ISRAELE

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ISRAELE, PALESTINA, MEDIO ORIENTE

("Il Partito Nuovo", n.1, giugno 1991)

 

La condizione della persona, dell'uomo e ancor più della donna, in tutti gli Stati, "sovrani" ed indipendenti, del Medio Oriente, dall'Iran allo Yemen, dall'Irak alla Siria, dall'Arabia Saudita al Kuwait, è di pressocchè totale oppressione, priva di diritti e di libertà. Per tutti questi Stati, Israele è il nemico, storicamente, anche perchè è uno Stato di diritto, di democrazia politica, laico. Con sempre maggiori ipoteche contro il diritto, la democrazia politica, la laicità; con il suo degrado partitocratico pari a quello italiano, con incombente il dissesto economico e sociale, certo. Ma pur sempre il solo a costituzione democratica ed a vocazione, quindi, pacifica. Il Partito Radicale propone in ogni sede, a Bruxelles ed a Strasburgo, come a Roma ed a Tel Aviv, l'immediata adesione alla Comunità Europea, di Israele, al pari dei dodici Stati membri. Solamente in tal modo è possibile garantire, infatti, strutturalmente e definitivamente, la sicurezza di questo paese, dalle dimensioni minime e, fin qui accerchiato da nemici mortali. Per il resto, nessuna Conferenza di dittatori e di oligarchi dovrà essere tenuta, come i "pacifisti" del mondo chiedono, per la "pace in Medio Oriente". Ma una Conferenza dell'ONU che garantisca i diritti civili, politici, sociali, costituzionali degli abitanti di questa regione, dal Libano all'Iran. L'ONU dovrà ugualmente garantire ai palestinesi piena e democratica libertà di scelta, ma in questo quadro di diritto e di libertà. Così come al popolo curdo ed a quello libanese.