ISRAELE

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LETTERA DI MARCO PANNELLA ALLA SEGRETERIA NAZIONALE DI DEMOCRAZIA PROLETARIA (19.10.88)

 

Bruxelles, 19\10\1988

 

Cari compagni,

per l'assenza di Marco Taradash, impegnato a Washington per una importante riunione antiproibizionista, dovrò presiedere io il Consiglio Federale del Partito, che naturalmente metterò al corrente della vostra lettera, della quale vi ringrazio.

Consentitemi subito di esprimervi alcune personali considerazioni sul tema che sottoponete alla nostra attenzione.

Per cominciare, la lettura che l'OLP, e anche voi, date della decisione di riunirci a Gerusalemme è certo legittima ma non per questo necessaria o opportuna.

Come voi sottolineate, vi sono elezioni in corso. Ma noi non potevamo rinviare il nostro Consiglio Federale, né ne troviamo il motivo. Noi non andiamo ad appoggiare nessun partito in lizza, ma andiamo - semmai - a ribadire e far meglio conoscere la realtà e le posizioni del nostro Partito in Israele, cui ci sentiamo molto legati, come sapete. Un po' quel che immagino avete fatto voi con l'OLP, e gli incontri che avete avuto.

A Gerusalemme stesso, in questi giorni, altri protestano perchè la scelta di tenere il Consiglio Federale in un albergo della zona araba (scelta anche obbligata dalle prerogative e dal potere clericali che sono purtroppo molto forti in quel paese) sembrerebbe una nostra scelta di solidarietà con le popolazioni arabe. L'una e l'altra lettura ci sembrano parziali.

Abbiamo comprato - in condizioni quasi fallimentari del Partito sul piano finanziario - alcune pagine pubblicitarie perchè finalmente le nostre posizioni siano conosciute: ed è stato necessario il farlo perchè da anni si parla di Cicciolina e non del "resto", del Partito e delle sue posizioni di fondo. Segno che non vengono ritenute molto omogenee e positive da parte del potere, o di ambienti del potere.

Accusarci - come fate - di voler essere o di essere comunque solidali con l'assassinio di palestinesi da parte di forze israeliane è un errore, che sono certo sarà superato come altri. Ripetiamo fino alla nausea che palestinesi e arabi, in Medio Oriente, si confrontano con una realtà fondamentale ben più grave di quella israeliana. Ripetiamo che - fino allo scorso anno - era assolutamente folle anche lontanamente paragonare il costo umano, civile, sociale, dei regimi e delle forze politiche predominanti, ovunque, in Medio Oriente con il costo della politica israeliana, dei suoi errori di fondo e quotidiani.

Ora, purtroppo, quel paragone è tragicamente fattibile, anche se non certo a svantaggio, ancora una volta, di Israele, per quanto gravi, gravissime siano le responsabilità del suo Governo.

In Algeria, nella "nostra" Algeria, vi sono stati più massacrati nei giorni scorsi, in due o tre giorni, di quanti non ve ne siano stati in quest'ultimo anno in Palestina.

Non vogliamo, non possiamo rischiare di essere responsabili di soluzioni che portino i palestinesi a tragedie, a sofferenze, a persecuzioni ed orrori, a brevissimo o anche a medio termine.

La polemica univoca contro Israele, quando ci si limita - e di rado - a qualche protesta senza seguito e rituale quando in Libano vengono massacrati palestinesi e libanesi ci sembra di grande responsabilità.

Noi andiamo a dire anche in Israele che la strategia mirante alla difesa di uno Stato nazionale israeliano, alla sua "indipendenza", è assolutamente errata e che non può portare che a rafforzare il peggio, e imbarbarire Israele. E' quanto, lo sapete, abbiamo ripetuto da dieci anni anche a Belgrado, per la Jugoslavia; tanto per fare un altro esempio.

La strategia di appartenenza agli Stati Uniti d'Europa, e di feroce rispetto dei diritti umani, civili e politici conseguente, è quella che noi proponiamo, per la quale ci battiamo. Ed è - questa - anche una indiretta presa di posizione, una sollecitazione per quella realtà istituzionale e statuale palestinese per la quale vi battete e che dovrà pure trovare al più presto una sua collocazione e una sua forma di realizzazione.

D'altra parte, voi potete leggere il testo dell'accusa grave, conclusiva, che noi abbiamo elevato contro il Governo, lo ripeto, con pagine a pagamento, alla vigilia del nostro arrivo a Gerusalemme. Venendo da noi, penso, questo non può e non deve esser sottovalutato nel suo significato e nella sua importanza, nell'ascolto che può determinare.

Vi prego, in proposito, di riflettere, dopo esservi maggiormente documentati.

Personalmente, l'ho detto molte volte, stimo e apprezzo la generosità e il rigore della vostra posizione. E ve ne ringrazio, anche se - come constatate - ho dubbi fortissimi sul valore politico, concreto della vostra politica in relazione ad ideali in gran parte comuni.

Buon lavoro per la vostra Assemblea nazionale.

Un abbraccio,

Marco