Nel derby radicale Bonino batte Pannella


La Repubblica

Si fa presto a dire Pannella. Radicali sempre più trascinati dall´ex ministro, oggi vice presidente del Senato: Emma Bonino ha sfondato.

Sfondato il muro dei 234 mila voti, raccogliendo da sola un terzo del pacchetto di consensi dell´intero partito radicale, comunque insufficiente a strappare un seggio a Strasburgo. Il fatto è che stavolta Emma ha fatto boom anche nel senso che ha surclassato, suo malgrado, Marco Pannella. Il guru di sempre si è fermato a quota 80 mila. Lei, più di tre volte tanto. Alla riunione a porte chiuse di due giorni fa, quando il responso delle urne è stato passato ai raggi x nella sede di Largo Argentina, nessuno si è sognato di far notare la cosa. Massima riconoscenza al leader di sempre, che stavolta ha pure rischiato la vita con un interminabile sciopero fame-sete, trascinandosi in tv in condizioni preoccupanti pur di rivendicare gli spazi dovuti. Però «il risultato dice una sola cosa - fa notare un dirigente - che la linea movimentista forse non paga fino in fondo, i nostri elettori apprezzano molto anche quella più istituzionale». Anche se poi la Bonino ha pure occupato la sede Rai.

Marco, neanche a dirlo, si dice felicissimo per i voti di entrambi (Emma è subito volata in Congo con Nessuno tocchi Caino). Alcuni risultati nel dettaglio però raccontano che nel Nord Ovest la Bonino è a 71 mila voti, Pannella a 17 mila, che nel Nord Est, lei a 48 mila, lui a 11 mila. Nel Centro, Emma 61 mila, Marco 22 mila. «Solo» il doppio a Sud e Isole. «Hanno convissuto bene, continueranno a farlo, diversi ma complementari - taglia corto una pontiera come Rita Bernardini - Lei raccoglie nel ceto medio, lui tra i giovani. Non cambierà nulla».