dell'uomo, in particolare la libertà di religione e di movimento di tutti i cittadini,
B. ricordando la proposta di Gorbaciov di tenere a Mosca una Conferenza mondiale sui diritti dell'uomo,
C. ricordando le sue precedenti risoluzioni sulla situazione degli ebrei e sui diritti dell'uomo in Unione Sovietica,
D. allarmato in particolare a seguito di testimonianze di parenti di refuznik che si sono incontrati nel dicembre scorso a Gerusalemme con la delegazione del parlamento europeo per le relazioni con Israele- dalla situazione disperata di un numero impressionante di ebrei che desiderano vivere in Israele e ai quali il governo sovietico rifiuta da anni il visto di espatrio adducendo motivi per lo più pretestuosi ,
E. considerando che le condizioni di espatrio degli ebrei dall'Unione Sovietica sarebbero state rese più difficili in questi ultimi anni,
1. si dichiara preoccupato per le condizioni di lavoro e di vita- espressione di un comportamento antisemita-imposte dal governo sovietico a queste persone che desiderano lasciare l'Unione Sovietica come pure per lo stato di salute allarmante di alcuni di loro;
2. rinnova il suo appello al governo sovietico perché senza frapporre ostacoli autorizzi tutti gli ebrei che ne fanno domanda e in particolare Ida Nudel, Nudel, Josef Begun,Grigory Lemberg, Alexei Magarik, Magarik, Marat Osnis,Dona Konstantinovskaya, Konstantinovskaya, Grigory e Natalia Rosenstein, Cherna Goldort, a lasciare l'Unione Sovietica per ricongiungersi con le loro famiglie;
3. esorta nuovamente il governo sovietico a porre fine alla campagna di accanimento, persecuzione e incarcerazione che esso conduce nei confronti di questi ebrei che hanno manifestato il desiderio di fissarsi in Israele;
4. insiste presso il governo sovietico perché siano rispettati i diritti fondamentali di queste persone, tra cui il diritto di studiare ed insegnare la propria lingua, l'ebraico;
5. invita il governo sovietico a tradurre in atti concreti i suoi propositi di apertura e ad agire in senso positivo e con sincerità in favore del rispetto dei diritti dell'uomo nel suo paese rilasciando il visto di espatrio a tutti i refuznik che desiderano lasciare l'URSS;
6. invita i Ministri degli affari esteri riuniti nell'ambito della cooperazione politica a compiere passi presso l'Unione Sovietica in vista di una soluzione dei casi sopra indicati e più in generale dell'intero problema dei refuznik;
7. chiede alla Commissione, al Consiglio e ai governi degli Stati membri di adoperarsi con ogni mezzo perché questa richiesta possa essere accolta;
8. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai Ministri degli affari esteri riuniti nell'ambito della cooperazione politica nonché al governo sovietico.