| ISRAELE |
INTERVENTO DI MARCO PANNELLA AL PARLAMENTO ITALIANO CONTRO LA RISOLUZIONE DI DEMOCRAZIA PROLETARIA PER IL RICONOSCIMENTO DELL'OLP (04.06.86)
MARCO PANNELLA:
[….] Nel Medio Oriente - e sono contento che sia presente il presidente Rognoni perché qui di tratta di uno scontro in parte di sensibilità, ma forse temo che sia non solo di sensibilità - il problema del popolo palestinese c'e- Dio se c'è! - ed è grave. E' importante. Dobbiamo riuscire a risolverlo, ma il problema è anche un altro. Io non sono disposto a che da parte nostra e del mondo si ripercorra il vecchio cammino di errore, facendo coincidere con il mito o la realtà della indipendenza nazionale, quale essa sia, il bene delle donne e degli uomini di un popolo.
Lo ripeto: abbiamo dei siriani che non sono infinitamente più sfortunati di persone che vivono, magari non indipendenti, all'interno di regimi autoritari ma non totalitari e non militaristi. Il numero degli assassinati da Hassad e da quel regime è spaventoso. Il problema è che dobbiamo farci carico di non dare quei tipi di riconoscimento. Quando stavano per ammazzare Arafat, mi pare a Tripoli, signor ministro degli Esteri, lei ci può dare atto che i radicali furono i primi a muoversi di notte e di giorno, gridando continuamente perché non si interveniva. Lo facemmo allora con Cheysson, con gli altri e qui, ma il problema e di avere una indipendenza e di riconoscere una struttura soprattutto militare, checché se ne dica, per colpa anche degli israeliani, che realizzi una indipendenza da partito unico. Signor Presidente, se riuscissimo a fare ciò che speriamo-due Stati federali o federati o comunque due Stati-la Cisgiordania e l'altro; indipendenti, quanti sarebbero poi gli arabi viventi in territorio israeliano che andrebbero a vivere nel paese a partito unico, anche se con lingua solamente araba?