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GENERALE PASSA IL RUBICONE?
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E’ passato un anno dal passaggio di potere da Fidel Castro a un governo provvisorio, guidato da suo fratello, il generale Raúl Castro. Molti si aspettavano che con questo militare, poco propenso alla visibilita’ e alle interviste ma con fama di pragmatico, sarebbe cominciata per Cuba una fase di cambiamento economico per affrontare la terribile situazione nazionale e migliorare l’ormai deteriorata qualita’ della vita della popolazione.
Nel periodo trascorso non si sono prodotte tali riforme e si e’ solamente raggiunta una relativamente minore mobilitazione politica e un maggiore rispetto degli orari della televisione; cose minime davanti a uno scenario di crescente accomulazione di gravi problemi senza soluzione.
Il discorso concreto pronunciato dal generale Raúl Castro durante la cerimonia per la commemorazione del LIV anniversario degli assalti a Cuarteles Moncada e Carlos Manuel de Céspedes del 26 Luglio del 1953, avvenuta nella citta’ di Camagüey, potrebbe aprire nuove prospettive per le agognate riforme economiche. Nel suo discorso, ha espresso una serie di critiche che da molto tempo erano state lanciate dalla pacifica dissidenza cubana e che avevano sempre avuto come risposta da parte del Regime repressione e carcere.
Ora, e’ stato personalmente il Capo di Stato che ha notato che: “…il salario e’ chiaramente insufficiente per soddisfare tutte le necessita’, visto che praticamente ha smesso di compiere il suo ruolo di assicurare, secondo il principio socialista, che ognuno dia il suo apporto secondo le sue capacita’, e riceva secondo il suo lavoro”. Riferendosi all’agricoltura, ha criticato anche il cattivo utilizzo delle terre invase in modo crescente da un “marabú molto bello”, in maniera ironica, e ha indicato che molti alimenti che attualmente vengono importati potrebbero perfettamente essere prodotti a Cuba. Allo stesso modo ha esemplificato la cattiva distribuzione dei prodotti, come il latte, che porta a sprechi inutili di quantita’ apprezzabili di combustibile. Poi ha riflettuto sull’illogicita’ del fatto che da quasi cinquant’anni solo i bambini fino ai sette anni e i malati abbiano diritto a questo prodotto cosi’ fondamentale.
Per cambiare questa situazione, ha detto che “…bisognera’ introdurre dei cambiamenti strutturali e concettuali che sono necessari”, affermazione che e’ stata applaudita dai presenti alla cerimonia. Poi ha aggiunto che c’e’ la necessita’ di “…lavorare con senso critico e creativo, senza immobilismo ne’ schematicita’”. Ha anche detto che “non ci saranno soluzioni eclatanti”.
IL GENERALE…2
In questo quadro ha affermato che si studiera’ “…l’incremento dell’intervento straniero, sempre che porti capitali, tecnologia o mercato, per cosi’ apprifittare del contributo che questo puo’ dare allo sviluppo del paese”. Un’iniziativa corretta in un paese in anni condizionati da una persistente decapitalizzazione e senza la capacita’ di risparmio interno per far fronte al processo di invesione che la nazione chiede con urgenza.
Per quanto riguarda le relazioni con gli Stati Uniti, ha stabilito la necessita’ di sostenere dei contatti sulla base del rispetto reciproco con la nuova amministrazione che verra’ eletta nel novembre 2008; aveva gia’ espresso l’intenzione di dialogare in due occasioni precedenti. Rappresenta una posizione responsabile. Le relazioni con gli Stati Uniti hanno un’importanza sostanziale per l’Isola. Nonostante la situazione di anormalita’ imperante, il vicino del Nord e’ il nostro sesto socio nel commercio di beni, e il principale esportatore di alimenti nel mercato cubano. A questo si aggiunge che li’ si genera uno dei piu’ importanti flussi di valute attraverso le rimesse-mille milioni di dollari annui secondo le stime di CEPAL-o affari come la telefonia con significativi guadagni per le imprese cubane.
Come primo passo bisognera’ promuovere il dialogo senza esclusioni tra i cubani, in modo costruttivo, civile e soprattutto patriottico. Sarebbe incoerente e contraddittorio che si voglia intrattenere un dialogo e arrivare a un accordo con gli stranieri mentre, come fino ad ora e’ successo, si continua a dibattere internamente sui difficili problemi che attanagliano la societa’.
Come si puo’ capire, molti dei concetti espressi nel discorso possono classificarsi come realisti, anche se il riferimento, all’inizio dell’introduzione, sui cambiamenti strutturali e concettuali vanno presi con cautela finch’e’ non si sapra’ con certezza in cosa consistono realmente questi movimenti e se costituiscono quello di cui il paese ha bisogno con urgenza. Bisogna ricordare che nel governo esistono forze a favore dell’immobilismo, che attuano tutta la resistenza possible contro le vere trasformazioni.
Aiuterebbe l’economia che il governo comprendesse la necessita’ del cambiamento, e la liberazione dei prigionieri politici pacifici, in particolare quelli incarcerati per aver detto molte delle cose che ora il generale Raúl Castro ha segnalato, aumenterebbe il suo prestigio nazionale e internazionale. Dovrebbe anche firmare la Convenzione Internazionale sui Diritti
IL GENERALE…3
Civili e Politici e la Convenzione Internazionale sui Diritti Sociali, Economici e Culturali. Questi passi in nessun modo potrebbero mettere in pericolo la sua autorita’, ma al contrario potrebbero elementi che si rispecchierebbero in maggiore credibilita’ internazionale; fattore di indubbio valore in un mondo dove il rispetto dei diritti umani acquista ogni giorno maggior peso.
Questo discorso apre prospettive ma anche interrogativi nuovi. Nei prossimi mesi si vedra’ se costituira’ realmente l’inizio dei cambiamenti economici che sottendono al processo di riconciliazione indispensabile per l’unita’ dei cubani, al di la’ delle diverse ideologie; cambiamenti che potranno permettere un atterraggio morbido della societa’ cubana verso la democrazia, dopo tanto scontro e odio. In definitiva, il futuro dira’ se il generale Raúl Castro, con questo discorso, ha passato il Rubicone e contribuira’ a edificare il futuro che i Cubani, sia dentro che fuori Cuba, si meritano.
L’Avana, 30 luglio 2007
Oscar Espinosa Chepe
Economista e giornalista indipendente
Uccello che sta invadendo i campi inutilizzati a Cuba che potrebbero essere utilizzati per produrre beni agricoli oggi importati.
Nel periodo trascorso non si sono prodotte tali riforme e si e’ solamente raggiunta una relativamente minore mobilitazione politica e un maggiore rispetto degli orari della televisione; cose minime davanti a uno scenario di crescente accomulazione di gravi problemi senza soluzione.
Il discorso concreto pronunciato dal generale Raúl Castro durante la cerimonia per la commemorazione del LIV anniversario degli assalti a Cuarteles Moncada e Carlos Manuel de Céspedes del 26 Luglio del 1953, avvenuta nella citta’ di Camagüey, potrebbe aprire nuove prospettive per le agognate riforme economiche. Nel suo discorso, ha espresso una serie di critiche che da molto tempo erano state lanciate dalla pacifica dissidenza cubana e che avevano sempre avuto come risposta da parte del Regime repressione e carcere.
Ora, e’ stato personalmente il Capo di Stato che ha notato che: “…il salario e’ chiaramente insufficiente per soddisfare tutte le necessita’, visto che praticamente ha smesso di compiere il suo ruolo di assicurare, secondo il principio socialista, che ognuno dia il suo apporto secondo le sue capacita’, e riceva secondo il suo lavoro”. Riferendosi all’agricoltura, ha criticato anche il cattivo utilizzo delle terre invase in modo crescente da un “marabú molto bello”, in maniera ironica, e ha indicato che molti alimenti che attualmente vengono importati potrebbero perfettamente essere prodotti a Cuba. Allo stesso modo ha esemplificato la cattiva distribuzione dei prodotti, come il latte, che porta a sprechi inutili di quantita’ apprezzabili di combustibile. Poi ha riflettuto sull’illogicita’ del fatto che da quasi cinquant’anni solo i bambini fino ai sette anni e i malati abbiano diritto a questo prodotto cosi’ fondamentale.
Per cambiare questa situazione, ha detto che “…bisognera’ introdurre dei cambiamenti strutturali e concettuali che sono necessari”, affermazione che e’ stata applaudita dai presenti alla cerimonia. Poi ha aggiunto che c’e’ la necessita’ di “…lavorare con senso critico e creativo, senza immobilismo ne’ schematicita’”. Ha anche detto che “non ci saranno soluzioni eclatanti”.
IL GENERALE…2
In questo quadro ha affermato che si studiera’ “…l’incremento dell’intervento straniero, sempre che porti capitali, tecnologia o mercato, per cosi’ apprifittare del contributo che questo puo’ dare allo sviluppo del paese”. Un’iniziativa corretta in un paese in anni condizionati da una persistente decapitalizzazione e senza la capacita’ di risparmio interno per far fronte al processo di invesione che la nazione chiede con urgenza.
Per quanto riguarda le relazioni con gli Stati Uniti, ha stabilito la necessita’ di sostenere dei contatti sulla base del rispetto reciproco con la nuova amministrazione che verra’ eletta nel novembre 2008; aveva gia’ espresso l’intenzione di dialogare in due occasioni precedenti. Rappresenta una posizione responsabile. Le relazioni con gli Stati Uniti hanno un’importanza sostanziale per l’Isola. Nonostante la situazione di anormalita’ imperante, il vicino del Nord e’ il nostro sesto socio nel commercio di beni, e il principale esportatore di alimenti nel mercato cubano. A questo si aggiunge che li’ si genera uno dei piu’ importanti flussi di valute attraverso le rimesse-mille milioni di dollari annui secondo le stime di CEPAL-o affari come la telefonia con significativi guadagni per le imprese cubane.
Come primo passo bisognera’ promuovere il dialogo senza esclusioni tra i cubani, in modo costruttivo, civile e soprattutto patriottico. Sarebbe incoerente e contraddittorio che si voglia intrattenere un dialogo e arrivare a un accordo con gli stranieri mentre, come fino ad ora e’ successo, si continua a dibattere internamente sui difficili problemi che attanagliano la societa’.
Come si puo’ capire, molti dei concetti espressi nel discorso possono classificarsi come realisti, anche se il riferimento, all’inizio dell’introduzione, sui cambiamenti strutturali e concettuali vanno presi con cautela finch’e’ non si sapra’ con certezza in cosa consistono realmente questi movimenti e se costituiscono quello di cui il paese ha bisogno con urgenza. Bisogna ricordare che nel governo esistono forze a favore dell’immobilismo, che attuano tutta la resistenza possible contro le vere trasformazioni.
Aiuterebbe l’economia che il governo comprendesse la necessita’ del cambiamento, e la liberazione dei prigionieri politici pacifici, in particolare quelli incarcerati per aver detto molte delle cose che ora il generale Raúl Castro ha segnalato, aumenterebbe il suo prestigio nazionale e internazionale. Dovrebbe anche firmare la Convenzione Internazionale sui Diritti
IL GENERALE…3
Civili e Politici e la Convenzione Internazionale sui Diritti Sociali, Economici e Culturali. Questi passi in nessun modo potrebbero mettere in pericolo la sua autorita’, ma al contrario potrebbero elementi che si rispecchierebbero in maggiore credibilita’ internazionale; fattore di indubbio valore in un mondo dove il rispetto dei diritti umani acquista ogni giorno maggior peso.
Questo discorso apre prospettive ma anche interrogativi nuovi. Nei prossimi mesi si vedra’ se costituira’ realmente l’inizio dei cambiamenti economici che sottendono al processo di riconciliazione indispensabile per l’unita’ dei cubani, al di la’ delle diverse ideologie; cambiamenti che potranno permettere un atterraggio morbido della societa’ cubana verso la democrazia, dopo tanto scontro e odio. In definitiva, il futuro dira’ se il generale Raúl Castro, con questo discorso, ha passato il Rubicone e contribuira’ a edificare il futuro che i Cubani, sia dentro che fuori Cuba, si meritano.
L’Avana, 30 luglio 2007
Oscar Espinosa Chepe
Economista e giornalista indipendente
Uccello che sta invadendo i campi inutilizzati a Cuba che potrebbero essere utilizzati per produrre beni agricoli oggi importati.
Inscriptions et contributions 2013
| Giuseppe R. Roma | 590 € |
| Salvatore P. Capistrello | 200 € |
| Giancarlo B. Torino | 30 € |
| Marco B. Merano | 20 € |
| Davide B. Prato | 50 € |
| Giuseppe P. Grottammare | 50 € |
| Maurizio T. Roma | 1.000 € |
| Rosa A. Firenze | 590 € |
| Giuliano G. Sondrio | 590 € |
| Sergio Pasquale R. Cremona | 500 € |
| Total | 326.746 € |










