UNA RETE DI IMPRENDITRICI PER IL MEDITERRANEO

Emma Bonino*
Il Corriere della Sera

Caro direttore,

gran parte dei governi in carica, non solo nel Vecchio Continente, sono impegnati nell'affannosa ricerca di una formula magica che stimoli la crescita e la competitività delle economie, magari per migliorare la produttività di una sola frazione di punto. Un pò come nella "Lettera rubata" di Edgar Allan Poe, dove i protagonisti cercano freneticamente una lettera che si trova davanti al loro naso, viene da chiedersi cosa impedisca a tanti occhi di vedere ciò che è così visibile.
Perché una formula magica è sotto gli occhi di tutti: valorizzare meglio un capitale ampiamente sotto-utilizzato: le donne, che rappresentano oltre 50% delle risorse umane del mondo.
Qualche cifra può aiutare a capire perché trascurare questo potenziale economico è come pretendere di correre con i lacci alle caviglie.

- Negli Stati Uniti, le donne detengono la maggioranza di circa 10 milioni d'imprese private, un terzo del totale, e danno vita al 55% di quelle nuove (775mila start-up l'anno!). Le imprese guidate da donne sono tra le più dinamiche: tra il 1997 e il 2002 sono cresciute del 19,8% rispetto ad una crescita media del 7%.

- In Europa l'occupazione femminile raggiunge ormai il 56% e il ruolo delle imprenditrici è in costante crescita.

- Nelle economie emergenti, incluse realtà come India e Cina, è soprattutto la crescita nel lavoro femminile che sta facendo la differenza. Persino nei Paesi più poveri sono le microimprese femminili quelle che hanno maggior successo, grazie anche all'accesso al microcredito. Come dice il Premio Nobel, Muhammad Yunus: "E' meglio concedere prestiti alle donne piuttosto che ai loro mariti"...

Spetta un pò a noi tutti tagliare i lacci alle caviglie che impediscono alle donne di correre con il passo giusto. Ciascuno con le forbici di cui dispone.
Da ministro del Commercio internazionale, ho inteso contribuire allo sviluppo dell'imprenditoria femminile con un'iniziativa che accelerasse il processo di costruzione di relazioni internazionali fra donne d'impresa, nonché lo scambio di esperienze e l'arricchimento di contatti d'affari.
Nasce così l'idea di un Forum per le imprenditrici del Mediterraneo, Medio Oriente e Paesi del Golfo, che vedrà la luce nei prossimi giorni: da domani a martedì 6 marzo a Milano. Duecentocinquanta donne imprenditrici provenienti da 18 diversi Paesi dell'area si incontreranno con 200 imprenditrici italiane. E' un incontro significativo sul piano economico: stimiamo in oltre mille incontri il flusso di contatti business to business, organizzati dall'Ice.
Questo Forum intende mettere in contatto le energie delle donne imprenditrici che vivono sulle sponde non di un mare che divide ma di un "lago" che ci unisce, il Mediterraneo. Spero anche, lo confesso, che accendendo qualche riflettore in più su questo capitale, così invisibile a tanti, esso sia finalmente visto e valorizzato.
Promuovere scambi culturali, contatti, occasioni d'incontro e relazioni nel mondo delle imprese aiuta a riconoscere le similarità e le differenze, e a distinguere tra stereotipi e realtà. E se ci sono due realtà di cui è importante riconoscere le differenze, senza cadere preda dei più stereotipati cliché, queste sono proprio le donne e la variegata realtà mediterranea.
Sappiamo tutti che esistono lacci antichi e difficili da sciogliere, che vincolano le donne a ruoli subalterni o di responsabili al singolare delle attività di cura della famiglia. Vincoli che a loro volta generano discriminazioni a volte basate sulla legge, più spesso sulla tradizione, gli usi o i costumi. E' ora di slegare questi lacci e lasciar correre le donne come gazzelle come tigri, magari assieme ai lupi, come scrive Clarissa Pinkola Estés, purché corrano libere. Per crescere, tutti.


* Ministro del Commercio Internazionale e delle Politiche Europee